Il risparmio degli italiani langue, ma resistiamo con pochi debiti

Il basso livello di risparmio degli italiani lascia nelle tasche pochi spiccioli, che utilizziamo per evitare di indebitarci troppo. Questo il quadro che emerge da una ricerca internazionale, che tra tendenze e nuove sfide traccia un quadro complessivo poco confortante per il nostro Paese. La ripresa economica e i livelli di reddito disponibile non sembrano sufficienti a fare rinascere la nostra storica propensione a accumulare risparmi. A salvarci, almeno per il momento, è l’indebitamento medio relativamente basso, se confrontato con quello degli altri cittadini europei, che attutisce i nostri disagi e le nostre ansie.

La Patria dei risparmiatori non c’è più

Risparmio degli italiani. Credits: Images_of_Money, Flickr
La triste fine dei risparmiatori italiani

Il gruppo bancario e assicurativo olandese Ing ha svolto un’ampia indagine, basata su 15 mila risparmiatori di 15 Paesi differenti (12 europei più Turchia, Stati Uniti e Australia), per capire come si orienterà il risparmio dei cittadini nel 2016. I dati che riguardano la Penisola, un tempo considerata la patria dei risparmiatori, parlano chiaro sulle precarie condizioni di salute della nostra economia. Soltanto l’8% degli italiani nel corso del 2015 è riuscito ad incrementare l’ammontare dei propri risparmi, mentre per il 31% sono rimasti stabili e per il 34% sono addirittura diminuiti. In altre parole, anche coloro che negli anni passati sono riusciti a mettere un po’ di fieno in cascina, nella quasi totalità dei casi oggi non riescono più ad incrementare il proprio gruzzolo neanche di un euro.

Soddisfatto dei risparmi? Cinque italiani su sei dicono no

Secondo l’indagine di Ing, soltanto il 16% degli italiani si dice appagato dal livello dei propri risparmi: in Europa, in quanto a soddisfazione economica, restiamo tra i fanalini di coda, superati anche dai cittadini della Romania (19%), della Spagna (20%) e della Turchia (25%). Soltanto i polacchi hanno un savings comfort inferiore al nostro, visto che appena il 12% si dice a proprio agio con i risparmi. Restiamo lontani dalla media europea (26%) e a una distanza abissale da Paesi come l’Olanda, dove il 43% dei cittadini esprime piena soddisfazione per i propri risparmi.

Investire i pochi risparmi? Meglio mantenere la liquidità

Il risparmio degli italiani resta in liquidità. Credits: frankieleon, flickr
Il risparmio degli italiani resta in liquidità e per evitare i debiti

Le cause di questo crollo nel risparmio degli italiani? In 4 casi su 10 si tratta dell’occorrenza di spese inattese, mentre nel 38% dei casi la ragione sta nella necessità di compensare una diminuzione dei livelli del reddito. Alle prese con budget sempre più risicati, in molti preferiscono mantenere la liquidità e anzi si attinge dal salvadanaio per arrivare a fine mese, piuttosto che pensare al futuro: il risparmio degli italiani è a rischio semplicemente perché chi ha soldi da parte, li usa per vivere e per non indebitarsi ulteriormente.

Si spende per cibo e casa, addio vacanze e pensioni integrative

In queste condizioni, i pochi risparmi servono più per tentare di mantenere il tenore di vita precedente, anziché per effettuare investimenti e farli fruttare. Se si osservano i comportamenti di spesa degli italiani, infatti, si registrano incrementi per ciò che riguarda il cibo o i soldi utilizzati per pagare il mutuo o l’affitto. In forte diminuzione, invece, le spese voluttuarie come quelle per l’abbigliamento, la cura della persona, il tempo libero e le vacanze, ma anche quelle più importanti che riguardano gli investimenti per il proprio futuro, compresi quelli a fini pensionistici.

Per gli italiani un basso indebitamento personale. Per quanto tempo ancora?

Per gli italiani l’unica ragione di tranquillità economica sta, almeno per il momento, nel basso livello di indebitamento, sebbene si assista anche in questo ambito a un inversione di tendenza con l’incremento dei prestiti alle famiglie registrato di recente dalla Banca d’Italia. Tra gli intervistati dell’indagine Ing, soltanto il 41% ha dichiarato di avere una qualche forma di debito personale, che si tratti di prestiti bancari o da famigliari, scoperto di conto corrente o credito al consumo (con l’esclusione dei mutui per l’abitazione). Abbiamo pochi risparmi, ma anche pochi debiti, e quindi un debt disconfort decisamente basso.
Tra i cittadini degli altri Paesi europei, soltanto gli olandesi hanno un comportamento più virtuoso, con il 31% di indebitati, mentre la media europea parla di un cittadino su due con debiti. In Paesi come Polonia e Romania, gli individui con debiti personali sono il 55% mentre in Turchia si arriva a tre cittadini su quattro. Alte anche le percentuali per l’Australia (52%) e Stati Uniti (65%).

Con il risparmio degli italiani parola d’ordine: prudenza

In un momento di elevata incertezza come quello attuale, sottolineano gli economisti esperti del colosso bancario olandese Ing, i consumatori italiani mantengono un atteggiamento fondamentalmente prudente, in attesa che si diradino finalmente le nubi sulla ventilata ripresa economica e che, in particolare, torni a crescere l’occupazione e con essa il reddito disponibile delle famiglie.
Quando si riesce a fare avanzare un gruzzolo, occorre prestare la massima attenzione alla sua gestione e cercare per lo meno di non far perdere ai soldi il loro potere d’acquisto. Appare cruciale seguire alcune regole cardine, che possono aiutare i risparmiatori a muoversi con lungimiranza e con la consapevolezza dei rischi esistenti in campo finanziario. Prima di effettuare qualsiasi tipo di scelta e operazione finanziaria, è bene prendersi tutto il tempo che serve per studiare le clausole e analizzare i rischi, senza sottoscrivere alcun investimento di fretta, magari per cogliere l’offerta del momento.