Guida alla normativa fiscale per le attività mediche

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Ormai chiunque intraprende un’attività medica deve conoscere i regimi fiscali in vigore. Banalmente si pensa sempre al medico che apre uno studio privato, ma la realtà è ben diversa, infatti ad oggi può essere necessario aprire una partita Iva anche per un infermiere. E’ davvero importante allora conoscere fin da subito il giusto regime fiscale applicabile, soprattutto nei primi anni di esercizio della professione per non commettere errori.

Andremo adesso a visionare quali possono essere le principali difficoltà per un giovane medico che inizia da poco la sua attività professionale e che non sa ancora bene come districarsi all’interno del mondo fiscale.

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Sommario

Quali tipi di attività medica esistono? Come ci si comporta a livello fiscale?

L’attività medica può essere esercitata sia privatamente e quindi in maniera autonoma che nella forma da lavoro dipendente. In quest’ultimo caso troviamo ad esempio quella esercitata in strutture ospedaliere, sanitarie (pubbliche e private) e quindi a diretto contatto con i pazienti oppure sempre all’interno di strutture sanitarie pubbliche come attività intramoenia, ossia svolgendo le visite in un normale orario lavorativo. Ultimo caso della forma di lavoro da dipendente è quella effettuata verso pazienti all’interno di ospedali da parte di medici specializzandi, tramite convenzioni universitarie.

Sono invece differenti le forme di lavoro autonomo. Troviamo la più classica, l’appuntamento che viene preso privatamente da un paziente nello studio privato di un medico oppure la cosiddetta attività extramoenia, ossia quando i dottori che lavorano presso il Servizio sanitario nazionale si appoggiano su studi privati per svolgere la propria professione liberamente. Possono anche lavorare in strutture sanitarie private di terzi o mediante una convenzione con le ASL, Aziende Sanitarie locali.

Vediamole più nello specifico.

Cosa ci dice la legislazione a riguardo?

La professione del medico che lavora come un lavoratore dipendente, produce un reddito che verrà tassato alla fonte dal sostituto d’imposta (articoli 49, 50 e 51 DPR n. 917/86). In base all’articolo 49, comma 1, del DPR n. 917/86, dove si afferma sostanzialmente che ogni reddito generato da lavoro dipendente con un rapporto avente per oggetto la prestazione stessa del lavoro verrà tassato senza esclusione.

Come funziona per l’attività intramoenia?

Ribadendo come l’attività intramoenia è quella svolta da parte dei medici come lavoro dipendente in un normale orario lavorativo, questa può essere richiesta spontaneamente o da parte della struttura sanitaria in questione.

Il reddito percepito dai medici che effettuano questa attività vengono considerati come normalissimi redditi di lavoro dipendente a norma dell’articolo 50 comma 1, lettera e) del DPR n. 917/86.

Attività extramoenia

Tutte le attività svolte dai medici fuori dal normale orario lavorativo e svolte in studi privati, vengono considerate extramoenia. In questo caso, i guadagni conseguiti rientrano nella categorie di lavoro autonomo rispettando l’articolo 53 del DPR n. 917/86. In questo caso il medico è considerato un libero professionista ed è pertanto obbligato all’apertura di partita Iva per tenere le scritture contabili.

Medici specializzandi

L’attività svolta dai medici specializzando viene effettuata con convenzioni universitarie prestando la loro opera presso gli ospedali e percependo una sorta di borsa di studio, considerata a livello fiscale come reddito generato da lavoro dipendente. Queste stesse borse di studio saranno prive dell’Irpef.

Attività medica effettuata verso terzi

Qualora il medico lavori presso una struttura sanitaria privata, mettendo a disposizione la sua opera nei locali di lavoro di altri, allora dovrà emettere fattura alla struttura stessa, la quale provvederà ad emetterla al paziente.

Guardia medica

Il medico di medicina generale convenzionato con il Servizio Sanitario nazionale, può essere sostituito da un medico in formazione specialistica con un contratto a tempo determinato. Nel fare ciò, il medico può essere iscritto come guardia medica notturna, festiva e turistica, negli appositi elenchi. Anche in questo caso gli introiti percepiti possono rientrare nella categoria di lavoro autonomo occasionale secondo l’ex articolo 67 del DPR . 917/86.

Fiscalità medica

Tra i vari adempimenti di un medico c’è l’esame di Stato per essere iscritti all’Ordine dei Medici Chirurghi. Qualora gli stessi vorranno poi esercitare un’attività di lavoro autonoma, dovranno richiedere entro 30 giorni l’apertura di partita Iva all’Agenzia delle Entrate.
Successivamente sarà necessario l’iscrizione all’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri (ENPAM).
I pagamenti contributivi per i medici fanno riferimento solamente alle entrate generate da attività autonoma che vanno dichiarate a netto di spese tramite il “Modello D” calcolato dall’ENPAM e che va compilato e spedito all’Ente stesso entro il 31 luglio di ogni ano.
Potranno usufruire del regime forfettario se:
– il reddito generato nel corso dell’anno è inferiore a 30.000,00€
– non sono state sostenute spese per i lavoratori dipendenti superiori a 5.000,00€
– il costo totale delle attrezzature utilizzate per l’esercizio della professione non supera i 20.000,00€

Quali sono gli ulteriori adempimenti che dovrà rispettare?

Per il regime forfettario ci saranno poi degli ulteriori adempimenti che ogni medico dovrà rispettare:
– Fatturazione obbligatoria dei compensi con relativa numerazione e preservazione dei documenti emessi e ricevuti a livello contabile
– Non è soggetto ad Irap e agli studi di settore
– Non sarà obbligato al rilascio della ritenuta d’acconto per prestazioni effettuate verso altri professionisti
– Non potrà usufruire di detrazioni e deduzioni fiscali
– Non dovrà esporre l’Iva in fattura, se l’operazione è imponibile, con esonero da qualunque adempimento in materia di Iva.

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