Grom passa agli olandesi di Unilever

Dodici anni nasceva a Torino la prima gelateria Grom, da un’idea di Federico Grom e Guido Martinetti. Ora i punti vendita sono 67, in tutto il mondo, ma la proprietà passa di mano. Unilever, colosso internazionale detentore di svariati marchi quali Algida, Carte D’or, Cornetto, Magnum, Santa Rosa, Lipton, Dove, Mentadent, Cif, ha infatti acquisito il 100% del pacchetto azionario della start up di successo.

L’acquisizione arriva in un momento complicato dell’azienda torinese. Lo scorso luglio ricorderete una spiacevole battuta d’arresto per la crescente popolarità del marchio Grom: dopo un ricorso del Codacons, ha dovuto cancellare dalla pubblicità e dal sito web la dicitura “gelato artigianale” perché così non è. In realtà, l’azienda prepara le miscele in un unico centro produttivo, in provincia di Torino, e da lì le smista in tutto il mondo. Le miscele vengono pastorizzate e congelate e, giunte a destinazione, vengono scongelate e mantecate.
Inoltre Grom mirava da tempo ad un rafforzamento della sua presenza sul mercati internazionali ma il fatturato non rendeva il progetto facilmente attuabile. La SpA torinese ha chiuso, infatti, il 2014 con un fatturato di 26,9 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 25,4 dell’anno precedente, ma con una perdita netta di 2,3 milioni. Unilever, multinazionale anglo-olandese, invece, con le sue 200 filiali in 90 Paesi, fattura 48 miliardi di euro e ricava 6 miliardi di utile.

Una nota diffusa da Grom sostiene che “questa collaborazione rappresenta una straordinaria occasione per continuare il percorso virtuoso che ne ha caratterizzato la storia: partire dall’agricoltura e, scegliendo le migliori materie prime, valorizzare il gelato italiano di qualità portandolo nei più importanti mercati del mondo“. Guido Martinetti garantisce che si continuerà “ad utilizzare i migliori ingredienti provenienti dalla nostra azienda agricola biologica Mura Mura e quelli realizzati dai nostri fornitori, e manterremo la produzione a Torino, per continuare ad offrire ai nostri consumatori i gelati ed i sorbetti che amano”. Ma è comunque un altro pezzo di Made in Italy che se ne va all’estero.

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