Immobiliare in ripresa, ma attenzione alle facili illusioni

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Non succedeva da tre anni. Dopo tutto questo tempo, il dato sul settore immobiliare torna positivo. Nel primo trimestre di quest’anno, il comparto ha fatto segnare un +1,6% sullo stesso periodo del 2013. L’ultimo risultato con “il più davanti” risale al IV trimestre del 2011. Le compravendite nel periodo aprile 2013-aprile 2014 sono state 215.674. A trainare questo dato, quello sul settore commerciale (+4,7%) e quello sul settore residenziale (+4,1%).

Stando a questi numeri, il real estate italiano può dirsi in ripresa. Eppure c’è un “ma”. Il tutto, infatti, potrebbe essere viziato da una normativa che, pur indirettamente, ha reso fisiologico – e non segnale di cambiamento – questa piccola ripresa. Semplicemente, l’imposta di registro è stata alleggerita. Il nuovo corso è scattato proprio il 1° gennaio 2014. Ciò ha provocato lo slittamento di molti rogiti, che altrimenti sarebbero stati realizzati nel 2013, a quest’anno. Da qui l’aumento delle vendite e il ritorno del segno positivo.

Ovviamente, si tratta di supposizioni, un arbitraria associazione tra eventi di natura abbastanza diversa. Può darsi però che realmente il mercato degli immobili si stia riprendendo. Ad ogni modo, non si possono cancellare anni di recessione con un banale +1,6% e infatti, per il resto tutto lascia presagire ancora della sofferenza per i prossimi anni. A dimostrazione di ciò interviene la questione del prezzo. Sono ancora bassi e in qualche caso persino in calo. Caratteristica, questa, tipica dei settori in difficoltà. Ovviamente, chi possiede abbastanza capitale da acquistare un immobile, certamente accoglierà questa notizia con favore, ma dal punto di vista economico si palesano rischi che sarebbe meglio non correre.

C’è comunque città e città. Se un po’ dappertutto i prezzi sono bassi e in discesa, nelle grandi città – dove il vento della ripresa spira un più forte – questi stanno aumentando. Roma, Milano, Napoli e Firenze sono le città coinvolte. Non a caso, comunque, proprio in questi Comuni si sia registrato un aumento della domanda (per questo l’offerta è diventata più costosa). Nonostante la ripresa, i cittadini italiani hanno dato vita a un trend particolare: comprare casa all’estero.

I motivo per cui ci si avventura fuori dai confini del Bel Paese sono molteplici. Sostanzialmente, si sceglie una meta più o meno lontana nella speranza di avere a che fare con un fisco molto leggere o addirittura inesistente. Senza contare, poi, che in alcuni paesi la deflazione è già in atto da tempo e ha colpito proprio gli immobili. La combinazione tra fiscalità “tranquilla” e prezzi bassi rende appetibili gli altri mercati. In Slovenia, per esempio, una casa di media misura costa poco meno i 700 euro a metro quadro. I prezzi, comunque, si sono alzati nel corso degli ultimi anni. Un’indagine di Tecnocasa, rivela che, in totale, dal 1998 a oggi è stato registrato un aumento del prezzo. E’ Napoli ad aver fatto registrare la performance peggiore (“+93,8%”). Vicini al raddoppio anche stella 83,1%; un po’ staccato Milano con 68,4%.