Hedge Fund: una guida introduttiva

In questi ultimi anni si è sentito tanto parlare di hedge fund. Questi prodotti finanziari hanno presto assunto un’accezione negativa e tutt’ora sono percepiti come un feticcio della finanza creativa, la stessa che ha gettato l’Occidente nella peggiore crisi dal dopoguerra e che prospera in barba a chi deve vivere di economia reale.

In verità, gli hedge fund sono strumenti più “normali” di quanto sembri. L’unico elemento di straordinarietà è dato dalle cifre. Queste sì, molto molto inusuali (per la gente comune).

Un hedge fund è un fondo comune di investimento che si pone lo scopo di contrastare la volatilità del mercato attraverso delle azioni non sempre convenzionali. La ragion d’essere è quindi la protezione del capitale. Questo “particolare” conduce alla questione del nome. In Italia, infatti, sono noti anche come “fondi speculativi”, espressione che presuppone una certa aggressività. Non è sempre così: molto spesso l’hedge fund agisce per “legittima difesa”. Non a casa la priorità non è la speculazione ma la costanza: meglio un guadagno esiguo, ma stabile.

L’abilità dei gestori e decenni di maturazione del know-how hanno reso gli hedge fund molto redditizi, anche in tempi di crisi.

Gli strumenti utilizzati dai gestori di hedge fund possono essere molteplici. Tra questi si segnala la leva finanziaria (che consente di aprire operazioni enormi a partire da un capitale esiguo), i derivati (che consentono di creare prodotti finanziari il cui valore varia al variare di un altro prodotto finanziario, quasi fosse un castello di carte), lo short selling (vendita di un bene anche quando non si è in possesso dello stesso).

Il principio degli hedge fund è comunque sempre lo stesso. Rimanere sulla cresta dell’onda, ossia in positivo, compensando le operazioni in perdite con le operazioni andate a buon fine.

Oggi l’hedge fund va molto di moda. Si sappia, però, che non è per tutti. Anzi, è per pochissimi eletti. L’entry level è infatti altissimo. La legge degli Stati Uniti prevede, per esempio, che i partecipanti al fondo non debbano “riversare” meno di un milione di dollari. In Italia, non si entra con meno di 500.000 euro.

Fino a pochissimi decenni fa, comunque, gli hedge fund non riscuotevano grande successo. Inventati nel 1949 dal sociologo Alfred Wislow Jones, sono passati inosservati (probabilmente a causa della loro originalità) fino a quando il creatore stesso non ha pubblicato un libro in cui illustrava gli ottimi risultati che i suoi “hedge funds” hanno conseguito in dieci anni. Risultati ovviamente eccellenti, che hanno causato un vero boom di questi strumenti. Un boom che, probabilmente per via della poco esperienza dei gestori, non sono sopravvissuti alla crisi economica del 1973.

L’hedge fund più famoso è stato quello del Long Term Capital Management, creato nel 1994, basato sul modello matematico dei due premi nobel Myron Scholes e Robert Merton. Nei primi anni il fondo registrò aumenti vertiginoso per poi sgonfiarsi a partire dal 1998 non appena il mercato entrò in fase negativa. La storia di concluse con una svendita al Dipartimento del Tesoro Usa.