Grecia: Default economico e uscita dall’Euro

La Grecia è senza soldi. Lo ha ammesso lo stesso ministro dell’interno, Nikos Voutis: quest’ultimo, durante un’intervista televisiva, ha dichiarato senza mezzi termini che il Paese non riuscirà a versare al FMI (Fondo Monetario Internazionale) le 4 rate richieste.

La cifra totale ammonta a 1,6 miliardi di euro, e Voutsis ha ammesso che non verranno pagati proprio perché le casse dello Stato sono vuote. Una situazione così al limite che, in Europa, non si era mai vista. Questa mancanza sta generando ansie e preoccupazioni: sono mesi che i segnali, relativi alle difficoltà di Atene di far fronte ai debiti accumulati, si stanno susseguendo.

Voutsis, però, ha anche spiegato che se dovesse scegliere tra pagare gli stipendi o le pensioni, e saldare le 4 rati FMI, non avrebbe dubbi: il suo popolo viene prima di tutto. Fino ad oggi nessun Paese aveva mai saltato il pagamento dei prestiti ottenuto dal Fondo Monetario Internazionale. Nemmeno l’Argentina o il Venezuela.

Il paragone tra questi Stati è inevitabile, in quanto anche il Venezuela non vive sicuramente un momento tranquillo. Tuttavia, a differenza della Grecia, possiede un cuscinetto di protezione molto consistente: le risorse petrolifere.

Il mancato pagamento di Atene porta ad una possibile conseguenza: l’uscita del paese dall’Euro. Ma questa azione potrebbe innescare una serie di eventi devastanti per altri paesi, quali la Spagna, il Portogallo o la stessa Italia.

Già, perchè fuori dall’Eurozona alcuni Paesi perderebbero la propria credibilità finanziaria di fronte ai mercati internazionali. Ciò potrebbe portare ad un peggioramento della crisi economica, e ad un default inimagginabile. Lo sa bene Atene: Yanis Varoufakis (ministro dell’economica greca) nelle scorse ore ha parlato al Paese spiegando che un’eventuale uscita dall’Euro potrebbe solo essere catastrofica.

A questo proposito, giovedì e venerdì prossimo è previsto un G7 straordinario a Dresda: Atene parlerà della sua complicata situazione, e dovrebbe anche svolgersi una riunione con i creditori.

Il primo ministro greco, Alexis Tsipras, a questo proposito ha aperto ad un dialogo costruttivo, ma che non risulti umiliante per i greci. In particolar modo, sul tavolo delle trattative si parlerà della riforma dell’Iva, e degli eventuali cambiamenti da apportare alle leggi sul lavoro.

Il ministro dell’economia Varoufakis ha dichiarato che la Grecia si è già accollata i tre quarti delle richieste fatte dall’Eurozona e dal Fondo Monetario Internazionale. Il resto del percorso, quindi, dovrà essere coperto dai creditori.

A questo punto, il G7 di Dresda sembra l’unica speranza a livello economico per le Grecia. Non solo: i tempi per una pacifica risoluzione sono sempre più stretti, dato che la rata da 1,6 milioni di euro dovrebbe essere versata entro il 5 giugno all’FMI.