Grecia: dimissioni Tsipras e reazioni europee

Come ampliamente ipotizzato, ieri sera Alexis Tsipras si è dimesso e ha annunciato nuove elezioni per il paese ellenico. Il Primo Ministro è alla ricerca, infatti, di un nuovo forte mandato per portare avanti l’opera riformatrice e per fare uscire la Grecia dall’austerità. La sua decisione, viste le prime reazioni, sembra apprezzata dall’Unione Europea che punta su un governo e su un programma di riforme forti.

Si prospetta così per la Grecia il quinto voto politico in poco più di un anno. L’obiettivo di Tsipras è quello di indire elezioni a breve (la data più probabile sembra essere il 20 settembre) alfine di impedire alle opposizioni di organizzarsi e al gruppo di Piattaforma di Sinistra interno a Syriza di separarsi dal partito, consolidare il proprio peso politico e rappresentare quindi una concreta minaccia alle urne. Inoltre, il premier punta sui sondaggi che confermano la sua grande popolarità: oltre il 60% dei greci sembra approvare il suo operato, nonostante la promessa mancata sulla fine dell’austerità.
Ora le decisioni passano nelle mani del Presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos che affiderà la guida ad interim del paese al presidente della Corte suprema, signora Vassiliki Thanou.

L’Europa, dal canto suo, reagisce positivamente all’annuncio delle dimissioni di Tsipras. Per tutti, risulta basilare che la Grecia rispetti gli impegni presi con i creditori e le elezioni vengono viste come il mezzo per ottenere un sostegno più forte da parte del Parlamento al pacchetto di riforme e al programma economico di Atene.
Il presidente dell’Euroworking Group Thomas Wieser, questa mattina, ha affermato che le prossime elezioni in Grecia non avranno conseguenze sugli aiuti già partiti e che le elezioni erano in effetti “un passo atteso e per molti auspicato per avere una struttura più chiara nel governo greco”. Ha poi aggiunto che nel mese di ottobre ci sarà una riunione “su un possibile alleggerimento del debito”.