Il colosso danese dei mari Maersk rinuncia al carbone

La battaglia in difesa dell’ambiente viene sempre più abbracciata dalle multinazionali. Le quali hanno ormai capito che anche ciò può essere un buon tornaconto per il proprio marchio. Essere un’azienda green, rispettosa dell’ambiente, porta sicuramente consensi e favori. Un momento storico nel quale è alta la consapevolezza dei danni che abbiamo già arrecato all’ecosistema mondiale e del poco tempo che abbiamo ancora a disposizione.

Proprio in questi giorni, ad esempio, in Italia imperversa il dibattito sulla tassa per le auto a benzina e diesel. Inserita nel contratto di Governo ma rinnegata da Salvini. Il quale già a ritrattato sulla rimozione di 7 accise sulla benzina, che aveva promesso in campagna elettorale essere il primo provvedimento che avrebbe portato a termine appena eletto.

In attesa che questa questione sia chiarita, una bella notizia ci giunge dal gruppo Maersk, colosso danese dei super-container, che potrebbe innescare una rivoluzione nel campo del trasporto marittimo. Maersk ha infatti annunciato che entro il 2050 tutta la sua flotta non sarà più alimentata con combustibili fossili: in particolare, vuole arrivare per quella data ad avere zero emissioni di CO2.

Certo, mancano ancora più di 30 anni a quella scadenza. Ma per certe rivoluzioni occorre il giusto lasso di tempo. Occorre poi considerare che l’80 per cento delle merci scambiate nel mondo viaggia via mare. Non per nulla da sola la nafta per uso marittimo contribuisce al 3 per cento delle emissioni globali.

Maersk dovrà quindi scegliere entro il 2030 quale tecnologia prediligere tra quelle ad oggi a disposizione (biogas, pannelli solari, idrogeno). Per arrivare, due decenni dopo alla completa uscita dai fossili.

Queste le dichiarazioni in merito di Soren Toft, capo delle operazioni: “Dovremo abbandonare i combustibili fossili. Dobbiamo trovare un nuovo tipo di combustibile o un modo differente per alimentare la nostra flotta – ha dichiarato del gruppo danese (…) non si tratta di “una semplice taglio di costi, una vera scelta esistenziale per decidere da che parte vuole stare la nostra società”.

Maersk non è nuova a importanti provvedimenti green. Infatti, dal 2007 è riuscita a diminuire le emissioni del 46% per ogni nave. Anche se occorre pure dire che sono entrate in vigore nuove regole internazionali imposte dall’International Maritime Organization, istituzione delle Nazioni Unite, molto restrittive in termini di emissioni.

Esse impongono che dal 2020 non sarà più possibile la nafta più inquinante, mentre le emissioni dovranno essere dimezzate proprio entro il 2050. Maersk sarà della partita? E gli altri colossi? Le specie marine e noi tutti lo speriamo.

Maersk chi è

A.P. Moller-Maersk Group noto anche come semplicemente Maersk, è un conglomerato commerciale danese con attività nei settori dei trasporti, della logistica e dell’energia. Maersk è stata la più grande nave portacontainer e operatore marittimo nel 1996. La società ha sede a Copenaghen, in Danimarca, con filiali e uffici in 130 paesi e circa 88.000 dipendenti.

A settembre 2016, Maersk Group ha annunciato la scissione in due divisioni separate: trasporti, logistica ed energia. Il fatturato annuale dell’azienda è stato di 35 miliardi di dollari (2017).

Dampskibsselskabet Svendborg fu fondato a Svendborg nell’aprile del 1904 dal capitano Peter Mærsk Møller (1836-1927) e suo figlio Arnold Peter (A. P.) Møller (1876-1965). A. P. Møller ha avuto quattro figli, tutti della sua prima moglie Chastine Estelle Roberta Mc-Kinney. Il loro secondo figlio fu (Arnold) Mærsk Mc-Kinney Møller (1913-2012), che divenne socio nel 1939 e capo dello studio alla morte del padre.

Nel 1993, è stato succeduto come CEO da Jess Søderberg. Ha continuato come presidente fino al dicembre 2003, a quel punto aveva 90 anni e Michael Pram Rasmussen ha preso il sopravvento. Mærsk Mc-Kinney Møller è stato fino alla morte uno dei “gestori” della compagnia ed è stato presidente di Odense Steel Shipyard fino al 2 maggio 2006.

Nel 2017, la società è stata una delle principali vittime dell’attacco malware per il riscatto NotPetya, che ha gravemente interrotto il suo funzionamento per diversi mesi.

P. M. Møller (1836-1927), che era un cristiano profondamente religioso, attaccò uno stendardo blu con una stella bianca a sette punte su entrambi i lati del camino nero sulla nave a vapore Laura quando sua moglie si riprese dalla malattia.

In una lettera a sua moglie, il signor Møller spiegò nell’ottobre 1886: “La piccola stella sul camino è un ricordo della notte in cui ho pregato per te e ho chiesto un segno: se una stella apparisse nel cielo grigio e nuvoloso, significherebbe che il Signore risponde alle preghiere “. La stessa stella divenne in seguito l’emblema del gruppo Maersk.

Maersk cosa fa

A.P. Moller-Maersk è strutturato in due segmenti di business principali: trasporti, logistica ed energia. Queste due filiali comprendono diverse filiali come la spedizione di container e attività connesse; Terminali APM; petroliere, addestramento, offshore e altre attività di spedizione; attività di petrolio e gas; attività di vendita al dettaglio; e cantieri navali, altre società industriali, interessi in Danske Bank, ecc.

“La spedizione di container e attività correlate” è la principale area di business per AP Moller-Maersk, che fornisce quasi la metà del fatturato del gruppo nel 2008. Comprende servizi di container in tutto il mondo, logistica e spedizioni e attività terminali sotto i marchi: Maersk Line, Safmarine, e Damco.

Dal 1996, Mærsk è stata la più grande compagnia di spedizioni di container al mondo.

La più grande unità operativa di A.P. Moller-Maersk per entrate e personale (circa 25.000 dipendenti nel 2012) è Maersk Line. Nel 2013, la società si è definita la più grande compagnia di spedizioni oltremare del mondo e ha operato su oltre 600 navi con una capacità di container pari a 3,8 milioni di venti piedi equivalenti (TEU).

A settembre 2015, come la più grande flotta di container, deteneva il 15,1% del TEU globale.

Nel 2006, la più grande nave portacontainer del mondo a quella data, la nave di classe E Emma Maersk, è stata consegnata alla Maersk Line da Odense Steel Shipyard. Da allora sono state costruite altre sette navi gemelle e il 21 febbraio 2011 Maersk ha ordinato 10 navi portacontainer ancora più grandi da Daewoo, la classe Triple E, ciascuna con una capacità di 18.000 container. I primi sono stati consegnati nel 2013.

C’era un’opzione per altri 10-20, e nel giugno 2011, Maersk ha disposto un ordine di follow-on per una seconda serie di dieci distinte (per lo stesso progetto con lo stesso cantiere navale), ma annullato la sua opzione per un terzo lotto di dieci.

A partire da febbraio 2010, Maersk aveva un portafoglio ordini per nuove navi per un totale di 857000 TEU (comprese le opzioni sulla classe Triple E); quell’arretrato è più grande della flotta esistente della quarta linea più grande, Evergreen Line.

Maersk Line ha collaborato con la US Navy per testare il biocarburante alghe 7-100% sul Maersk Kalmar nel dicembre 2011.

Nel gennaio 2012, Søren Skou è diventato CEO di Maersk Line dopo Eivind Kolding. Nello stesso anno, la società ha cessato la propria attività in Iran al fine di prevenire potenziali danni alle attività della società con i paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, a causa del regime di sanzioni guidato da tali paesi.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY