Impignorabilità della prima casa: quando non è prevista

Per potersi vedere riconosciuto questo diritto, occorre avere certi requisiti

La prima casa, ovvero quella in cui si abita, è qualcosa di sacro. Frutto di anni di sacrifici, sudore, attese e speranze. Ma può assumere anche i connotati di un ricordo familiare, dove si è nati, cresciuti, invecchiati. Abbiamo spesso sentito parlare di impignorabilità della prima casa, ossia del fatto che, anche dinanzi a gravi insolvenze, nessuna banca o lo Stato stesso, può utilizzarla come strumento di recupero del debito. Eppure, la legge prevede che superata una determinata soglia, anche la prima casa possa essere oggetto di rivalsa. E ciò è accaduto anche a causa di errori del sistema stesso. Vediamo di seguito un caso studio diffuso da Federcontribuenti e quando questo può dunque succedere.

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Una famiglia nella casa

Impignorabilità della prima casa: quando è prevista e il caso del signor Enzo

Il signore Enzo ha ricevuto in eredità dal padre la casa nella quale ora abita la madre in usufrutto. E’ l’unica proprietà che ha, ma, ciò nonostante, si è visto recapitare la notifica di iscrizione ipotecaria per una cifra praticamente il doppio dei debiti risultanti. Dunque parliamo di ben 126.800 euro, e la legge stabilisce che la casa è impignorabile quando i debiti non superano la soglia dei 120mila euro. Tuttavia, se si analizzano i debiti nel dettaglio, si scopre quanto segue: sottraendo dal totale i soli interessi di mora, che corrispondono a circa 11.553 euro, risulta un importo intorno ai 115mila euro. Pertanto, l’importo è inferiore ai fatidici 120 mila euro. Ancora, dobbiamo conteggiare nell’importo di cui sopra, euro 620 per l’iscrizione ipotecaria e altre 200 euro per sua eventuale cancellazione; mentre per i compensi per riscossione coattiva troviamo 9.200 euro. Infine, nel 2012 al signore Enzo sono stati notificati i debiti per gli anni 2005 e 2006, dunque prescritti. Due anni dopo debiti per altre imposte risalenti sempre al 2006. Dunque anch’essi prescritti. Intanto però Enzo, agente di commercio caduto in rovina, si ritrova l’unica abitazione che ha ipotecata da Equitalia. Sebbene una sentenza della Cassazione, la numero 19270\2014, ha ribadito che le norme contenute nel Decreto del Fare siano retroattive.

Alla luce del caso del signor Enzo, emerge quanto sia necessario imporre ad Equitalia di eliminare i debiti prescritti in modo automatico dall’iscrizione a ruolo, poiché anche le opposizioni gravano sui contribuenti. Del resto, le persone insolventi col Fisco spesso per obbligo e non per scelta (soprattutto in un’epoca di forte crisi come quello in cui viviamo), difficilmente avrà pure i soldi per sostenere le spese legali per difendersi.

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Superate certe soglie di debito la casa è pignorabile

Impignorabilità della prima casa: migliorare il sistema

Nel caso sopracitato, si evince quanto in soli due anni e mezzo siano gravati sul signor Enzo 126.800 euro di debiti, da pagare in 120 mesi per mille euro al mese. Lui che percepisce circa 20mila euro annui. Oppure, rivolgersi a un avvocato che gli sarebbe costato almeno cinquemila euro, dato che di avvocati a gratuito patrocinio (quelli gratuiti previsti dallo Stato per persone meno abbienti), c’è penuria. Non dimentichiamoci poi le spese in burocrazia, tra contributo unificato e marche da bollo, pari a circa seicento euro.

In conclusione, non resta che sperare e combattere affinché il sistema di calcolo dei debiti col fisco migliori. Come detto, al signore Enzo solo nel 2012 sono state notificate le prime cartelle per debiti risalenti al biennio 2005/2006. Dunque, con sei-sette anni di ritardo. Ma a parte i ritardi delle notifiche, da tempo, si critica in modo veemente Equitalia (anche con bombe carta dinanzi alle sue filiali o con rappresaglie ai suoi incolpevoli impiegati) per il fatto che non si preoccupa di stabilire la difficoltà momentanea del contribuente. Non lasciando alcun spazio a dilazioni di pagamento che vengano incontro alle sue reali possibilità economiche. Se è vero che agli italiani non piacciono le tasse (inutile negarlo) è anche vero che il sistema di riscossione dei crediti da parte dello Stato va rivisto. Onde evitare di accanirsi contro pochi per rifarsi dei molti. Certo, i dati ci dicono anche che grazie a questo ”braccio armato” delle Agenzie dello Stato ha permesso un netto miglioramento nelle riscossioni per gli enti locali. Ma il sistema va indubbiamente migliorato. Onde evitare i tanti casi come quelli del signor Enzo, che si è visto venire meno la impignorabilità della prima casa peraltro per colpe non solo sue.