Grecia, nessun accordo con l’Eurogruppo: Matteo Renzi si dice fiducioso

Ancora nulla di fatto per la Grecia. La crisi di questo paese continua  a tenere banco anche oggi, dopo che l’ennesimo vertice con l’Eurogruppo non ha portato ai risultati sperati. Anzi, il divario tra Alexis Tsipras e l’Unione Europea si fa sempre più netta e distante, mentre i vari capigruppo manifestano i loro malumori.

Secondo le ultime indiscrezioni, il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, avrebbe ammesso che non saranno più in programma summit straordinari sulla Grecia (oltre a quello di domani). Un “Game Over” che pesa come un macigno, e che porterebbero Tsipras a dover accettare le richieste del Fondo Monetario Internazionale, della Bce e della Commissione.

Già, perchè le posizioni sarebbero divergenti su tanti punti, nonostante il cauto ottimismo delle scorse ore. Il nulla di fatto di ieri apre ad una strada mai percorsa: non solo l’uscita dall’Eurozona della Grecia, ma anche la sua definitiva uscita dall’Europa stessa.

Domani i creditori torneranno a riunirsi nuovamente: si tratta del quinto Eurogruppo in 10 giorni, e questo sarà quello definitivo. Ovvero, quello in cui Tsipras dovrà dire “sì” o “no” alle proposte europee. Se Tsipras dovesse accettare le offerte dell’Ue, il programma di assistenza finanziaria potrebbe essere prolungato per altri 3-6 mesi, mentre il paese riceverebbe 1,8 miliardi di aiuti economici per poter rimborsare il debito di 1,5 miliardi con il Fondo Monetario Inetrnazionale.

Nel caso in cui, invece, Atene decidesse di non accettare le condizioni imposte, si aprirebbe un varco nuovo: il paese perderebbe i 7,2 miliardi che restano nel programma e farà un default, percorrendo la via verso l’uscita ufficiale dall’euro.

Il premier greco cosa dovrebbe, quindi, accettare dall’Ue? Tsipras sarebbe chiamato ad abbandonare due punti cardine, ovvero la riforma del sistema previdenziale e l’Iva. Nel primo punto si punterebbe ad un aumento dell’età pensionabile, circoscrivendo i limiti per i prepensionamenti. Nel secondo caso, invece, vi sarebbe un passaggio all’aliquota del 23% per alberghi e ristoranti, e la fine delle esenzioni per le isole.

Alexis Tsipras, riferendosi all’Eurogruppo di domani, si è detto fiducioso ed ottimista: in fondo, come ha spiegato, la storia è piena di disaccordi, negoziati e compromessi. Della stessa opinione è anche il premier italiano Matteo Renzi, il quale è convinto che la giornata di domani sarà quella decisiva per la Grecia.Renzi, durante la sua ultima dichiarazione, ha spiegato come il problema greco sia difficoltoso per tante ragioni. L’Italia, dal canto suo, supporta gli sforzi del paese ellenico, ma è conscia dell’importanza che la Grecia riveste all’interno dell’Europa. Assolutamente contraria, invece, è la posizione di Angela Merkel: le sue recenti dichiarazioni si sono mostrate piuttosto rigide e poco aperte ad un nuovo dialogo.