Ci sono giornate in cui un singolo annuncio cambia le regole del gioco. Ieri, 23 febbraio 2026 è stata una di quelle.
Anthropic, la startup fondata da ex ricercatori di OpenAI, e oggi uno dei principali player dell’AI generativa ha pubblicato un articolo tecnico su come Claude Code, il suo strumento di programmazione assistita, sia in grado di modernizzare il codice COBOL.
Sembra roba da addetti ai lavori, vero? Eppure quella pubblicazione ha mandato IBM giù del 13% in poche ore, la peggior seduta in oltre 25 anni per Big Blue e ha trascinato nel baratro dell’AI disruption un’intera galassia di titoli software e cybersecurity.
CrowdStrike ha ceduto l’11,3%. Datadog e Zscaler attorno all’11%. Fortinet e Okta giù del 6%. DoorDash, Accenture, Cognizant: altri sei punti percentuali circa ciascuna.
Il Dow Jones ha perso 821 punti (-1,66%), l’S&P 500 ha ceduto l’1,04%, il Nasdaq lo 0,13%. Tutto questo per un articolo su COBOL.
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Andiamo come sempre a vedere qualche dato.
Sommario
COBOL nel 2026: perché questo linguaggio degli anni 60 muove ancora miliardi
Il COBOL è nato nel 1959. Eppure oggi girano ancora oltre 220 miliardi di righe di codice scritto in questo linguaggio, incorporate nei sistemi bancari, assicurativi, governativi e nei circuiti di pagamento di mezzo mondo.
Ho lavorato nel settore bancario per molti anni e so che molti Host bancari ancora utilizzano questo linguaggio.
Sostituire quel codice è sempre stato uno dei business più difendibili di IBM: i costi di migrazione sono spaventosi, la complessità tecnica è fuori dalla portata dei team IT ordinari, e la dipendenza dal fornitore è quasi assoluta.
E’ quello che ci ripetevano sempre a lavoro: formare, integrare, migrare è troppo oneroso.
È quella che in gergo si chiama un ‘moat’, un fossato che separa il cliente dalla concorrenza.
Claude Code, secondo Anthropic, sa attraversare quel fossato. Automatizzando o almeno accelerando drasticamente la conversione da COBOL a linguaggi moderni, lo strumento di AI potrebbe erodere uno dei vantaggi competitivi più solidi che IBM abbia mai avuto.
Il mercato ha scontato questa prospettiva in tempo reale, senza aspettare prove concrete di adozione commerciale.
E’ per questo che grossi colossi della consulenza informatica stanno soffrendo. Una prospettiva a dir poco preoccupante.
Il mese peggiore dal 1968: IBM in caduta libera
Il -13% del 23 febbraio è solo la punta dell’iceberg. A febbraio, IBM ha già accumulato una perdita del 27%, configurandosi come il peggior mese per il titolo da almeno il 1968.
Andiamo a vedere come sta andando il titolo IBM in Borsa:
Una velocità di rivalutazione al ribasso che segnala qualcosa di più di una reazione emotiva: il mercato sta rivedendo in profondità le aspettative sui flussi di cassa futuri legati ai servizi di modernizzazione legacy.
Non tutti gli analisti concordano con questa lettura, però. C’è chi sottolinea che la complessità reale della migrazione COBOL è ancora ben al di là di quello che un’AI generalista può gestire in autonomia, e che il repricing attuale potrebbe rivelarsi eccessivo.
CrowdStrike e la cybersecurity nel mirino: Claude Code Security cambia le aspettative
Il sell-off non si è fermato all’IT tradizionale. Anthropic ha annunciato anche Claude Code Security, uno strumento progettato per rilevare vulnerabilità ad alta gravità nei repository open-source e proporre patch correttive.
Il settore della cybersecurity ha reagito come se avesse visto un concorrente atterrare in casa propria. CrowdStrike ha guidato la discesa con -11,3%, il calo singolo più pesante degli ultimi anni.
Il CEO George Kurtz ha provato a smontare la narrativa:
“Un’AI che analizza il codice non sostituisce la piattaforma Falcon. La sicurezza richiede una piattaforma indipendente e testata sul campo, costruita per fermare le violazioni.”
Parole sensate, tecnicamente. Ma nei momenti di panico, i fondamentali contano meno delle narrative e la narrativa di febbraio 2026 ha un nome preciso: disruption.
Il portafoglio nell’era dell’AI disruption: cosa guardare adesso
Il 23 febbraio ha reso evidente una cosa: l’onda delle disruption AI non è finita. Anzi, si allarga.
Prima ha colpito il software applicativo con i plugin di Claude Workspace a Gennaio. Ora tocca l’IT tradizionale con il COBOL e la cybersecurity con Claude Code Security.
I settori che nelle ultime settimane hanno già subito vendite legate all’AI includono logistica, real estate commerciale e servizi finanziari.
La domanda da porsi, guardando il tuo portafoglio, è questa: quanta parte dei ricavi dei titoli che detieni viene da ‘legacy services’ che un’AI potrebbe progressivamente sostituire?
Quella componente rischia di essere riposizionata a livello di prezzo al ribasso, e in modo non lineare. IBM, CrowdStrike e gli altri hanno le risorse per adattarsi, ma i tempi del mercato e quelli della trasformazione aziendale spesso non coincidono.
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