Guida Obbligazioni bancarie: cosa sono e forme tipologiche

Le obbligazioni bancarie sono forme di investimento emesse dagli istituti bancari che permettono e danno diritto all’obbligazionista la possibilità di ottenere un rendimento su una determinata somma di denaro. Acquistando bonds o obbligazioni in pratica, la banca permette di fare un investimento che, alla sua scadenza, riconosce il totale rimborso del suo valore nominale e, in base alla sottoscrizione del contratto, un rendimento legato o agli interessi maturati o all’andamento dell’inflazione. Il rendimento dei titoli di debito è determinato dai tassi di interesse ed è simile a quelli maturati sui titoli di Stato. Vediamo in questa guida di cosa si tratta, la disciplina contenuta nel Testo Unico Bancario (TUB) ed i diritti spettanti agli obbligazionisti

Le obbligazioni bancarie: disciplina nel Testo Unico Bancario (TUB)

Le obbligazioni sono strumenti del mercato mobiliare e titoli di credito espressamente previsti dal Codice civile e dall’articolo 12 del Testo Unico Bancario TUB), secondo cui “Le banche, in qualunque forma costituite, possono emettere obbligazioni anche convertibili, nominative o al portatore”. In ogni caso il TUB ha delegato Banca d’Italia a definire la disciplina sull’emissione di obbligazioni in base alla quale tutte le banche possono emettere obbligazioni con taglio minimo non inferiore a 10.000 euro; tagli più contenuti e, comunque, non inferiori a 1.000 euro sono ammessi per emittenti che presentano un patrimonio di vigilanza superiore a 25 milioni di euro, i bilanci degli ultimi tre esercizi in utile e l’ultimo bilancio consolidato certificato, ovvero se l’importo dell’emissione è almeno pari a 150 milioni di euro.

Obbligazione ordinarie: forma più semplice

Tra le varie tipologie di obbligazioni bancarie, la forma più semplice di titoli di debito emessi dagli istituti dagli istituti di credito sono le obbligazioni ordinarie che possono presentare diverse tipologie di remunerazione, in quanto il pagamento dell’interesse o della cedola può avvenire in misura fissa oppure variabile e non collegato, in quest’ultimo caso, a parametri rappresentativi di rendimenti di mercato. In luogo delle cedole, la cui periodicità è per lo più semestrale, la remunerazione può essere implicita nel differenziale tra il prezzo di emissione e quello di rimborso: è il caso degli zero coupon bond, la cui diffusione risale ad epoca piuttosto recente.

Differenze possono ravvisarsi anche nelle modalità di rimborso: se, infatti, è previsto il diritto al rimborso del valore nominale, le emissioni indicizzate si caratterizzano per il rimborso del valore nominale incrementato della rivalutazione, computata con riferimento ad indici determinati in occasione dell’emissione. Un’ulteriore differenziazione concerne il timing del rimborso: in unica soluzione alla scadenza del prestito ovvero, più frequentemente, in modo graduale in funzione di prefissati piani di ammortamento.

Obbligazioni convertibili e con warrant: differenze ed analogie

Il diritto alla cedola ed al rimborso del capitale permangono nelle obbligazioni convertibili, cioè quelle che consentono al sottoscrittore di mutare il proprio status di creditore in quello di azionista secondo un rapporto di cambio ed ad una determinata data: ovvio che al momento della conversione i diritti patrimoniali suddetti mutano, trasformandosi in quelli tipici del socio-azionista.

La conversione può essere diretta o indiretta: nel primo caso il credito si trasforma in azioni della società che ha emesso le obbligazioni convertibili, nel secondo caso in azioni di società diversa. Strumento che ricalca parte delle caratteristiche di entrambe le tipologie di obbligazioni dette (ordinarie e convertibili) è quelle denominate in disciplina finanziaria e bancaria, obbligazioni cum warrant. Con questo termine si intende un diritto in virtù del quale il possessore gode della facoltà di acquistare o di sottoscrivere azioni o altri valori mobiliari ad un prezzo prestabilito ed entro un lasso di tempo anch’esso determinato in via preliminare.

Discostandosi dall’obbligazione convertibile, quella con warrant prevede che il buono di acquisto possa essere oggetto di negoziazione separata e, perciò, staccabile dal bond. Ne deriva che l’esercizio del warrant non estingue l’obbligazione ordinaria: questa verrà rimborsata secondo quanto disposto nel regolamento di emissione.

Obbligazioni bancarie: funzione economica e vantaggi

La funzione economica delle obbligazioni si riconduce ad una molteplicità di vantaggi per la banca emittente, tra i quali si ricordano:

  • grazie alla raccolta obbligazionaria si allunga la scadenza media delle passività e, quindi, aumenta la stabilità della raccolta; da qui la possibilità per l’intermediario di modificare la struttura dell’attivo in favore dei finanziamenti a scadenza protratta;
  • l’emissione di obbligazioni convertibili e con warrant favorisce, nel caso di conversione e di esercizio del warrant, il rafforzamento patrimoniale delle banche, consentendo il finanziamento d progetti di espansione territoriale e/o di crescita dimensionale.

Rileva la necessità di un’attenta gestione integrata dell’attivo e del passivo che contribuisca al miglioramento del matching delle scadenze e della solvibilità aziendale, coordinando l’attività di incetta dei depositi con l’espansione dell’attivo a protratta scadenza. I titoli obbligazionari risultano più onerosi per la banca emittente rispetto alle altre forme tecniche di raccolta, determinando un incremento del costo medio di quest’ultima.

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