IBM crolla del 25% a Wall Street: allarme sui conti del secondo trimestre

IBM crolla del 25% a Wall Street dopo i conti preliminari: software sotto pressione, ricavi deludenti e allarme sul trimestre.

Martedì 14 luglio 2026 è una data che gli azionisti di IBM faticheranno a dimenticare. Il titolo del colosso di Armonk ha chiuso con un tonfo del 25,21% a 217,07 dollari. In un solo giorno se ne sono andati circa 69 miliardi di dollari di capitalizzazione, scrive il Wall Street Journal. Mai, nella storia di una società quotata al New York Stock Exchange dal 1916, si era vista una seduta peggiore.

IBM
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A scatenare le vendite è stata una mossa insolita. IBM ha deciso di pubblicare a sorpresa i risultati “preliminari” del secondo trimestre, con una settimana di anticipo sul calendario ufficiale.

Dentro c’erano utili e ricavi sotto le attese degli analisti. I numeri di Dow Jones Market Data parlano chiaro: il -25,2% è il calo giornaliero più ampio mai registrato dal titolo, almeno da quando esistono serie storiche affidabili, cioè dal 21 gennaio 1972. Il precedente record negativo? Un -23,7% datato 19 ottobre 1987, il famigerato “Black Monday” in cui il Dow Jones Industrial Average lasciò sul terreno il 22,6%.

Puoi controllare tutti i dati sulle azioni IBM nella scheda del titolo in cui trovi anche i dati sui ricavi.

C’è un dettaglio che rende il tonfo ancora più evidente: il resto del mercato saliva. Nella stessa seduta l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,38% chiudendo a 7.543,59 punti, mentre il Nasdaq Composite è avanzato dello 0,90% a 26.107,01, spinto da un dato sull’inflazione di giugno più freddo del previsto. IBM, insomma, ha fatto storia a sé.

I conti definitivi arrivano il 22 luglio: fino ad allora il mercato si muove sui numeri preliminari, e su quelli conviene ragionare.

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Il preannuncio che ha spiazzato gli analisti

I numeri preliminari sono deludenti ovunque li guardi. L’utile per azione rettificato si è fermato a 2,93 dollari: cresce del 5% rispetto a un anno fa, certo, ma resta sotto i 3,01 dollari del consensus FactSet. E qui c’è un primato che pesa: secondo MarketWatch è il primo miss sugli utili in almeno cinque anni, stando ai dati FactSet disponibili da aprile 2021. L’utile per azione GAAP, riportato da Morningstar, è stato di 2,27 dollari.

Conti trimestre IBM

I ricavi sono saliti dell’1% a 17,2 miliardi di dollari, parecchio sotto i 17,86 miliardi attesi dal mercato. A preoccupare è soprattutto il software: la crescita si è fermata al 5%, quando il consensus FactSet di 8,14 miliardi implicava un’espansione del 10,2%.

Attenzione però: i risultati sono “preliminari”. I conti definitivi arriveranno il 22 luglio dopo la chiusura dei mercati e, avverte la società, “potrebbero essere leggermente diversi”.

Una caduta senza precedenti nella storia del titolo

Il crollo di martedì ha spazzato via in poche ore il rally di fine primavera. Tra il 20 maggio e il 2 giugno il titolo era salito del 46,3%, fino al massimo storico di chiusura a 329,23 dollari, sull’onda dell’annuncio di una partnership per accelerare lo sviluppo di chip specializzati per il quantum computing.

Come vediamo dal grafico di TradingView:

c’è stata una candela rossa molto evidente in quella giornata.

Il Wall Street Journal ha coniato un’etichetta feroce, “SaaS-pocalypse”: IBM è l’ultima vittima illustre del boom dell’intelligenza artificiale, che sta ridisegnando le priorità di spesa dei clienti enterprise.

Il confronto tra le peggiori sedute: il -25,2% di IBM del 14 luglio 2026 supera il record negativo del titolo e il calo del Dow Jones del Black Monday 1987.

Le cause: capex dirottato su hardware e chip di memoria

Il CEO Arvind Krishna ha attribuito il deficit alla debolezza delle divisioni software e infrastrutture, in un contesto in cui i clienti hanno spostato la spesa verso l’hardware. “Nelle ultime settimane di giugno abbiamo visto i clienti spostare la loro spesa trimestrale in conto capitale verso server, storage e acquisti di memoria per assicurarsi infrastrutture a offerta limitata prima degli attesi aumenti di prezzo”, ha scritto Krishna, citato da CNBC.

“Pur avendo previsto un certo impatto legato alla supply chain nelle nostre stime, non avevamo anticipato l’entità della riprioritizzazione del capex”.

Krishna ha anche ammesso errori di esecuzione, senza girarci troppo intorno: “Queste condizioni richiedono che i nostri team eseguano perfettamente, e questo trimestre abbiamo vacillato. Non ci siamo adattati e mossi abbastanza rapidamente, e numerosi grandi contratti non si sono chiusi nei tempi che ci aspettavamo, determinando la maggior parte del nostro shortfall”.

C’è poi il capitolo mainframe: ha pesato parecchio il programma z17. “Quello che si è materializzato è stato peggiore delle nostre attese, guidato da uno shortfall nella performance della linea Z e dello stack software associato, principalmente nel transaction processing”, ha spiegato il CEO.

In un’intervista a CNBC, Krishna ha aggiunto un elemento interessanti: i clienti sarebbero stati “distratti” dalle preoccupazioni di cybersicurezza durante il trimestre. “Mythos sta spingendo le persone a fermarsi e chiedersi: quanto devo spendere in cyber? Stanno mettendo in pausa i nuovi contratti finché non lo sapranno”, ha detto riferendosi al modello AI di cybersicurezza di Anthropic.

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Software sotto pressione, memoria in festa

Dietro il caso IBM c’è un timore che gira da mesi tra le software house: che la corsa degli strumenti di intelligenza artificiale eroda i modelli di business dei grandi nomi del settore. Stefan Slowinski, analista di BNP Paribas, è stato lapidario: “non c’è alcuna indicazione che questo trend si sia già esaurito”. E gli investitori difficilmente avranno risposte prima dei risultati completi del 22 luglio.

Sul fronte opposto c’è chi festeggia. I produttori di memorie come SK Hynix e Micron sono tra i principali beneficiari del boom infrastrutturale, con la domanda legata ai carichi di lavoro AI in piena accelerazione, scrive CNBC.

Non a caso Barclays ritiene che le azioni americane di SK Hynix possano addirittura raddoppiare.

Conclusioni

L’appuntamento chiave è fissato per il 22 luglio alle 17:00, quando IBM pubblicherà i risultati definitivi del secondo trimestre e terrà la conference call con gli analisti.

Da lì capiremo quali saranno i dati finali e le indicazioni sulla guidance. Vale la pena ricordare che appena tre mesi fa il quadro era opposto: nel primo trimestre i ricavi software erano cresciuti dell’11% a 7,05 miliardi di dollari e l’utile rettificato di 1,91 dollari per azione aveva battuto le attese di 1,81 dollari.

Resta da capire se quello di giugno sia stato un inciampo isolato o l’inizio di una pressione strutturale sul software enterprise.

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Domenico Sacchi

Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute da oltre 15 anni.