Grecia: si rischia il default economico senza un accordo

Siamo giunti quasi alla fine di un negoziato che ormai dura da troppo tempo, quello tra Grecia ed i creditori, a ritardare l’accordo ci si mette anche la crisi di liquidità che sta attraversando il governo Tsipras. Alexis non nasconde i problemi e conferma che entro la fine di maggio si dovrà trovare un accordo o sarà praticamente impossibile pagare pensioni e stipendi ai dipendenti pubblici.

L’appuntamento e la discussione è stata rimandata al 21 e il 22 maggio prossimo, precisamente a Riga dove Tsipras incontrerà la Merkel ed i leader dell’Unione Europea. Quello che è chiaro è che il capo del Governo Greco non è intenzionato a cambiare le sue carte in tavola, richiedendo in modo insistente di rispettare i suoi punti ed inoltre di rivedere anche il debito e la sua identità.

Tsipras ha ben chiaro che le condizioni non sono trattabili e che non ci sarà nessun taglio a stipendi e pensioni e tra gli obiettivi principali c’è la ristrutturazione del debito greco, ma sono punti ben lontani dal piano Junker che ha pronto un accordo che o si accetta o si rifiuta.

Le promesse della Commissione Jean Claude Juncker sono 5 miliardi di euro di aiuti durante il mese di giugno e il rinvio all’autunno dell’austerity, inoltre si richiede di mantenere la tassa sulla casa ed effettuare dei tagli alle pensioni. Per quanto riguarda l’IVA, l’aumento al 18% sarà solamente con pagamento in contanti, mentre per il pagamento tramite carte di credito e debito resterebbe invariata.

Con queste carte in tavola quello che conta di più in questo momento è il tempo che è poco e ad oggi, in previsione della fine del mese di maggio, non ci sono accordi su pensioni e mercato del lavoro, per questo bisogna procedere al più presto possibile e siglare un patto.

Intanto però il presidente del Governo Greco lavora sulla politica e proverà a risolvere tutti i problemi durante l’appuntamento di Riga, e infine cercare il patto finale per poter procedere verso una ripresa. Intanto la situazione è veramente da bollino rosso, Bundesbank lo conferma in un comunicato ufficiale, se non si trova un accordo sopravvivere a giugno è praticamente impossibile.

Evitare il default economico in Grecia è possibile solamente con l’offerta del piano Juncker e il ministro spagnolo Luis de Guindos consiglia di accettarlo perché potrebbe trattarsi dell’ultima occasione per il paese. Intanto la parte più dura del partito Syriza non la pensa in questo modo ed ha invitato il presidente Tsipras a rompere i collegamenti con i creditori in modo totalmente definitivo: “L’unica via è rompere con i creditori, sospendere i rimborsi ed adottare le misure necessarie per evitare il default economico, inoltre nazionalizzare le banche e tassare il capitale e sostenere la Grecia staccarsi dall’Euro”, queste le parole da parte di alcuni deputati di Syriza.

Una scelta ed una possibilità drastica, un primo disaccordo all’interno del partito Syriza da quando si è arrivati al governo greco, ma quale sarà la decisione del presidente? Andrà in porto la proposta a Riga il 21 e il 22 maggio? Quel che è sicuro è che la Grecia deve darsi una mossa o giugno sarà un mese nero e il default economico potrebbe essere più vicino.