Grecia, Varoufakis accusato di Alto tradimento

La situazione greca è ogni giorno più intricata e ricca di colpi di scena. Proprio ora che è partita la missione dei tecnici della troika ad Atene e che la BCE ha dato il via libera alla riapertura della borsa greca, emerge una citazione in giudizio per alto tradimento.

L’ex ministro Yanis Varoufakis è stato infatti citato in giudizio da un avvocato, Panayiotis Giannopoulos, e dal sindaco di Stolida, Apostolos Gletsos capo del partito Teleria con un passato da attore, dopo la diffusione del progetto di un sistema bancario ombra sospetto. L’accusa si basa sul piano segreto studiato dall’economista, inizialmente con il consenso del premier Alexis Tsipras, per portare la Grecia fuori dall’euro in caso di insuccesso dei negoziati con i creditori. Progetto che prevedeva anche l’hackeraggio dei sistemi informatici del fisco ellenico. Secondo gli accusatori, Varoufakis non avrebbe in questo modo rispettato il mandato ricevuto a seguito delle elezioni, e cioè quello di negoziare un accordo che aiutasse la Grecia ad uscire dalla recessione.

Sulla controversia ha preso la parola anche la Commissione Ue, classificando come falsa e infondata la dichiarazione per la quale la Troika avrebbe governato l’agenzia delle entrate greca, come invece sostenuto da Varoufakis nella presentazione del suo piano B.

Ma i problemi per l’ex ministro non finiscono qui. Mentre è concentrato sulla creazione di un nuovo movimento politico di ispirazione europea, un team di cinque avvocati sta infatti predisponendo le carte per presentare una nuova denuncia contro di lui. Questa volta per il reato di divulgazione di dati personali, commesso concedendo l’autorizzazione a diffondere l’audio della conference call con alcuni investitori londinesi. Alcuni deputati del partito conservatore Nea Dimokratia hanno inoltre chiesto che venga presto ascoltato dalla commissione parlamentare che indaga sui salvataggi di Atene: qui l’accusa è di ostruzionismo nei negoziati.

Nel contempo Panagiotis Lafazanis, rappresentante della sinistra di Syriza ed ex ministro dell’Energia, prospetta un nuovo piano che prevede la nazionalizzazione delle banche, la redistribuzione della ricchezza mediante un nuovo sistema fiscale, la cancellazione della maggior parte del debito, la nascita di una nuova moneta nazionale e, dulcis in fundo, l’uscita dall’euro. Nuovi problemi all’orizzonte per Tsipras.