Guida al nuovo regime di cassa 2017 per imprese in contabilità semplificata

La Legge di Stabilità 2017 – come viene denominata la Legge n. 232/2016 – ha introdotto il cosiddetto nuovo Regime di cassa per i contribuenti in contabilità semplificata.

A cosa serve? Per modificare l’attuale regime di determinazione del reddito che equipara le piccole imprese ai professionisti. Cosa cambia quindi? A decorrere dall’anno corrente, il reddito delle imprese che adottano la contabilità semplificata dovrà essere determinato secondo il cosiddetto “principio di cassa”. Ovvero, dovranno fare riferimento ai ricavi effettivamente incassati nell’anno e ai costi effettivamente pagati. Per effetto di ciò, viene dunque abbandonato il principio di competenza economica fino ad oggi vigente. Mediante il quale, per determinare il reddito, si prescindeva dal momento di incasso/pagamento delle fatture. Ecco quindi che ci troviamo dinanzi a un sistema più realistico e collegato al reale andamento di un’attività.

Nuovo Regime di cassa 2017 per contribuenti in contabilità semplificata: scopo e criticità

Qual è lo scopo di questo nuovo Regime di cassa per contribuenti in contabilità semplificata? Non certo quello di “ad abbassare le tasse” come ha detto qualcuno. Bensì, quello di ottenere un maggiore gettito erariale. Sebbene, la speranza sia proprio quella del “pagare tutti, pagare meno”. Secondo gli esperti più disincantati, il nuovo Regime di cassa per contribuenti in contabilità semplificata tenderà a favorire solo una piccola parte di contribuenti. Vale a dire quanti, con tempi di incasso dei crediti piuttosto lunghi, molto spesso si trovavano a pagare delle imposte su operazioni sì realizzate, ma i cui crediti ancora non erano stati incassati. Il cosiddetto principio di competenza sostituito da quello di cassa. E su questa “settorialità” del provvedimento già non mancano critiche. Anzi, secondo taluni, porterà per gli esclusi un aggravio dei costi soprattutto di gestione amministrativa e di tenuta della contabilità.

Ma vediamo di seguito a chi è destinato questo nuovo Regime di cassa per contribuenti in contabilità semplificata e come funziona.
A chi è destinato il nuovo Regime di cassa per contribuenti in contabilità semplificata
A tutti i contribuenti che hann i requisiti per la tenuta della contabilità semplificata e che non esercitano l’opzione per la contabilità ordinaria. Quindi:

  • imprese individuali
  • società di persone
  • enti non commerciali

i quali però nell’anno precedente non hanno superato i seguenti limiti di ricavi:

  • euro 400.000 per coloro che svolgono attività di prestazioni di servizi;
  • euro 700.000 per coloro che svolgono altre attività.

Pertanto, detta in soldoni, per determinare il regime contabile da applicare dal 2017, occorre verificare i ricavi percepiti nel 2016. Eventualmente ragguagliati all’anno, qualora l’attività sia partita nel corso del 2016.

Nuovo Regime di cassa 2017 per contribuenti in contabilità semplificata: come determinare reddito

Le imprese minori che applicano il regime di contabilità semplificata dovranno determinare il reddito imponibile mediante la differenza tra l’ammontare dei ricavi (elencati analiticamente all’ art. 85 del Tuir) e degli altri proventi (utili, dividendi e interessi, di cui all’art. 89 del Tuir) percepiti nel periodo di imposta, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività di impresa.

Nuovo Regime di cassa 2017 per contribuenti in contabilità semplificata: come non incorrere in errori

Le nuove disposizioni introdotte dalla legge di stabilità prevedono la modifica dell’art. 18 del D.p.r. 600/1973, che pur mantenendo inalterati i requisiti in termine di limite dei ricavi per la tenuta della contabilità semplificata (euro 400.000 per attività di prestazione di servizi ed euro 700.000 per le altre attività), introducono nuovi obblighi contabili per adattare alle scritture contabili l’applicazione del principio di cassa. Come può adeguarsi il contribuente? In tre modi.

1. Tenuta dei registri degli incassi e dei pagamenti

Le nuove disposizioni sul Regime di cassa per contribuenti in contabilità semplificata prevedono che i soggetti in contabilità semplificata debbano annotare cronologicamente, in un apposito registro, i ricavi percepiti indicando, per ciascun incasso:

  • il relativo importo;
  • le generalità, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento;
  • gli estremi della fattura o altro documento emesso.

In un altro registro dovranno invece annotate cronologicamente, e sempre con riferimento alla data di pagamento, le spese sostenute nell’esercizio, fornendo le stesse informazioni. Negli stessi registri dovranno essere altresì annotati, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, gli altri componenti positivi e negativi di reddito (si pensi agli ammortamenti).

2. Tenuta dei soli registri IVA

Le nuove disposizioni sul nuovo Regime di cassa per contribuenti in contabilità semplificata, prevedono poi anche la possibilità di non adottare i suddetti registri. Ma solo nei seguenti casi:

  • i registri Iva vengano debitamente integrati con la separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione a fini Iva;
  • nell’ipotesi in cui l’incasso o il pagamento non sia avvenuto nell’anno di registrazione delle fatture; nei registri deve essere riportato l’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti, con indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono.

3. Tenuta dei soli registri IVA e presunzione di incasso e pagamento

C’è infine una terza possibilità. Ai contribuenti viene concessa la possibilità di esercitare apposita opzione, vincolante per almeno 3 anni, di tenere i registri IVA senza operare annotazioni relative ad incassi e pagamenti. Pur rimanendo l’obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione Iva. Il tutto poggia sul principio per cui la data di registrazione dei documenti coincide con quella di incasso o pagamento. Quindi è come se tacitamente i registri siano comunque redatti.

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