Quali sono le imposte 2017? Il calendario dei versamenti

imposte 2017

Come saranno ripartiti i versamenti delle imposte 2017? A metà anno, più precisamente, il 30 giugno, è fissata la scadenza per saldare Irpef, Ires e Irap, ma anche la cedolare secca e l’imposta sostituiva che fa riferimento al regime forfettario.

Il 2 dicembre è stato convertito in Legge n. 225/2016 il decreto numero 249 già pubblicato in gazzetta il 24 ottobre col D.L. n. 193/2016. Punto fondamentale è stato lo slittamento di alcune date poste nel calendario fiscale. Vediamo quali.imposte 2017

Imposte 2017: versamenti da Unico e Irap

Sono state fissate le nuove date di scadenza per imposte derivanti dal saldo e dalla prima rata scaturite dai modelli Unico e Irap. In particolare sono slittate al 30 giugno e al 30 luglio, invece che il 16 e senza la maggiorazione dello 0,4% per persone fisiche e società di persone, intese ad esempio come studi professionali associati.

Per quanto riguarda le stesse, ma con riferimento ai soggetti Ires, il versamento delle suddetto imposte va effettuato entro l’ultimo giorno del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, invece che entro il giorno 16.

Versamenti da Unico e Irap, seconda o unica rata di acconto

In questo caso la data ufficiale per il versamento delle imposte della seconda o unica rata di acconto è fissato al 30 novembre per persone fisiche e società di persone.

Imposte 2017 collegate a Unico e Irap

Imposte che seguono la stesso procedura e quindi direttamente collegate alle scadenze di quelle di Unico e Irap sono ad esempio:

  • Addizionali Irpef;
  • Addizionali e maggiorazioni Ires;
  • Determinate imposte sostitutive (es. per i lavoratori autonomi e gli imprenditori individuali che adottano il regime dei c.d. “contribuenti minimi” o il regime fiscale forfettario ex Legge n. 190/2014);
  • Capital gain in “regime di dichiarazione”;
  • Imposte patrimoniali dovute dalle persone fisiche residenti che possiedono immobili e/o attività finanziarie all’estero (Ivie e/o Ivafe);
  • Contributo di solidarietà del 3%, dovuto sul reddito complessivo Irpef di importo superiore ai €. 300.000,00 lordi annui;
  • Contributi INPS dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle relative Gestioni separate;
  • Contributi dovuti alla Cassa di previdenza e assistenza dei geometri;
  • Diritto annuale delle Camere di commercio.

Quali sono invece le imposte 2017 che non hanno subito variazioni?

Non tutte le imposte 2017 hanno spostato le date di scadenza, tra queste ce ne sono molte rimaste invariate: Imu, Tasi, l’imposta sostitutiva per l’affrancamento delle partecipazioni non quotate e dei terreni, le imposte sostitutive per le assegnazioni agevolate di beni ai soci, l’imposta sostitutiva per l’estromissione agevolata degli immobili strumentali degli imprenditori individuali.
Oltre a queste non subiscono nessuna variazione anche i conguagli che derivano dal modello 730. 
Sembra invece essere confermata come data di scadenza ufficiale al 16 marzo, il versamento del saldo Iva. Tuttavia, in questo caso, non c’è un’assoluta certezza, in quanto è prevista la possibilità di spostare anche questa data entro il termine stabilito dall’articolo 17 del DPR n. 435/2001, dove potrebbe essere introdotta una maggiorazione dello 0,4% per ogni mese successivo al 16 marzo.

Tra le imposte 2017 novità per il modello F24

Una delle “novità” riguarda il modello f24, infatti è stato abolito l’articolo 7-quater, comma 31 del D.L. n. 193/2016 in cui si stabiliva l’obbligatorietà per i contribuenti che non posseggono una partita Iva a presentare telematicamente i modelli f24 con un saldo finale superiore a mille euro, senza che siano state effettuate compensazioni. Quindi, coloro i quali, non hanno una partita Iva possono ripresentare il modello in formato cartaceo, indipendentemente dall’importo del saldo in questione.

L’Agenzia delle Entrate, ha varato alcune obbligazioni per quanto riguarda le resentazioni telematiche dei modelli F24 con le Circolari n. 30/E/2016 e n. 27/E/2014, sostituendole con l’utilizzo del modello cartaceo nelle seguenti possibilità:

  • Se si ha a che fare con un modello F24 precompilato e già inviato dagli enti impositori, eccetto che non vengano indicati crediti in compensazione:
  • Per i contribuenti che non possono avere un conto corrente (coloro che hanno fallito ad esempio)
  • Soggetti che hanno diritto ad agevolazioni fiscali, nella forma di crediti d’imposta, utilizzabili in compensazione esclusivamente presso gli Agenti della Riscossione;
  • Curatori fallimentari e commissari liquidatori, in relazione ai versamenti che devono effettuare per conto della procedura concorsuale;
  • Produttori agricoli esonerati dagli obblighi Iva ai sensi dell’articolo 34, comma 6 del DPR n. 633/72;
  • Per i contribuenti che hanno chiuso la partita Iva, rispetto ai tributi del periodo in cui svolgevano la propria attività
  • Per gli eredi di contribuenti che possedevano partita Iva e quindi nel periodo di svolgimento d’attività.

 

 

LEAVE A REPLY