Grecia, Piano Tsipras: nuovo sì del Parlamento

Continua la strada in solitaria di Alexis Tsipras. Il premier greco, però, la scorsa notte ha avuto una seconda conferma: dopo aver portato la seconda tornata di riforme da approvare, e dopo aver parlato fino a tarda notte, si è portato a casa il favore del Parlamento. Compreso quello di Varoufakis. Ma andiamo con ordine.

Subito dopo l’intesa raggiunta con l’Eurogruppo, Alexis Tsipras si è affrettato a portare in Parlamento le prime riforme da approvare: queste riguardavano principalmente l’innalzamento dell’Iva (su pane, pasta e latte), e la previdenza sociale.

Le riforme, come ben si sa, vennero approvate con la maggioranza, ma all’interno del partito di Tsipras, ovvero Syriza, si intravedevano le prime spaccature. Non a caso, la parte più radicale del partito era cappeggiata dall’ex ministro delle finanze Yanis Varoufakis.

Quest’ultimo aveva giudicato l’intesa tra la Grecia e l’Europa come un golpe. Una dichiarazione forte, sostenuta anche da altri membri del partito. Per Tsipras, quindi, si è aperta una nuova settimana di fuoco: da un lato la pressione dell’Europa che vuole vedere, a tutti i costi, i cambiamenti. Dall’altro lato, invece, il premier potrebbe rinunciare alla sua posizione in favore di un governo di transizione.

Già, perchè questa mancata fiducia da parte di alcuni membri del suo partito (una trentina circa) potrebbe pesare fortemente sul suo mandato. Tsipras, quindi, potrebbe imboccare tre strade: restare, e chiedere di volta in volta, la fiducia. Oppure lasciare il mandato ad un governo di transizione, o (come ultima possibilità) indire nuove elezioni anticipate.

Alexis Tsipras, però, ha ammesso di non voler lasciare il suo paese. E ieri è tornato in parlamento per far approvare la seconda tornata di riforme inerenti le modifiche al codice di procedura civile, e all’adozione delle regole europee sulla risoluzione delle banche in fallimento.

A sorpresa, Tsipras si è trovato nuovamente come alleato anche Varoufakis il quale ha votato a favore. L’ex ministro, però, ha spiegato che dietro il suo gesto c’è solo l’intenzione di far guadagnare tempo al governo nella trattativa con i creditori. In ogni caso, a tarda serata, Tsipras si è portato a casa la fiducia con 230 sì, 63 no, e 5 astenuti. Ciò che conta, poi, è che la spaccatura interna a Syriza, alla luce del giorno, sembra meno profonda e più compatta.

Segnali positivi arrivano anche dalla Bce: come atto di fiducia nei confronti del premier greco, questa ha aumentato nuovamente la liquidità d’emergenza. Ricordiamo, infatti, che nelle scorse settimane Draghi è intervenuto più volte per cercare di salvare la Grecia. Questi nuovi 900 milioni sono una nuova boccata  di ossigeno. In tutti i sensi.