Grecia: Tsipras firma le prime privatizzazioni

Alexis Tsipras ieri ha firmato la prima privatizzazione del suo governo a favore di un gruppo pubblico tedesco. Una grande umiliazione per il primo ministro greco che a gennaio, quando aveva vinto le elezioni, aveva promesso, tra i tanti punti del suo programma, di bloccare totalmente le privatizzazioni.

La vendita riguarda 14 aeroporti regionali (tra gli altri, Creta, Corfù, Rodi, Santorini, Mykonos, Salonicco) al consorzio tedesco formato da Fraport e Slentel per un valore di 1,23 miliardi di euro. Il consorzio, inoltre, dovrà versare 22,9 miliardi annui alla Grecia per tutta la durata della concessione (quaranta anni). L’operazione era stata già definita nel novembre 2014 dal governo di centrodestra ma era stata bloccata dal governo Tsipras a inizio mandato.

Da sottolineare che Fraport è una società aeroportuale pubblica per oltre il 50% in quanto la maggioranza del capitale è detenuto dalla città di Francoforte e dallo Stato dell’Assia. La notizia dell’accordo è arrivato proprio nel giorno in cui il Bundestag ha approvato il salvataggio di Atene: 86 miliardi in tre anni.
I 14 aeroporti greci hanno fatto registrare, lo scorso anno, un traffico di 22 milioni di passeggeri con un aumento del 19% rispetto al 2013. Un terzo dei voli avviene proprio con l’aeroporto di Francoforte.
Restano, al momento, di proprietà pubblica altri trenta scali regionali, meno turistici.

Prossimamente verranno messi in vendita dall’agenzia pubblica per le privatizzazioni Hradf (Hellenic Republic Asset development fund) e del governo greco i porti di Salonicco e il Pireo. Quest’ultimo sembra essere nelle mire dei cinesi di Cosco che hanno già una concessione per un terminal dall’anno 2009. Le offerte dovrebbero essere presentate entro la fine di ottobre.
Dopo, entro fine dicembre, sarà la volta di Ferrovie (le società Trainose e Rosco) ed energia (la società Admie).

Gli accordi con i creditori, infatti, prevedono una serie di privatizzazioni (tra porti, aeroporti, rete elettrica) per un totale di 6,4 miliardi entro il 2017.