Grecia, ultimo negoziato fallito: default prossimo?

L’ultimo negoziato tra l’Ue e la Grecia è miseramente fallito. Per l’ennesima volta. Ebbene sì: l’Europa e il paese ellenico non sono riusciti a trovare dei punti fermi in comune, e la loro distanza sembra ormai un gap troppo profondo da colmare. Eppure, il presidente della Commissione Ue, Juncker, si dice ancora ottimista. Ma ripercorriamo queste concitate ultime ore.

Avevamo lasciato il presidente Alexis Tsipras pronto ad incontrare a Bruxelles Angela Merkel, e il presidente francese Hollande. Poi, la disdetta: nessun vertice è previsto tra le tre forze politiche. Ieri, invece, un incontro c’è stato, ma non ha portato ai risultati sperati.

Alexis Tsipras ha ribadito, anche questa volta, come non accetterà le richieste assurse ed “insostenibili” da parte dei creditori. Il ministro delle Finanze greche, Yanis Varoufakis, lo ha pienamente appoggiato, ribadendo come il Governo greco non abbia intenzione di toccare, e tagliare, sia i salari che le pensioni del proprio popolo. Non solo: le richieste dei creditori europei suggerivano anche di aumentare le tasse sui servizi primari, quali la fornitura di energia elettrica. Proposta, questa, rimandata direttamente al mittente.

Di fatto, Tsipras avrebbe potuto accettare un taglio agli stipendi e alle pensioni se queste fossero state attuate solo alle fasce più alte del reddito. Tuttavia, la distanza tra la Grecia e le richieste dei creditori sembra invalicabile anche a causa degli obiettivi dell’avanzo primario imposti dall’Ue.

Le istituzioni, infatti, hanno chiesto alla Grecia l’1% del Pil per questo 2015, il 2% per il 2016, il 3% per il 2017 e il 3,5 dal 2018. Tsipras, invece, ha risposto con lo 0,75% per quest’anno, e con l’1,16% per il 2016. Insomma, nessun punto di contatto nemmeno sotto questo aspetto.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, nel frattempo, si è chiusa in un rigoroso silenzio, ma i suoi collaboratori hanno fatto sapere che la pazienza dell’Europa è ormai agli sgoccioli: la Grecia dovrà adeguarsi in qualsiasi modo, altrimenti il default del Paese è dato quasi certo.

Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, però si dice ancora ottimista, e crede ancora fermamente nella possibilità di trovare un accordo prima dell’arrivo del 18 giugno dell’Eurogruppo. Tuttavia, le distanze tra la Grecia e l’Ue sembrano davvero insormontabili.
Ad oggi, nessun punto previsto ha trovato una linea d’intesa tra le due parti. Il tempo, però, sta per scadere, e il paese ellenico dovrà trovare una soluzione rapida affinchè riesca a far fronte alle richieste dei suoi creditori. Il default della Grecia sembra sempre più vicino, ma questo porterebbe conseguenze devastanti anche per tanti altri paesi. Italia compresa.