IBM allarme ricavi deludente il trimestre

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IBM, il colosso informatico americano, continua il trend negativo dei suoi ricavi e ora l’allarme si fa più grave visto che si stratta del tredicesimo trimestre negativo per l’International Business Machines, anche inferiore a quelle che erano le previsioni degli operatori anche se c’è una leggera soddisfazione per quel che riguarda gli utili dell’ultimo trimestre.

Gli utili

Per quel che riguarda gli utili del secondo trimestre 2015, il gruppo registra una diminuzione del 17%, ovvero 3,45 miliardi di dollari contro i 4,14 miliardi del secondo trimestre del 2014.

Il dato, seppur negativo, va inquadrato in quelle che erano le stime dei profitti per azione, previste per 3,78 dollari che invece oggi si stabiliscono a quota 3,84 dollari, comunque in discesa rispetto alle precedenti.

I ricavi hanno segnato il 13% in meno rispetto al trimestrale dell’anno scorso, con 20,81 miliardi di dollari, mentre le stime degli operatori pensavano si potesse arrivare a 20,95 miliardi. Un fatturato dell’1% in meno in generale, e del 10% nel comparto global-technology che registra 8,07 miliardi di fatturato. Anche il comparto software lamenta un -10%, con fatturato a 5,83 miliardi, mentre le vendite di servizi alle aziende calano fino al 12%, fatturando 4,34 miliardi.

Pesanti i crolli sui mercati mondiali, con il 19% in meno nel Vecchio Continente, in Africa e in Medio Oriente mentre in America l’azienda perde l’8% del volume del fatturato mentre nei mercati dei paesi emergenti come quello indiano e brasiliano, in Russia e in Cina, il crollo è ancora piu pesante con il fatturato che segna un -35%.

La preoccupazione dei mercati

Nonostante i margini lordi siano cresciuti del 0,8% (dal 49,1% al 49,9%), i mercati mostrano preoccupazione con il titolo che ha perso il 4% dopo l’annuncio sui dati, con un complessivo -9% nel corso dell’anno.

Oggi il titolo IBM vale circa 173 dollari ad azione ma il prolungarsi della contrazione nei fatturati non fanno ben sperare, anche in considerazione di una mancanza di reazione da parte dell’azienda che ha dismesso numerosi comparti come quello hardware, e dei server di fascia bassa.