Il governo detassa vincite al gioco d’azzardo: M5S si oppone

Il governo italiano vuole detassare le vincite effettuate all’estero con il gioco d’azzardo, ma il Movimento 5 Stelle non è per niente d’accordo: la situazione fiscale sul gioco sembra non aver ancora raggiunto un punto fermo, e addirittura si parla anche di incentivazione alla mafia.

Dopo l’approvazione da parte del governo Renzi di far aprire circa 22 mila nuove sale slot sul territorio italiano, Azzardopoli diventa una realtà che secondo alcuni punti di vista viene sempre più appoggiata e non combattuta, soprattutto rendendo esenti dalla dichiarazione dei redditi i soldi vinti con i giochi d’azzardo all’estero.

Tutte le vincite fatte attraverso giocate nei casinò oltreconfine, e sia tutte le vincite fatte sulle piattaforme online che hanno sede all’estero, un giocatore italiano presto potrebbe non avere più l’obbligo di dichiararle.

Gioco d’azzardo: il governo italiano si differenzia dall’Unione Europea

Oggi, il gioco d’azzardo è tassato in partenza, ma il governo italiano non vuole più rispettare le norme a cui aderiscono gli altri Paesi dell’unione Europea.

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Attualmente, se una persona si aggiudica una vincita di denaro all’estero, tutto deve essere registrato nel 730, ma questa situazione potrebbe ben presto essere cambiata senza costringere nessuno a dichiarare il denaro percepito. In Italia infatti è in vigore la normativa che non obbliga la comunicazione della vincita del denaro nella dichiarazione dei redditi, perchè tutte le sale sono, o dovrebbero essere soggette a controlli fiscali che riportano i dati del vincitore di certe somme.

Il testo della legge europea 2015 fa capire chiaramente la nuova intenzione di Palazzo Chigi, attualmente in esame della XIV commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Senato. Il provvedimento include l’articolo 5 che si sofferma sulle “disposizioni in materia di tassazione da gioco”.

Ludopatia e riciclaggio di denaro: le accuse mosse al governo italiano sulla detassazione del gioco d’azzardo

Il governo italiano dovrà rispondere ad accuse molto gravi riguardo alla detassazione del gioco d’azzardo all’estero: incentivazione alla ludopatia e al riciclaggio di denaro sono infatti due crude realtà che non si possono ignorare.

Il 22 ottobre 2014 vi fu una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea in cui si contestò all’Italia la diversità di trattamento a seconda dello Stato in cui si percepisce la vincita.
Il feedback fuoriuscito è che per la Corte, tale quadro comporta «una restrizione discriminatoria della libera prestazione dei servizi», oltre a essere «incoerente con la realizzazione dell’obiettivo della lotta contro la ludopatia».

Il problema cruciale che sta facendo molto discutere sulle normative riviste dal governo italiano, rimane l’incentivazione al riciclaggio di denaro, su tale questione si oppone con molta convinzione il Movimento 5 Stelle.

Il senatore Giovanni Endrizzi, ha voluto esprimere il suo dissenso al comportamento del governo Renzi, che detassando le vincite fatte al gioco d’azzardo nei paesi stranieri, dimostra che l’Italia è niente meno che un Paese il quale dimostra di non voler combattere contro Azzardopoli e di non voler proseguire l’obiettivo europeo.

I grillini si oppongono al governo perchè le vincite del gioco d’azzardo vengano dichiarate

Per dimostrare la loro opposizione alla detassazione delle vincite effettuate all’estero, i grillini hanno deciso di presentare un emendamento in commissione per fare in modo che si includa nella dichiarazione dei redditi qualunque tipo di vincita.

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Le statistiche affermano che in Italia, non molte persone includono nella dichiarazione dei redditi, eventuali vincite fatte nei paesi stranieri, ma è da tener conto, come ricorda il Movimento 5 Stelle, che la nuova esenzione prevista dal governo farebbe perdere allo Stato circa 4 milioni e mezzo di euro.

Ma le novità del governo non sono finite: pare che per compensare riduzione fiscale prevista per la tassazione delle vincite dei giochi d’azzardo, si sta pensando di alzare dal 4 al 10% l’aliquota Iva sui preparati per risotti, si tratta dunque di una situazione che sicuramente sarò nuovamente oggetto d’infrazione da parte dell’Europa.

Gioco d’azzardo e gioco d’intrattenimento: per chi lavora nel settore le tasse aumentano

Il governo italiano pare non sia nemmeno intenzionato a fare una distinzione tra gioco d’azzardo e intrattenimento.

Il settore dei giochi di intrattenimento attualmente conta 5 mila aziende e oltre 120 mila posti di lavoro, e molte persone coinvolte, non tutte, potrebbe presto essere soggette a nuovi regimi di tassazione volti a colpire chi guadagna di meno e a privilegiare chi guadagna di più, come le multinazionali che registrano alti incassi.

I gestori e i costruttori degli apparecchi di intrattenimento, durante una tavola rotonda organizzata a Roma hanno voluto interpellare i parlamentari presenti per fare chiarezza sullo squilibrio fiscale che vige nella normativa italiana.

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Benedetto Palese, presidente dell’Agcai – l’Associazione nazionale gestori e costruttori apparecchi di intrattenimento, si è chiaramente espresso contrario all’aumento della tassazione previsto dalla Legge di Stabilità e tutti gli adempimenti tecnologici da adottare in tempi fin troppo stretti.

Paelse, pur ammettendo che il problema della ludopatia sta aumentando sempre di più in Italia, ha voluto far riflettere i parlamentari sulla netta differenza che esite tra gioco d’azzardo e gioco d’intrattenimento.

A voler fermare la dipendenza del gioco d’azzardo, è soprattutto il senatore Franco Mirabelli (Pd), relarore del disegno di legge sul riordino dei giochi, affermando che: “La proposta di Agcai è da raccogliere. Bisogna trovare delle forme per promuovere il gioco d’intrattenimento senza vincite in denaro”

Tra i piani di Mirabelli c’è la presentazione di un progetto di legge che incentivi la sostituzione delle macchine slot in denaro con giochi d’intrattenimento, uno dei primi provvedimenti che andrebbero ad attuare un necessario riordino del settore.

Ad appoggiare l’Agcai è anche Michela Rostan (Pd), componente della Commissione Giustizia della Camera, che ha dichiarato di voler far fronte al problema della ludopatia in Italia, tutelando le famiglie che vivono tale disagio.

Il Lazio è la regione che registra la spesa più alta in gioco d’azzardo

Fabiola Anitori, (gruppo Misto), componente della commissione Sanità, si è invece soffermata sull’importanza di studiare accuratamente il fenomeno del gioco d’azzardo, e di incentivare la sensibilità collettiva nonché una cultura della prevenzione a tali dipendenze psicologiche, in grado di far luce sulla differenza tra la ludopatia e il puro intrattenimento.

Durante la tavola rotonda è stato inoltre ricordato che il Lazio risulta essere la seconda regione d’Italia dove la spesa regionale pro capite per il gioco d’azzardo è più alta (preceduta solo dall’Abruzzo): 1.418,65 euro (dati Aams). Si tratta di un secondo posto confermato anche nella classifica sulla spesa regionale complessiva.