Governo Letta: ecco perché può piacere ai mercati

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Appena insediatosi, l’esecutivo Letta è stato messo alla dura prova dei mercati finanziari. Una prova brillantemente superata, visto e considerato che la nascita del nuovo esecutivo è stata battezzata da un calo dello spread dei titoli di Stato, e da un buon esito dell’asta dei titoli di Stato: assegnati 3 miliardi di euro di Btp decennali a un rendimento pari al 3,94 per cento contro il 4,66 per cento di marzo, oltre a 3 miliardi di euro di Btp quinquennali al 2,84 per cento dal precedente 3,65 per cento.

In altri termini, dopo oltre 60 giorni dalla tornata elettorale di fine febbraio, qualcosa sembra finalmente muoversi, e i mercati finanziari gradiscono la nuova era del governo allargato. Tuttavia, non è completamente oro quel che luccica: a spegnere i facili entusiasmi è stata l’agenzia di rating Moody’s, che pur valutando positivamente lo sblocco dello stallo politico, afferma di non poter escludere che l’Italia possa chiedere un aiuto finanziario a Unione Europea e Banca Centrale Europea.

Difficile, ad ogni modo, comprendere quale sia l’effettiva quota di gradimento dei mercati finanziari sull’esecutivo di nuova costituzione. Se è pur vero che Piazza Affari ha agito in maniera sicuramente più dinamica rispetto alle altre principali piazze europee, è anche vero che non è semplice scindere la determinante interna, da quella esogena.

A condizionare l’andamento dei mercati finanziari sono infatti stati anche i dati macroeconomici in arrivo dagli Stati Uniti, dove le spese per i consumi sono positivamente aumentate dello 0,2 per cento, a marzo, oltre le attese dei principali analisti (che avevano prudentemente stimato un andamento invariato). Nel corso dello stesso mese sono cresciuti di pari entità anche i redditi, ad un ritmo che è tuttavia dimezzato rispetto al consensus degli analisti. L’andamento dell’inflazione si mantiene invece ben al di sotto del target del 2 per cento fissato dalla Federal Reserve, andando ad aggirarsi sul punto percentuale.

E per il futuro? Una buona partenza delle iniziative lanciate dal governo Letta potrebbe certamente favorire le quotazioni dei listini di Piazza Affari. Tuttavia, l’impressione è che a condizionare gli investitori saranno soprattutto gli atteggiamenti delle banche centrali: l’attesa è infatti slittata per mercoledì (quando la Fomc chiuderà la propria assemblea periodica), e per giovedì (quando la Bce potrebbe varare un nuovo taglio dei tassi di interesse di riferimento).

Valuteremo l’evoluzione di tali eventi, e i loro riflessi sugli atteggiamenti degli investitori.

Foto originale by zak mc