Ibm lancia il progetto cloud per le imprese di più settori

La scorsa settimana si è tenuto nella scavillante Las Vegas l’evento IBM THINK 2018, nel corso del quale si è evidenzato come il colosso dell’informatica IBM stia puntando sempre più forte sulla tecnologia informatica del momento: il Cloud. Che sta rivoluzionando l’idea di archiviazione, tanto da spaventare anche la Cina. La quale ha varato di recente delle restrizioni sul Cloud fornito da Apple. Andando così a ledere la politica liberista del colosso degli iPhone in questa materia.

Del resto, anche le imprese stanno puntando sempre più sul Cloud. Secondo IDC, entro il corso di quest’anno, più di 8 imprese su 10 si attrezzerà con architetture multi-cloud. Mentre un recente sondaggio di RightScale ha mostrato che le aziende utilizzano in media quasi 5 cloud, tra pubblici e privati.

Vediamo in particolare come IBM intende investire nel Cloud e in altri progetti interessanti.

Sommario

IBM vuole dare più sicurezza tra tutti i cloud

I servizi IBM Cloud di Hyper Protect offrono la protezione dei dati a livello mainframe al fine di crittografare le informazioni a livello di memoria, transito e riposo. Nonché prevenire le minacce a livello interno. Grazie alla nuova partnership siglata con Cloudflare è inoltre possibile proteggere siti web, app e API da attacchi di natura denial-of-service, compromissione dei dati di clienti e bot abusivi.

Ancora, IBM Cloud Security Advisor, accelera la sicurezza continua per le app cloud native che sono state sviluppate su IBM Cloud.

Ma IBM punta anche ad un’altra tecnologia del momento: l’Intelligenza Artificiale (AI). I server della linea IBM Power con processore POWER9, progettato per carichi di lavoro AI che fanno un uso intensivo di dati, saranno nei data center globali di cloud pubblico. E IBM offrirà in cloud anche il suo software PowerAI.

Il servizio IBM Cloud Object Storage include ora l’opzione IBM Aspera utile per trasferire i dati al cloud IBM ad una velocità centinaia di volte maggiore rispetto ai siti http/ftp standard, senza andare incontro ad addebiti ulteriori.

In progetto anche un nuovo servizio SQL, utile per le aziende per eseguire analisi sofisticate sui propri dati senza doverli estrarre e trasferire in un altro database di analytics. Mentre una nuova offerta IBM Cloud Private Data acquisisce i dati ad una velocità centinaia di volte maggiore in confronto ai prodotti concorrenti e predispone i dati proprio destinati all’Intelligenza artificiale.

Cloud IBM come funziona

Come funziona il nuovo servizio Cloud lanciato da IBM? New Relic, un provider di app per analytics e performance intelligence, renderà disponibile il proprio software tramite il data center IBM Cloud di Francoforte. Il tutto in totale conformità con le regole date dal GDPR.

Le nuove funzioni di IBM Cloud Private permettono alle imprese di creare i propri cloud in data center interni o esterni e accelerare la transizione delle app strategiche verso ambienti cloud nativi. Da inizio 2018, 150 aziende hanno adottato IBM Cloud Private, in particolare nel settore dei servizi finanziari. Dove la combinazione tra flessibilità, sicurezza e controllo di IBM Cloud Private è fondamentale.

IBM ha anche annunciato nuove opzioni di configurazione dell’infrastruttura SAP, tra cui SAP HANA su Power Systems. Per far si che le aziende ottengano il massimo livello di supporto nel cloud per i carichi di lavoro di analytics potendo usare fino a 24 TB di capacità “in-memory”.

Ultimo progetto da segnalare in tema di Cloud lanciato da IBM è il servizio IBM Cloud Container Service su Bare Metal. Si tratta del primo cloud pubblico in grado di fornire hardware dedicato (single-tenant) ad alte prestazioni per eseguire sempre in cloud carichi di lavoro basati su tecnologia di tipo container.

IBM contribuisce al passaggio delle aziende al Cloud

La piattaforma IBM Cloud Private è stata pensata per consentire alle aziende di accelerare la transizione e lo sviluppo delle app strategiche verso ambienti cloud nativi. Una nuova Applicazione Transformation Advisor analizza le applicazioni tradizionali e fornisce suggerimenti e indicazioni per la loro evoluzione verso il cloud.

Cloud Automation Manager aiuta le aziende a realizzare ed eseguire queste applicazioni rinnovate on premise o su un qualunque cloud di loro scelta. Una nuova tecnologia end-to-end integrata nell’IBM Cloud Private permette di creare, distribuire e gestire applicazioni su cloud diversi.

IBM Cloud Private metterà in circolo nuove versioni container del software di sviluppo e gestione delle app IBM, compresi API Connect, UrbanCode e Netcool. Al fine di permettere agli sviluppatori di sviluppare, testare, monitorare e gestire app su più cloud e sistemi on premise. In progetto poi il nuovo supporto per i container Windows con le app .Net entro fine 2018. Che va ad aggiungersi al supporto esistente per i container Docker e Cloud Foundry, che sono le 2 altre importanti opzioni per distribuire app.

Nasce Ibm services per le imprese: alcuni esempi di partnership

A sottolineare la vicinanza di IBM alle imprese ci pensa Stefano Rebattoni, general manager Global Technology Services di Ibm Italia. Il quale guida la divisione del colosso americano impegnata a supportare le iniziative di trasformazione digitale delle aziende. Tramite la fornitura di servizi di progettazione, costruzione e gestione delle infrastrutture IT.

Queste le parole di Rebattoni a La Repubblica: “Le imprese si stanno confrontando con una serie di sfide senza precedenti: sviluppare il business in economie generalmente a bassa crescita, ottimizzare i costi, cercare di vincere la “guerra dei talenti” in un mondo che la tecnologia sta cambiando a ritmi finora impensati. Si stanno accorgendo che l’applicazione di tecnologie cognitive, di automazione e di rilevamento possono trasformare i metodi tradizionali di lavoro e stanno cercando di guidare, anziché subire, la trasformazione. Ma per avere successo in mezzo a tutti questi elementi di destabilizzazione devono essere preparate e disposte a cambiare”.

Rebattoni poi sottolinea l’impegno di IBM in favore di un uso più sicuro degli smartphone: “Nessuno di noi quando utilizza il proprio smartphone si preoccupa della posizione del server o della sicurezza di un’app – spiega Rebattoni – Nonostante ciò non siamo disposti ad accettare alcun malfunzionamento e pretendiamo di poter usare lo smartphone sempre e dovunque, da Milano a New York, da Berlino a Londra. Ormai ne abbiamo bisogno per essere sempre disponibili e connessi. La nostra preoccupazione è proprio permettere alle infrastrutture IT del mondo, anche le più critiche, di funzionare 24 ore su 24 in modo che le persone possano sempre contare sulla stessa qualità del servizio, ovunque esse si trovino”.

IBM e Mediobanca

Il general manager cita poi la collaborazione stretta tra IBM e il colosso bancario Mediobanca come esempio: “Abbiamo preso in carico la gestione dell’infrastruttura IT, dei workplace degli utenti, dei sistemi periferici IT e della connettività dati verso le società del Gruppo. Mediobanca ha così iniziato un percorso di consolidamento e di innovazione finalizzato alla creazione di un ambiente IT ibrido e integrato per garantire la massima efficienza e sicurezza in risposta alle esigenze sempre più dinamiche del business – ricorda il manager di Ibm – Il valore dei nostri servizi non si ferma qui. Stiamo andando sempre più verso l’adozione di modelli di IT as-a-service, che permettono una fruizione a consumo con costi variabili di infrastruttura, dati e applicazioni modulari e configurabili per abilitare servizi di business. Siamo nell’era della “sharing economy”, dove il concetto di proprietà non è più differenziante e la logica è quella di fruire servizi IT anche di alto valore“.

IBM e Fincantieri

Ma ci sono anche altre realtà italiane che si stanno affidando ad IBM per ammodernare i propri servizi e proiettarli nel mondo “4.0”. Si pensi a Fincantieri e Sea. La grande realtà navale italiana sta puntando ad Ibm per realizzare un ambiente di cloud ibrido, sicuro e scalabile. Che renda più efficienti le attività di realizzazione di nuove navi.

Lo stesso dicasi per Sea, tra i maggiori operatori italiani nella gestione dei principali scali aeroportuali del Nord Italia. Vale a dire i milanesi Linate e Malpensa. Sea ha siglato un accordo pluriennale con Ibm al fine di consolidare e gestire la propria infrastruttura IT in un ambiente di natura ibrida, usando al meglio i servizi IT per raggiungere una maggiore agilità e tempi di risposta più rapidi per poter essere sempre più competitivi sul mercato.

IBM e Trenitalia

Dal mare ai binari. Un altro valido esempio di come IBM stia collaborando con le imprese italiane ci viene dal progetto Pico siglato con Trenitalia. Un progetto pluriennale col quale si punta a realizzare un nuovo servizio completo di ticketing e reservation, che coinvolga sia il team applicativo che quello dedicato alle infrastrutture tecnologiche.

IBM punta a far si che il cliente “possa avere sempre un unico interlocutore responsabile “end-to-end” che lo scherma dalle tipiche complessità di integrazione fra chi fa sviluppo applicativo e chi fa IT outsourcing”. Riesce poi a contare su di un partner tecnologico che lo accompagni nella ridefinire il modello di offerta di servizi che soddisfino, in modo sempre più completo, le articolate esigenze ed esperienze di viaggio degli utenti che viaggiano

In questa nuova prospettiva di lavoro, IBM ha realizzato un marchio ex novo: Ibm Services. Pensato proprio per la realizzazione di progetti infrastrutturali per le aziende, di qualsiasi settore.

IBM e l’Istituto Pascale

IBM entra anche nel settore sanitario. Infatti, l’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale”, uno dei più importanti centri oncologici in Italia, ha siglato un accordo con il Dipartimento di Ingegneria Ict e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti (Diitet) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e Ibm Italia, al fine di realizzare un primo Centro di Sperimentazione in Italia per l’applicazione delle tecnologie dell’intelligenza artificiale e dei sistemi cognitivi nella medicina di precisione.

Obiettivo del progetto è quello di raggiungere nuovi traguardi nel campo della medicina di precisione, mediante la sinergia di percorsi di eccellenza utili per individuare moderni ed idonei indirizzi nel campo della prevenzione, della diagnosi e della cura delle patologie tumorali tramite da un lato la ricerca scientifica, ma dall’altro anche l’innovazione tecnologica e gestionale.

Attilio Bianchi, Direttore Generale Ircss “G. Pascale”, ha così presentato il progetto: “Siamo onorati che Ibm e Cnr abbiano individuato il Pascale per attivare questa ricerca di respiro internazionale. Metteremo a disposizione tutto il nostro know how, certi di partecipare alla creazione di un nuovo paradigma per la ricerca e l’ assistenza“.

Gli fa eco Giuseppe De Pietro Direttore Icar-Cnr: “Il Cnr è fortemente impegnato nello sviluppo di nuove tecnologie basate sull’ Intelligenza Artificiale. La nascita di questo Centro rappresenta un’ importante opportunità per favorire un rapido ed efficace sviluppo di tali tecnologie nel settore della medicina di precisione”.

Francesco Stronati (Ibm Italia): “Siamo fieri di collaborare con due Centri all’avanguardia nel campo della ricerca quali ‘Fondazione Pascale’ e Cnr – afferma Francesco Stronati, Vice Presidente Settore Pubblico e Sanità Ibm Italia –. Come Ibm siamo impegnati nello sviluppo di soluzioni in ambito sanitario che vedono le tecnologie cognitive e di intelligenza aumentata a servizio di pazienti, professionisti e ricercatori. Metteremo a disposizione del nuovo Centro di Sperimentazione le nostre competenze con l’obiettivo di supportare una sempre migliore cura delle persone.

Il progetto SkillsBuild di Ibm per sensibilizzare l’alfabetizzazione digitale nei più giovani

A parte tutti questi ed altro progetti siglati da Ibm con le aziende, il colosso informatico americano si mostra sensibile anche per quanto concerne la promozione dell’alfabetizzazione digitale tra i più giovani. Al fine di orientare gli studenti a scegliere discipline ingegneristiche, matematiche, scientifiche e tecnologiche. Troppo spesso snobbate perché ritenute troppo difficili e complicate. Con una inflazione, pagata poi con una larga disoccupazione tra i laureati, per le discipline umanistiche.

Il progetto di Ibm si chiama SkillsBuild. Esso nasce dalla convinzione che lo sviluppo di attività volte a diffondere la passione per le discipline più vicine allo sviluppo digitale riesca ad offrire a tanti giovani appunto più opportunità di inserimento lavorativo.

A spiegare il progetto ci pensa Angelo Failla, direttore della Fondazione Ibm Italia: “La storia del volontariato in Ibm è strettamente connessa con la cultura aziendale e con le competenze che la contraddistinguono. Si tratta di una tradizione cresciuta assieme all’azienda. Già nei suoi primi anni di vita – ricorda – il presidente Thomas J. Watson Sr. incoraggiava i dipendenti a condividere il loro tempo e i loro talenti con le proprie comunità. La cultura di servizio per Ibm ha perciò una storia antica“.

Ibm ha così deciso di mettere a disposizione dei propri dipendenti e pensionati Ibm Volunteers. Il programma di volontariato d’impresa presente in tutto il mondo basato su una piattaforma digitale abilitante, che ricalca la tradizione della compagnia promuovendo un modo nuovo di sostenere i propri volontari impegnati nelle scuole e con le comunità.

Ibm Volunteers sostiene le attività di volontariato da svariati punti di vista: fornisce un kit di attività e altre risorse utili; collega i colleghi che abbiano tra loro simili interessi; consente di richiedere un contributo in denaro per le associazioni in cui si prestano le attività volontarie. Ancora, la piattaforma è accessibile pure alle organizzazioni che potranno così avere un contatto diretto con i volontari qualificati. Inoltre, Ibm dà anche la possibilità di suggerire attività tramite la sezione Community Partners.

Failla sottolinea come Ibm consideri il volontariato alla stregua di tutte le altre attività, tramite l’applicazione di “talento dei propri dipendenti e il meglio delle tecnologie per migliorare l’istruzione, favorire lo sviluppo economico, la sostenibilità ambientale e la sanità”.

Ibm dice la sua sul caso Facebook

Non poteva poi mancare un commento da parte di Ibm sul caso Facebook. Secondo la Ceo di Ibm Ginny Rometty, intervenuta insieme al Ceo di Apple Tim Cook al China Development Forum di Pechino, le piattaforme su Internet hanno bisogno di una qualche forma di regulation. Il discorso è inevitabile alla luce dello scandalo che ha travolto Facebook riguardo l’uso improprio di dati degli utenti da parte di Cambridge Analytica. Costato in termini di credibilità, e, soprattutto, di crollo del titolo in Borsa.

I grandi gruppi americani – tradizionalmente restii alla regolamentazione – non esitano ad aprire la porta a una normativa “ben congegnata”, come l’ha definita Cook. Sebbene occorra ancora capire come fare per mettere insieme business, innovazione e protezione del consumatore.

Lo scandalo Facebook, abbinato ad altri casi importanti di violazione della privacy (si pensi al caso Yahoo di qualche anno fa), costringe le aziende tecnologiche americane a non sottovalutare più le conseguenze dei passi falsi sul trattamento dei dati personali. Certo, Facebook vanta 2,2 miliardi di utenti e domina l’advertising online insieme a Google. E di sicuro questo scandalo non ne proclamerà la fine. Tuttavia, il Social già non se la passava benissimo in termini di credibilità e il fatto che gli Under 24 lo usino poco o niente, preferendogli Telegram, getta non poche preoccupazioni sul suo futuro.

Sebbene Tim Cook ammetta di non essere “un grande fan della regulation perché a volte le regole hanno conseguenze impreviste”, ritiene comunque che questa specifica situazione “sia così grave e abbia assunto proporzioni tali da rendere necessaria qualche forma di regolamentazione“.

Insomma, i colossi tech storcono il naso ma sanno che non possono più sbagliare. E gli stessi governi devono darsi una mossa, sempre troppo obsoleti rispetto agli sviluppi tecnologici.

IBM si allarga verso Israele

Intanto IBM amplia i suoi interessi in Israele. Infatti, la multinazionale americana ha recentemente annunciato che espanderà il suo Cyber Centre of Excellence (CCOE) con un nuovo laboratorio a Beersheva.

In realtà, il centro di ricerca cibernetica ha già operato per quattro anni nel campus dell’Università Ben Gurion, sede in cui si è occupata di analisi della sicurezza, sicurezza del cloud e della rete, sviluppo sicuro delle applicazioni, autenticazione biometrica, protezione informatica e sicurezza dei veicoli connessi.

La novità però è che ora si è trasferita in una nuova sede nel parco High Tech di Gav Yam Negev, al fine di lanciare un nuovo centro d’avanguardi. Tramite una stretta collaborazione tra la divisione di sicurezza globale dell’azienda e la sua divisione di ricerca.

Il nuovo laboratorio è stato inaugurato da Marc van Zadelhoff, General Manager della Global Security Division di IBM, in una cerimonia alla quale hanno partecipato il sindaco di Beersheva Rubik Danilovich, l’amministratore delegato di IBM Israel Daniel Malka, il Presidente dell’Università Ben Gurion Prof.ssa Rivka Carmi e il capo dell’Excellence Center il Dott. Yaron Wolfstal.

Sebbene il buona parte delle attività di ricerca di IBM in terra israelita continuino ad essere svolte nel laboratorio di ricerca di Haifa, questo nuovo centro CCOE sarà il più grande al di fuori degli Usa.

Condurrà ricerche sugli aspetti che riguardano la sicurezza delle informazioni, collaborando insieme alla Università Ben Gurion, i clienti IBM e altre organizzazioni dell’industria cibernetica attivi in Israele.

Ancora, si concentrerà sulle minacce interne, sulla sicurezza delle reti di veicoli connessi, sulla ricerca software, sullo sviluppo di sistemi per proteggere database e sulle nuove tecnologie che possano identificare malware e modelli di comportamento insoliti su dispositivi come laptop e smartphone.

D’altronde, Israele è uno Stato che ha sempre investito in campo militare ed informatico. Ai fini della sicurezza. Del resto, è un Paese incastonato per volere degli Usa tra paesi mediorientali. Dunque perennemente a rischio attentati ed attacchi. Perenne il suo conflitto con la Palestina, depredata per anni del proprio territorio e che l’Onu non è mai riuscita a riconoscere come Stato.

IBM chi è

IBM (acronimo di International Business Machines Corporation) è una società multinazionale americana con sede a Armonk, New York, Stati Uniti. E con sedi in oltre 170 paesi. La società è stata fondata nel 1911 come CTR (Computing-Tabulating-Recording Company) ed è stata ribattezzata “International Business Machines” nel 1924.

IBM produce e commercializza hardware, middleware e software per computer e fornisce servizi di hosting e consulenza in aree che vanno dai computer mainframe alla nanotecnologia. IBM è anche un’importante organizzazione di ricerca che detiene il record per la maggior parte dei brevetti statunitensi generati da un’azienda (a partire dal 2018) per 25 anni consecutivi.

Le invenzioni di IBM includono il bancomat, il PC, il floppy disk, l’hard disk, la banda magnetica, il database relazionale, il linguaggio di programmazione SQL, il codice a barre UPC e la memoria dinamica ad accesso casuale (DRAM) ). Il mainframe IBM, esemplificato dal System / 360, era la piattaforma di calcolo dominante negli anni ’60 e ’70. La BIB ha continuamente spostato il proprio business mix mercificando i mercati focalizzandosi su mercati più redditizi e di maggior valore.

Ciò include la sostituzione del produttore di stampanti Lexmark nel 1991 e la vendita dei suoi personal computer (ThinkPad / ThinkCentre) e delle attività server basate su x86 a Lenovo (rispettivamente nel 2005 e 2014) e l’acquisizione di aziende come PwC Consulting (2002), SPSS (2009) ), e The Weather Company (2016). Sempre nel 2014, IBM ha annunciato che sarebbe diventato “Fabless”, continuando a progettare semiconduttori, ma trasferendo la produzione a GlobalFoundries.

Nominata Big Blue, IBM è una delle 30 aziende incluse nel Dow Jones Industrial Average e uno dei maggiori datori di lavoro del mondo, con (a partire dal 2016) quasi 380.000 dipendenti. Conosciuti come “IBMers”, i dipendenti IBM hanno ricevuto cinque Premi Nobel, sei Premi Turing, dieci Medaglie Nazionali di Tecnologia e cinque Medaglie Nazionali di Scienze.

IBM storia

Nel 1880, emersero tecnologie che alla fine formarono il nucleo di International Business Machines (IBM). Julius E. Pitrap brevettò la scala di calcolo nel 1885; Alexander Dey inventò il registratore (1888); Herman Hollerith brevettò la Electric Tabulating Machine; e Willard Bundy inventarono un cronometro per registrare l’arrivo di un lavoratore e ora di partenza su un nastro di carta nel 1889.

Il 16 giugno 1911, le loro quattro società furono amalgamate nello stato di New York da Charles Ranlett Flint formando una quinta società, la Computing-Tabulating-Recording Company (CTR) con sede a Endicott, New York. Le cinque società avevano 1.300 dipendenti e uffici e stabilimenti a Endicott e Binghamton, New York; Dayton, Ohio; Detroit, Michigan; Washington DC.; e Toronto.

Hanno fabbricato macchine per la vendita e l’affitto, che vanno da bilance commerciali e registratori di tempo industriale, affettatrici di carne e formaggio, a tabulatori e schede perforate. Thomas J. Watson, Sr., licenziato dalla National Cash Register Company di John Henry Patterson, chiamò Flint e, nel 1914, fu offerto al CTR.

Watson è entrato a far parte di CTR come Direttore Generale, poi, 11 mesi dopo, è stato nominato Presidente quando sono state risolte le cause giudiziarie relative al suo periodo di NCR. Avendo appreso le pratiche commerciali pionieristiche di Patterson, Watson ha proceduto a mettere il timbro di NCR sulle società di CTR. Ha implementato convenzioni di vendita, “generosi incentivi alle vendite, attenzione al servizio clienti, insistenza su venditori ben curati e vestiti di scuro e ha avuto un fervore evangelico per infondere orgoglio e lealtà aziendale in ogni lavoratore”.

Il suo slogan preferito, “THINK”, divenne un mantra per i dipendenti di ciascuna compagnia. Durante i primi quattro anni di Watson, i ricavi hanno raggiunto $ 9 milioni e le attività dell’azienda si sono espanse in Europa, Sud America, Asia e Australia. A Watson non è mai piaciuto il maldestro nome CTR e il 14 febbraio 1924 ha scelto di sostituirlo con il più esteso nome International Business Machines. Nel 1933 la maggior parte delle filiali era stata fusa in un’unica società, IBM Ricercatori NACA che utilizzavano una macchina di elaborazione elettronica di tipo 704 IBM nel 1957.

Nel 1937, le apparecchiature di tabulazione di IBM consentirono alle organizzazioni di elaborare quantità senza precedenti di dati, tra cui il governo degli Stati Uniti, durante il suo primo tentativo di mantenere i record di occupazione per 26 milioni di persone.

Nel 1949, Thomas Watson, Sr., creò IBM World Trade Corporation, una sussidiaria di IBM incentrata su operazioni estere. Nel 1952, si dimise dopo quasi 40 anni alla guida dell’azienda, e fu nominato presidente suo figlio Thomas Watson, Jr.

Nel 1956, la compagnia dimostrò il primo esempio pratico di informazione artificiale ligence quando Arthur L. Samuel del Poughkeepsie di IBM, New York, ha programmato un IBM 704 non solo per giocare a dama ma “imparare” dalla propria esperienza. Nel 1957 fu sviluppato il linguaggio di programmazione scientifica FORTRAN.

Nel 1961, IBM sviluppò il sistema di prenotazione SABER per American Airlines e introdusse la macchina da scrivere Selectric di grande successo. Nel 1963, impiegati e computer IBM aiutarono la NASA a tracciare il volo orbitale degli astronauti Mercury. Un anno dopo, trasferì la sua sede centrale da New York ad Armonk, New York.

La seconda metà degli anni ’60 vide IBM continuare il suo sostegno all’esplorazione spaziale, partecipando ai voli Gemini del 1965, ai voli Saturn del 1966 e alla missione lunare del 1969. Un sistema IBM / 360 in uso presso l’Università del Michigan c. 1969. Il 7 aprile 1964, IBM annunciò la prima famiglia di sistemi di computer, IBM System / 360. Ha esteso la gamma completa di applicazioni commerciali e scientifiche da grandi a piccole, consentendo alle aziende di passare per la prima volta a modelli con maggiore capacità di elaborazione senza dover riscrivere le loro applicazioni.

È stato seguito da IBM System / 370 nel 1970. Insieme i 360 e 370 hanno reso il mainframe IBM il mainframe principale e la piattaforma di elaborazione dominante del settore in tutto questo periodo e nei primi anni ’80. Loro, e i sistemi operativi che li hanno eseguiti, come OS / VS1 e MVS, e il middleware costruito sopra a quelli come il monitor di elaborazione delle transazioni CICS, hanno avuto quasi un monopolio sull’industria dei computer e sono diventati quasi sinonimi.

Nel 1974, l’ingegnere IBM George J. Laurer sviluppò il Codice prodotto universale. IBM e la Banca Mondiale hanno introdotto per la prima volta swap finanziari al pubblico nel 1981 quando hanno stipulato un accordo di swap. Il PC IBM, originariamente denominato IBM 5150, fu introdotto nel 1981 e divenne presto uno standard del settore. Nel 1991, IBM vendette il produttore di stampanti Lexmark. Nel 1993, IBM ha registrato una perdita di 8 miliardi di dollari – al tempo il più grande nella storia aziendale americana.

Lou Gerstner è stato assunto come CEO dalla RJR Nabisco per far girare la società intorno. Nel 2002, IBM ha acquisito la consulenza PwC e nel 2003 ha avviato un progetto per ridefinire i valori aziendali, ospitando una discussione online di tre giorni su questioni aziendali chiave con 50.000 dipendenti. Il risultato erano tre valori: “Dedizione per il successo di ogni cliente”, “L’innovazione che conta, per la nostra azienda e per il mondo” e “Fiducia e responsabilità personale in tutte le relazioni”.

Nel 2005, la società ha venduto la propria attività di personal computer alla società tecnologica cinese Lenovo e, nel 2009, ha acquisito la società di software SPSS Inc. Nel corso del 2009, il programma di supercalcolo Blue Gene di IBM ha ricevuto la medaglia nazionale di tecnologia e innovazione dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nel 2011, IBM ha ottenuto l’attenzione mondiale per il suo programma di intelligenza artificiale Watson, che è stato esposto su Jeopardy! dove ha vinto contro i campioni di giochi Ken Jennings e Brad Rutter. La società ha anche celebrato il suo 100 ° anniversario lo stesso anno il 16 giugno. Nel 2012, IBM ha annunciato di aver accettato di acquistare Kenexa, e un anno dopo ha anche acquisito SoftLayer Technologies, un servizio di hosting web, in un affare del valore di circa $ 2 miliardi.

Nel 2014, IBM ha annunciato che avrebbe venduto la sua divisione server x86 a Lenovo per una commissione di $ 2,1 miliardi. Sempre in quell’anno, IBM ha annunciato diverse importanti partnership con altre società, tra cui Apple Inc., Twitter, Facebook, Tencent, Cisco, UnderArmour, Box, Microsoft, Vmware,CSC, Macy’s, Sesame Workshop, la società madre di Sesame Street e Salesforce.com.

Nel 2015, IBM ha annunciato due importanti acquisizioni: Merge Healthcare per $ 1 miliardo e tutte le risorse digitali da The Weather Company, incluso Weather.com e l’app mobile Weather Channel. Sempre quell’anno, IBMers ha creato il film A Boy and His Atom, che è stato il primo film molecolare a raccontare una storia. Nel 2016, IBM ha acquisito il servizio di videoconferenza Ustream e ha formato una nuova unità video cloud.

Nell’aprile 2016, ha registrato un minimo di 14 anni nelle vendite trimestrali. Il mese successivo, Groupon ha citato in giudizio l’IBM accusandolo di violazione di brevetto, due mesi dopo che l’IBM ha accusato Groupon di violazione di brevetto in una causa separata.

IBM prodotti e servizi

IBM ha un portafoglio ampio e diversificato di prodotti e servizi. A partire dal 2016, queste offerte rientrano nelle categorie di cloud computing, calcolo cognitivo, commercio, dati e analisi, Internet of Things, infrastruttura IT, mobile e sicurezza.

IBM Cloud include l’infrastruttura come servizio (IaaS ), software as a service (SaaS) e piattaforma as a service (PaaS) offerti tramite modelli di consegna cloud pubblici, privati e ibridi. Ad esempio, IBM Bluemix PaaS consente agli sviluppatori di creare rapidamente siti Web complessi su un modello pay-as-you-go. IBM SoftLayer è un server dedicato, hosting gestito e provider di cloud computing, che nel 2011 ha ospitato più di 81.000 server per oltre 26.000 clienti.

BM fornisce anche Cloud Data Encryption Services (ICDES), utilizzando la suddivisione crittografica per proteggere i dati dei clienti. IBM ospita anche la conferenza sul settore del cloud computing e delle tecnologie mobili InterConnect ogni anno. L’hardware progettato da IBM per queste categorie include I microprocessori POWER di IBM, utilizzati in molti sistemi di gioco per console, tra cui Xbox 360, PlayStation 3 e Nintendo Wii U.

IBM Secure Blue è un hardware di crittografia che può essere incorporato nei microprocessori, e nel 2014, la società ha rivelato che stava investendo $ 3 miliardi nei successivi cinque anni per progettare un chip neurale che imita il cervello umano, con 10 miliardi di neuroni e 100 trilioni di sinapsi, ma questo utilizza solo 1 kilowatt di potenza. Nel 2016, l’azienda ha lanciato array all-flash progettati per aziende di piccole e medie dimensioni, che includono software per compressione dati, provisioning e snapshot su vari sistemi. L’outsourcing IT rappresenta anche un importante servizio fornito da IBM, con oltre 40 data center in tutto il mondo.

La società alphaWorks è la fonte di IBM per tecnologie software emergenti e SPSS è un pacchetto software utilizzato per l’analisi statistica. La suite Kenexa di IBM fornisce soluzioni per l’impiego e la conservazione e include BrassRing, un sistema di tracciamento dei candidati utilizzato da migliaia di aziende per il reclutamento.

IBM possiede anche The Weather Company, che fornisce previsioni meteorologiche e include weather.com e Weather Underground. Smarter Planet è un’iniziativa che mira a raggiungere la crescita economica, l’efficienza a breve termine, lo sviluppo sostenibile e il progresso della società, opportunità di targeting come smart grid, sistemi di gestione delle acque, soluzioni per la congestione del traffico, e edifici più ecologici.

I servizi includono i Redbook, libri online pubblicamente disponibili sulle migliori pratiche con i prodotti IBM, e developerWorks, un sito Web per sviluppatori di software e professionisti IT con guide e tutorial, oltre a download di software, esempi di codice, forum di discussione, podcast, blog, wiki e altre risorse per sviluppatori e professionisti tecnici.

IBM Watson è una piattaforma tecnologica che utilizza l’elaborazione del linguaggio naturale e l’apprendimento automatico per rivelare informazioni da grandi quantità di dati non strutturati.

Watson ha debuttato nel 2011 nel gioco-spettacolo americano Jeopardy, dove ha gareggiato contro i campioni Ken Jennings e Brad Rutter in un torneo di tre partite e ha vinto. Da allora Watson è stato applicato a business, sanità, sviluppatori e università. Ad esempio, IBM ha collaborato con il Memorial Sloan Kettering Cancer Center per assistere nella valutazione delle opzioni di trattamento per i pazienti oncologici e per eseguire screening del melanoma.

Inoltre, diverse aziende hanno iniziato a utilizzare Watson per i call center, sostituendo o assistendo gli agenti del servizio clienti.

IBM e la ricerca

La ricerca ha fatto parte dell’IBM sin dalla sua fondazione e gli sforzi organizzati risalgono al 1945, quando il Watson Scientific Computing Laboratory fu fondato alla Columbia University di New York, convertendo una casa di fraternità rinnovata nel West Side di Manhattan nel primo IBM laboratorio.

Ora, IBM Research costituisce la più grande organizzazione di ricerca industriale del mondo, con 12 laboratori in 6 continenti. IBM Research ha sede presso il Thomas J. Watson Research Center di New York e strutture come il laboratorio Almaden in California, il laboratorio Austin in Texas, il laboratorio Australia a Melbourne, il laboratorio Brasile a San Paolo e Rio de Janeiro, il laboratorio cinese a Pechino e Shanghai, laboratorio irlandese a Dublino, laboratorio Haifa in Israele, laboratorio India a Delhi e Bangalore, laboratorio Tokyo, laboratorio Zurich e laboratorio Africa a Nairobi.

In termini di investimento, IBM R&D spendono in totale diversi miliardi di dollari ogni anno. Nel 2012 tale spesa era di circa $ 6,9 miliardi di USD. Le assegnazioni recenti hanno incluso $ 1 miliardo per creare una business unit per Watson nel 2014 e $ 3 miliardi per creare un semiconduttore next-gen insieme a $ 4 miliardi verso la crescita degli “imperativi strategici” dell’azienda (cloud, analytics, mobile, security, social) in 2015.

IBM è stata uno dei principali sostenitori dell’Open Source Initiative e ha iniziato a supportare Linux nel 1998. La società investe miliardi di dollari in servizi e software basati su Linux attraverso l’IBM Linux Technology Center, che comprende oltre 300 sviluppatori di kernel Linux. IBM ha anche rilasciato il codice con diverse licenze open source, come Eclipse, il software indipendente dalla piattaforma (del valore di circa 40 milioni di dollari USA al momento della donazione), la licenza International Components for Unicode (ICU) a tre frasi, e il sistema di gestione del database relazionale basato su Java (RDBMS) Apache Derby.

Il coinvolgimento dell’IBM open source non è stato tuttavia privo di problemi (vedi SCO v. IBM). Le invenzioni e gli sviluppi creativi di IBM includono: il bancomat (ATM), la memoria dinamica ad accesso casuale (DRAM), il keypunch elettronico, la finanziaria swap, il floppy disk, l’hard disk, la banda magnetica, il database relazionale, il RISC, il sistema di prenotazione aerea SABRE, SQL, il codice a barre Codice prodotto universale (UPC) e la macchina virtuale. Inoltre, nel 1990, gli scienziati dell’azienda hanno utilizzato un microscopio a scansione tunnel per organizzare 35 singoli atomi di xeno per compitare l’acronimo aziendale, contrassegnando la prima struttura assemblata un atomo per volta.

Una parte importante della ricerca IBM è la generazione di brevetti. Dal suo primo brevetto per un dispositivo di segnalazione del traffico, IBM è stata una delle fonti di brevetto più prolifiche al mondo. Nel 2018, la società detiene il record per la maggior parte dei brevetti generati da un’azienda, registrando 25 anni consecutivi per il raggiungimento di questa scia.

Cinque IBMers hanno ricevuto il Premio Nobel: Leo Esaki, del Thomas J. Watson Research Center di Yorktown Heights, NY, nel 1973, per il lavoro nei semiconduttori; Gerd Binnig e Heinrich Rohrer, del Centro di ricerca di Zurigo, nel 1986, per il microscopio a scansione a effetto tunnel e Georg Bednorz e Alex Müller, anche di Zurigo, nel 1987, per la ricerca sulla superconduttività. Diversi IBM hanno anche vinto il Premio Turing, tra cui la prima donna destinataria Frances E. Allen.

La ricerca attuale include una collaborazione con l’Università del Michigan per vedere i computer agire come consulenti accademici per studenti universitari di informatica e ingegneria all’università. Ed una partnership con AT&T combinando le loro piattaforme cloud e Internet of Things (IoT) per renderle interoperabili e fornire agli sviluppatori strumenti più semplici.

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