Grecia: Eurogruppo in teleconferenza per valutare il prestito ponte

La Grecia continua a far parlare. Dopo la notte di discussioni (avvenute nel Parlamento ellenico), quest’oggi l’Eurogruppo si riunirà in teleconferenza per decidere se approvare o meno il prestito ponte per il paese. Alexis Tsirpas è pronto ad affrontare una nuova giornata di scontri.

Già, perchè le riforme richieste dall’Europa sono approdate proprio ieri nel Parlamento Greco: Tsipras è riuscito a portarsi a casa la fiducia, grazie a 229 sì su 300. Il premier ha fatto i conti con 64 voti contrari e 6 astensioni. La notte in parlamento, però, è andata avanti tra tensioni e scontri esterni.

In piazza Syntagma ci sono stati numerosi problemi derivanti proprio dagli scontri avvenuti tra gli anarchici e la polizia. All’interno del Parlamento, invece, Tsipras ha fatto i conti con 40 defezioni avvenute proprio all’interno del suo partito.

Tra i voti contrari ci sono stati l’ex ministro delle finanze Yanis Varoufakis, il presidente del Parlamento Kostantopoulu, e il ministro dell’Energia Lafazanis. Tsipras, prima di procedere con il voto, ha parlato davanti ai deputati, spiegando come non sia stato vittima di un ricatto, ma solo di una scelta.

Il premier ellenico è sicuro di ciò che stava facendo: davanti ai suoi occhi, infatti, si potevano aprire solo 3 strade diverse. L’accordo, il fallimento oppure il piano Schaeble con l’ingresso di una moneta parallela. Tsipras è certo di aver scelto il male minore. Per il bene del suo popolo.

Le riforme approvate riguardano (lo ricordiamo!) l’addio alle agevolazioni fiscali per le isole greche, la riforma previdenziale con lo stop nel 2022 alle pensioni anticipate e l’aumento dell’iva su pasta, pane e latte. In tutto, il pacchetto di riforme mira a raggiungere i 3,1 miliardi di euro. Soldi necessari per poter sbloccare gli 83 miliardi di aiuti richiesti all’Unione Europea.

A questo proposito, il Presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, aveva annunciato in una recente intervista alla Cnn come avesse realmente compreso le difficoltà di Tsipras. Tuttavia, per la numero uno del Fmi era, ed è, indispensabile continuare su questa strada. Per la donna si tratta di una sfida colossale non solo per la Grecia, ma per l’Europa stessa.

La questione, ora, passa nelle mani dell’Eurogruppo. Sul tavolo delle discussioni, in teleconferenza, ci sono ben 7 miliardi da sbloccare in modo urgente, in modo che la Grecia possa ripagare i 4,2 miliardi dovuti alla Bce tra bond in scadenza e interessi, e i 2 miliardi da restituire al Fmi.

La Commissione Europea potrebbe presto attingere al fondo salva-stati, ovvero l’Esm, per riuscire a fornire gli oltre 80 miliardi richiesti. L’Esm è stato istituito nel 2012 ed è riuscito (in precedenza) ad erogare i soldi per la ristrutturazione del sistema bancario spagnolo, e per salvare anche Cipro.