Imposta di Bollo Deposito Titoli 2018: che cos’è? Quanto pagare?

Data la crescita negli ultimi anni dell’Imposta di Bollo Deposito Titoli del +33% c’è da chiedersi se effettivamente convenga ancora investire su questo prodotto di gestione delle finanze personali e come si procede con il calcolo dell’aliquota dell’imposta di bollo che grava sul Conto Deposito Titoli.

In questa guida finanziaria e fiscale troverai informazioni interessanti utili per capire se effettivamente il Conto Deposito, Deposito Titoli e Conto Corrente sono ancora una valida strategia di investimento appetibile per tutti i soggetti risparmiatori italiani.

Dato che le tasse e le imposte sono divenute piuttosto insidiose e “barriere” al libero dispiegarsi del settore del risparmio ed investimenti, è bene che chi accumula capitali risparmiati valuti di metterli al sicuro nei conti deposito.

Inoltre, anche chi decide di investire sui mercati finanziari deve cercare di ottimizzare il carico fiscale e fare un planning tributario ad hoc. Nonostante i buoni propositi e gli obiettivi ambiziosi che i risparmiatori si propongono, tuttavia non possiamo negare che negli ultimi anni siamo assistendo ad un continuo ed incessante incremento delle imposte.

Oltre all’analisi della normativa fiscale vigente, occorre domandarsi se il Conto Deposito, il Deposito Titoli ed il Conto Corrente siano effettivamente e concretamente una modalità di investimento appetibile per gli investitori italiani.

Conto Deposito, Deposito Titoli, Conto Corrente: Commissioni e tasse

Facciamo qualche conto per capire se è così conveniente risparmiare soldi e depositarli su un Conto Corrente o Deposito Titoli. Sappiamo che il Conto Deposito è uno dei prodotti bancari offerti per conservare il capitale risparmiato e per introitare un capital gain.

Assimilabile ad un canonico conto bancario, il Conto Deposito consente al risparmiatore di effettuare solo operazioni di versamento e di prelievo, non essendo possibile eseguire operazioni come il bonifico verso terzi, emissione assegni, prelevare dal bancomat etc. etc.

Il Conto Deposito rimane ad oggi uno strumento di risparmio e di investimento interessante e molto apprezzato dagli investitori Italiani grazie alla spinta dell’online banking, che ha consentito di riconoscere ottimi interessi sulle somme depositate e spese minori rispetto al canale bancario tradizionale.

Tuttavia, è innegabile che sul Conto deposito è prevista l’applicazione di un’aliquota fiscale pari al 26% ed è applicata l’imposta di bollo proporzionale al deposito pari allo 0,20% calcolato sulle giacenze.

Ciò vuol dire che l’imposta di bollo dovuta per i conti di deposito è pari al 2 per mille della somma depositata, ma con una importante distinzione fra persone fisiche e non: è infatti riconosciuto un tetto massimo di 14.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche (persone giuridiche), mentre non c’è nessun limite massimo per le persone fisiche.

Inoltre, occorre osservare che se un Conto deposito può rappresentare per qualsiasi risparmiatore un guadagno grazie ai tassi d’interesse attivi maturati sulle somme depositate.

Il Deposito titoli consente di ospitare tutte le proprie operazioni di compravendita di strumenti finanziari e valori mobiliari con la possibilità di poter introitare guadagni sui dividendi.

Dal punto di vista fiscale la tassazione sul deposito titoli, introdotto nel 2011 tramite il Decreto Salva Italia come una sorta di “mini-patrimoniale”, prevede l’applicazione di un’imposta proporzionale al deposito pari allo 0,20% delle giacenze presenti nel conto.

In buona sostanza, se nel deposito titoli sono presenti 150.000 euro, l’imposta di bollo sarà pari allo 0,20% di questi 150.000 euro, dunque pari a 300 euro.

Come si calcola l’imposta di Bollo Deposito Titoli 2018?

Come detto tramite il Decreto Salva Italia è stata introdotta una sorta di “mini-patrimoniale” e prevede l’applicazione di un’imposta calcolata in modalità progressiva in base alle somme versate.

Per calcolare l’imposta di bollo su deposito titoli essa è pari al 2/1000 delle somme di capitale depositato sul proprio conto deposito titoli.

Inoltre, occorre considerare che l’importo minimo di 34,20 € è stato eliminato per tutti i titolari di Conto deposito o di Deposito titoli le cui somme sono inferiori ai 17.100 euro. Chi detiene somme esigue può optare per questa tipologia di prodotto di investimento senza essere oberato da costi.

Se un risparmiatore ha un deposito di 3.000 euro con vincolo a 12 mesi, l’imposta di bollo dovuta sarà pari a 6 euro. Oltre, a ciò occorre computare anche la tassazione pari al 26% sugli interessi attivi maturati similmente ad altri tipi di investimento.

Ecco perché è bene calcolare i rendimenti di un conto deposito/deposito titoli/conto corrente al netto di queste spese e tasse fiscali: ciò consente di farsi un’idea più concreta delle reali opportunità di investimento.

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