Grecia: riaprono le banche dopo 3 settimane di stop

Dopo 3 settimane di chiusura, oggi le banche greche hanno ufficialmente riaperto i battenti. Si tratta di una grande novità, ma che (purtroppo) non significa ancora nulla di buono. Già, perchè i paletti imposti sono tutt’ora vigenti, e la situazione per Tsipras si sta facendo davvero rovente. Ma andiamo con ordine.

Lo scorso 29 giugno le banche avevano chiuso le porte ai cittadini ellenici. La riapertura è avvenuta questa mattina, dopo 20 giorni di chiusura ufficiale. Ovviamente, queste sono state prese d’assalto, ma il popolo greco ha avuto una brutta sorpresa: il limite di prelievo giornaliero è rimasto invariato.

Fin dalla loro prima chiusura, infatti, era stato imposto che i cittadini potessero prelevare al massimo 60 euro al giorno. Dopo la riapertura questo “limite” è diventato 420 euro alla settimana, ovvero lo stesso importo quotidiano già vigente nei giorni scorsi.

Sempre quest’oggi, Alexis Tsipras dovrebbe tirare un po’ il fiato: i 7 miliardi richiesti dovrebbero arrivare entro poche ore. In questo modo, il premier ellenico potrebbe saldare il debito con la Banca centrale europea (Bce) pari a 4,2 miliardi di euro, e con il Fondo monetario internazionale (Fmi) per altri 2 miliardi di euro.

Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni, Tsipras vorrebbe tentare un “crash test” all’interno del suo Parlamento. L’obiettivo è di comprendere seriamente il futuro del suo partito: potrebbero avvenire nuove defezioni, oppure il premier potrebbe continuare con il suo lavoro appoggiato dai suoi stessi membri.

Purtroppo, questa situazione sembra sempre più compromessa: il segretario generale della previdenza sociale greca, Giorgios Romanias, ha annunciato le sue dimissioni. La notizia è stata data durante un’intervista all’emittente Mega Channel.

In sostanza, Romanias ha ammesso di aver provato una “grande umiliazione” nel portare avanti le riforme contrarie ai principi per cui era stato scelto. Romanias ha anche aggiunto che non se la sentirebbe di gestire la nuova normativa, perchè questa significherebbe un sacrificio immane per i cittadini.

L’ex segretario avrebbe, quindi, informato il neo ministro del Lavoro Giorgos Katrougalos sulla situazione, spiegandogli che (secondo le sue convinzioni) non si sentirebbe in grado di dare una pensione di 87 euro ad un disabile. Perchè, sempre secondo Romanias, succederà proprio questo con l’approvazione dell’ultima riforma previdenziale.

Se da un lato Alexis Tsipras pensava di aver risolto la situazione con l’ultimo summit (durato più di 17 ore) in Europa, dall’altro deve affrontare una spaccatura interna al suo partito (Syriza) davvero profonda e, in apparenza, insanabile.

La situazione in Grecia continua ad essere monitorata, ma per il premier greco si prospetta una settimana rovente (e non dal punto di vista delle temperature): continuerà con il suo mandato, oppure sarà costretto a cedere ad un governo di transizione?