Guardia di Finanza nelle sedi della Telecom: possibile influenza di Vivendi?

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Aria di bufera sulla Telecom? Ispezione della Guardia di Finanza, su mandato della Consob, nelle sedi di Roma e di Milano della Telecom per verificare l’eventuale influenza della francese Vivendi nella gestione.

La Consob, come sancito dai suoi poteri di autorità amministrativa indipendente, ha deciso di approfondire meglio, disponendo l’ispezione su uno dei principali gruppi italiani attivi nelle Telecomunicazioni.

Non a caso il sospetto su una possibile influenza di Vivendi sul Gruppo Telecom deriva dal semplice facrro che Vivendi controlla il 24% di Telecom e, in occasione dell’ultima adunanza assembleare, sono stati nominati 2/3 del Consiglio d’Amministrazione.

Il gruppo media francese Vivendi, infatti, aveva già notificato alla Comunità Europea la possibilità di un monitoraggio ed ispezione del gruppo italiano prima dell’adunanza assembleare dei soci.

Ad alimentare i sospetti sulla vicenda, sono stati anche i contrasti intercorsi tra l’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo ed il gruppo media francese nati dai dissidi scaturenti fra il manager e il progetto sulla banda larga.

Le Fiamme gialle sono intervenute proprio per accertare e vigilare sulla possibile influenza del socio di capitale al 23,9% nella gestione di Telecom.

L’ispezione è avvenuta presso le sedi di Roma e di Milano della Telecom dopo l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione, dell’emissione di un bond da 1,3 miliardi di euro.

Funzionari della Consob, unitamente alla Guardia di Finanza, si sono presentati presso le sedi Telecom di Milano e Roma.

Le ispezioni hanno avuto come oggetto di monitoraggio le procedure in materia di confidenzialità delle informazioni, la vendita della quota del gruppo in Telecom Argentina e l’emissione di un bond da 1,3 miliardi di euro. Il gruppo Telecom ha dichiarato: “Sempre rispettata la legge”.

Telecom si difende: “Sempre rispettata la legge”.

Da quanto emerge dalla Nota pubblicata sul sito istituzionale della Telecom, in data 4 luglio 2017, l’avvio di istruttoria dell’Antitrust è dipesa dalla presentazione nelle settimane precedenti di una serie di esposti da parte dei soggetti portatori di un interesse ad inibire la realizzazione del suo investimento.

Telecom, come in passato ha dimostrato, di avere agito nel rispetto delle norme e lo dimostrerà nelle sedi opportune.

In relazione a indiscrezioni di stampa, il Gruppo ha precisato di “non avere mai neppure ipotizzato né discusso una partecipazione assieme ad altri soggetti ai bandi per i diritti della Serie A, essendoci peraltro un pacchetto dedicato alla banda ultralarga”.

La Telecom ha tenuto a precisare il proprio interesse per i diritti sportivi in un’ottica di sostenibilità economica.

Inoltre, è stato riaperto un fascicolo sulla vendita delle azioni Telco (controllante di Telecom) alla spagnola Telefonica, senza ipotesi di reato.

Telecom, la prima azienda Telco italiana più virtuosa

Nonostante i sospetti e le indiscrezioni che negli ultimi giorni sono tornate alla ribalta su uno dei principali gruppi attivi nel comparto delle telecomunicazioni, Telecom è la maggiore impresa per dimensioni, che ha conseguito la certificazione dello standard ‘Family Audit’, la quale attesta la capacità di un’impresa di offrire ambienti di lavoro di qualità e di essere attenta alle esigenze dell’organico aziendale nel conciliare famiglia e lavoro.

Questa certificazione è stata rilasciata a Telecom a seguito di un attento ed accurato processo di valutazione, espletato da auditors indipendenti ed imparziali, volto ad esaminare oculatamente tutte le iniziative di welfare attivate da Telecom.

Esempi concreto sono gli asili nido, i soggiorni estivi per i figli dei dipendenti, l’assistenza sanitaria, le convenzioni con istituti assicurativi e di credito, etc.

Calenda: intervista a “Il Sole 24 Ore”

Anche lo stesso Ministro dell’Economia e dello Sviluppo Economico in un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore” ha espresso la sua ammirazione per l’operato dell’Amministratore Delegato Carlo Cattaneo.

A proposito di aziende strategiche, sul caso “banda ultralarga“, il Ministro Calenda si è detto ben propenso ad incontrare Cattaneo e dalle parole del Ministro su Cattaneo si evince “lo considero un ottimo manager. Il suo lavoro è difendere l`interesse della sua azienda, il mio è quello di difendere l`interesse pubblico che in questo caso vuol dire applicare le regole, italiane ed europee, previste dai bandi. Quando ha usato toni non consoni al rapporto con il Governo gliel`ho fatto notare, si è scusato e la storia è finita lì”.

“Intanto il Governo pensa a una “soluzione Paese” con una società che unisca le infrastrutture di Tim e Open Fiber?”, è questa la domanda posta a Calenda nell’intervista con “Il Sole 24 Ore”.

“Il paese non può star fermo dunque il lavoro sulla banda larga va avanti e prima della pausa estiva presenteremo con Giacomelli il piano di incentivi alla domanda sulle aree grigie dove risiedono il 65% delle imprese”, ha tenuto a precisare lo stesso Ministro.

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