Imprenditoria femminile: finanziamenti e agevolazioni 2017

Sei una donna e vuoi realizzare il tuo progetto imprenditoriale “in rosa”? Hai un’idea di business e vuoi metterla in pratica? Scopri come fare: trova i migliori Bandi di finanziamento ed agevolazioni che ti aiutano a realizzare il tuo sogno.

In questa guida, potrai trovare tutti i consigli ed i suggerimenti migliori per finanziare al meglio la tua attività: scoprirai la normativa di riferimento, i requisiti e le modalità per accedere ai Bandi ed alle agevolazioni per l’anno 2017.

Legge 215/1992: normativa di riferimento per le imprese “in rosa”

Tempi di crisi e di lavoro instabile? Trovare un posto “fisso” è diventato un vero e proprio miraggio, specie per le donne e per i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro, sperando di cercare un’opportunità davvero concreta e stabile.

In effetti, sempre più spesso si preferisce la strada dell’autoimprenditorialità e dell’autorealizzazione: tantissime sono le Start Up che, negli ultimi anni, sono state avviate e stanno crescendo con successo.

Basti visionare anche il Report pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico relativo alle Start Up Innovative: i dati riferiti al 30 giugno 2017 mostrano una netta crescita del numero di iscrizioni nella Sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle Start Up innovative (oltre 7000 le domande) ed il dato è in continua crescita.

Tante sono anche le donne che decidono di avviare una propria impresa e di realizzare un progetto imprenditoriale destinato a crescere ed a diventare un progetto di grande valore aggiunto ed “incubatore” di competitività.

Ovviamente, per iniziare e dare avvio alla propria idea di business, occorre reperire un finanziamento a tasso agevolato che stimoli ed incentivi il selfiemployment ed occorre conoscere la normativa di riferimento.

La normativa di riferimento è la Legge 215/1992 che stabilisce i criteri per il finanziamento agevolato relativi all’imprenditoria femminile.

Si tratta di uno strumento di agevolazione attraverso il quale il Ministero dello Sviluppo Economico mette a disposizione dell’imprenditoria femminile risorse economiche sotto forma di contributi a fondo perduto e di finanziamenti a tasso agevolato.

La Legge 215/1992 “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” costituisce senz’altro il fondamento degli interventi attuativi del disegno di riequilibrio tra i sessi in relazione al mondo dell’imprenditoria.

Il dettato normativo consente periodicamente l’uscita di un Bando pubblico che contiene anche le indicazioni dettagliate che regolano il sistema di erogazione dei finanziamenti.

Per l’aspirante imprenditrice è data la possibilità di presentare la domanda di contributo in un determinato lasso di tempo, e viene stilata una graduatoria, tenendo tassativamente conto di tutte le altre domande presentate entro e non oltre la data fissata (salvo possibilità di proroghe).

Le graduatorie sono stilate sulla base di requisiti e parametri quali occupazione, partecipazione femminile all’attività imprenditoriale e certificazioni ambientali e di qualità.

Per richiedere i finanziamenti è necessario preparare un Business Plan (contenuto descrittivo/finanziario-economico), che deve essere presentato alla Regione o alla Camera di Commercio competente per territorio, al termine della quale verrà rigettata o approvata la domanda di concessione del finanziamento.

Per chi voglia intraprendere, ad esempio, un’attività imprenditoriale in agricoltura, occorre fare riferimento all’ISMEA: i servizi in primo piano sono l’autoimprenditorialità, primo insediamento, accesso al credito e Banca Terre Agricole.

Imprese femminili: Requisiti e beneficiarie dei finanziamenti

Possono accedere alle agevolazioni le imprese individuali, cooperative, società di persone e società di capitali aventi i seguenti requisiti:

  1. criteri di individuazione rispetto al tipo di impresa meno di 50 dipendenti; fatturato inferiore a 7ml di Euro o stato patrimoniale inferiore a 5 ml di Euro; non partecipate per il 25% o più da un’impresa di dimensioni superiori.
  2. criteri di individuazione rispetto alla gestione. Per le imprese individuali, il titolare deve essere donna; per le società di persone e per le cooperative, occorre una maggioranza numerica di donne non inferiore al 60% dei soci; per le società di capitali, le quote di partecipazione al capitale devono essere per almeno i 2/3 di proprietà di donne e gli organi di amministrazione devono essere costituiti per almeno 2/3 da donne.

Tutti i requisiti devono sussistere al momento della presentazione della domanda ed essere mantenuti per un periodo di almeno 60 mesi a decorrere dalla data di concessione dell’agevolazione.

Imprese “in rosa”: Investimenti finanziabili

Secondo il dettato normativo sono ammesse le seguenti spese:

  • impianti generali, comprese l’impianto elettrico, antifurto, riscaldamento, ecc.;
  • macchinari e attrezzature; tra essi rientrano anche gli impianti specifici di produzione, compresi gli arredi connessi allo svolgimento delle attività e le strutture;
  • brevetti;
  • software;
  • opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, nel limite del 25% delle voci di spesa relative ai primi due punti.

Bandi Invitalia 2017: incentivi rivolti alle potenziali imprenditrici

Le donne rappresentano un target rilevante per lo sviluppo della nuova imprenditorialità: gli incentivi gestiti dall’Agenzia Invitalia sono rivolti alle potenziali imprenditrici e prevedono semplificazioni ed agevolazioni a loro dedicate.

Ben 940 sono le Start Up femminili finanziate nel 2016: Invitalia dà costantemente credito alle donne, sono ben 2.184 le nuove imprese finanziate attraverso gli strumenti dell’Autoimpiego, Nuove Imprese a Tasso Zero, Selfiemployment e Smart&Start.

Di queste, ben il 43% sono imprese a maggioranza femminile e la stragrande maggioranza sono Start Up con sede nel Sud d’Italia. Il 91% delle imprese femminili finanziate risiedono nel Mezzogiorno italiano.

Scopriamo tutti gli strumenti di agevolazione approntati da Invitalia a sostegno dell’imprenditoria femminile.

Smart&Start Italia

Sostiene la nascita e la crescita delle Start Up innovative su tutto il territorio nazionale. Questo strumento è pensato per le Start Up innovative di piccola dimensione, iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese. Si considerano innovative, tutte le società di capitali costituite da non più di 48 mesi che offrono prodotti o servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico ed un valore della produzione fino a 5 milioni di euro. Tale incentivo è stato rifinanziato dal Mise con 95 milioni di euro e finanzia progetti imprenditoriali compresi tra 100 mila e 1,5 milioni di euro, con copertura delle spese d’investimento e dei costi di gestione.

Tale strumento offre la possibilità di richiedere l’erogazione di un mutuo a tasso zero fino al 70% dell’investimento totale. La percentuale di finanziamento può salire fino all’80% se la Start Up è costituita esclusivamente da donne o da giovani under 35 anni, oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia. In alternativa, è possibile richiedere un contributo a fondo perduto pari al 20% del mutuo, solo per le Start Up ubicate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Autoimpiego

E’ un altro strumento agevolativo previsto da Invitalia per le donne che vogliano realizzare la propria attività di business. Si tratta di un insieme di agevolazioni per chi vuole mettersi in proprio; tre sono le forme di incentivo: lavoro autonomo, microimpresa e franchising.

Per quanto concerne il lavoro autonomo, l’incentivo è indirizzo a tutte quelle persone che vogliono avviare un’attività imprenditoriale in forma di ditta individuale nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per presentare la domanda, il soggetto titolare della ditta individuale deve essere maggiorenne, inoccupato, residente in Italia e gli investimenti complessivi non possono superare i 25.823 euro. Gli investimenti sono finanziabili al 100% attraverso un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato, da restituire in 5 anni.

Per quanto concerne la microimpresa, si tratta di un incentivo per l’avvio di piccole attività imprenditoriali in forma di società di persone nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per presentare la domanda, almeno la metà numerica dei soci che detiene almeno la metà delle quote, deve essere maggiorenne alla data di presentazione della domanda, non occupato e residente nel territorio nazionale. Le agevolazioni sono fruibili sotto forma di mutuo a tasso agevolato e contributi a fondo perduto che coprono il 100% delle spese d’investimento e le spese di gestione sostenute nel primo anno di attività.

Il franchising è lo strumento agevolativo per le ditte individuali e tutte le vesti societarie di nuova costituzione che vogliono avviare un’attività imprenditoriale in franchising, da realizzare con franchisor convenzionati con Invitalia. Per presentare la domanda, il titolare della ditta individuale o, nel caso di società, almeno la metà dei soci devono essere maggiorenni, non occupati e residenti in Italia. Le agevolazioni sono erogate sotto forma di mutuo a tasso agevolato e contributi a fondo perduto che coprono il 100% delle spese d’investimento e le spese di gestione sostenute nel primo anno di attività.

Nuove imprese a tasso zero

Nuove Imprese a tasso zero è l’incentivo pensato per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori.

Tale strumento di incentivo è valido in tutta Italia e prevede il finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro che può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili. Ha l’obiettivo di sostenere, in tutta Italia, la creazione di micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età. Sono finanziabili tutte le attività imprenditoriali volte a produrre beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli, erogare servizi alle imprese e alle persone, commerciare beni e servizi, erogare servizi di turismo.

Selfiemployment

Selfiemployment finanzia con prestiti a tasso di interesse zero l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali, promosse da giovani NEET. Per accedere ai finanziamenti occorre essere giovani NEET (senza lavoro e non impegnati in percorsi di formazione scolastica e professionale), con un’età compresa tra i 18 e 29 anni, iscritti al programma Garanzia Giovani. Il Fondo Selfiemployment finanzia progetti di investimento inclusi tra 5.000 e 50.000 euro, ripartiti in:

  • microcredito, da 5.000 a 25.000 euro
  • microcredito esteso, da 25.001 a 35.000 euro
  • piccoli prestiti, da 35.001 a 50.000 euro.
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