Governo Conte, chi sono i ministri tra scetticismo e speranze

A quasi 3 mesi di distanza dalle elezioni, forse finalmente ci siamo. Ma i tempi non devono sorprendere più di tanto, considerando l’esito frammentato e articolato che le urne hanno avuto, conseguenza di una legge elettorale farraginosa. Inoltre, anche la stessa decantata Germania, ha impiegato ben 6 mesi per trovare un Governo. Tempi da considerare ancor più lunghi visto che la trattativa è stata portata avanti da due partiti che hanno governato insieme l’ultima volta: Cdu e Spd. Ovvero, centristi e socialisti. Dunque, anche la Merkel ha avuto le sue difficoltà.

Ma torniamo in casa nostra e facciamo un riassunto delle puntate precedenti. Le elezioni hanno visto la vittoria del centro-destra in termini di coalizione, col 37% dei voti. Ma, sempre in virtù della legge elettorale, non avrebbero avuto i seggi sufficienti per avere una maggioranza e governare. Il Movimento cinque stelle, da solo, si è piazzato secondo, con il 32% dei voti. Segue il centro-sinistra, distanziato di circa 10 punti per la debacle del Pd (18%) e dei numeri irrisori dei suoi alleati.

In virtù di questa situazione, Mattarella ha prima sentito tutte le parti e provato varie combinazioni. Dando poi un mandato esplorativo ai due Presidenti delle camere e attribuendo principalmente al Movimento cinque stelle la responsabilità di formare un Governo. Tuttavia, i pentastellati non hanno trovato la sponda del Partito democratico, fin da subito auto-relegatosi all’opposizione dopo i toni accesi e le dure accuse durante la campagna elettorale. Ma hanno anche fin da subito rifiutato di fare un alleanza programmatica con Forza Italia, aprendo le porte solo alla Lega di Salvini. Anche Fratelli d’Italia si sono visti la strada sbarrata, venendo bollati da Di Maio e co. “troppo di destra”.

Si arriva così ad una trattativa tra M5S e Lega, dato che Salvini, dopo aver detto per giorni che avrebbe solo ragionato in termini di coalizione, ha deciso di staccare gli alleati temendo l’arrivo di un altro governo tecnico. La trattativa dura un paio di settimane e Cinque stelle e Lega raggiungono un accordo di programma. Stilando anche una squadra di Ministri. Mentre come Presidente del consiglio viene designato il Giurista Giuseppe Conte.

Tuttavia, Mattarella respinge il nome di Paolo Savona al Ministero dell’economia, particolarmente attenzionato dal Presidente della Repubblica essendo il Ministero posto maggiormente sotto la lente d’ingrandimento di Borsa e Unione europea. E Savona non piace al Capo dello Stato per alcune esternazioni del passato su Euro, Germania e Ue. Esternazioni colorite e ritenute pericolose, addirittura in odore di uscita dalla moneta unica. Ma Savona in passato ha anche detto che uscire dall’Euro sarebbe più pericoloso che restarci. Ma tant’è. Il Movimento 5 stelle minaccia addirittura l’impichment contro Mattarella.

Dunque, tutto era saltato, con Mattarella che fa uscire dal cilindro il nome del tecnico Carlo Cottarelli, già commissario alla spending review durante il Governo Letta. Tuttavia, Cottarelli sa bene che in Parlamento non avrebbe la maggioranza e dunque chiede un po’ di tempo per mettere su una squadra con un minimo di possibilità.

Tuttavia, giovedì 31 maggio l’ennesimo colpo di scena: Movimento cinque stelle e Lega hanno trovato un nuovo accordo, con una nuova lista dei Ministri. Che riportiamo di seguito.

Lista Ministri Governo Giuseppe Conte

Ecco la lista dei Ministri del Governo Giuseppe Conte che giurerà venerdì alle 16:

Presidente del Consiglio – Giuseppe Conte

Avvocato e professore di diritto privato, vicino al Movimento 5 Stelle,Nel 1988 si laurea in giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma, per intraprendere quindi la carriera di avvocato civilista. Dal 1992 al 1993 è borsista presso il CNR. Conseguita nel 2000 l’idoneità a professore associato di diritto privato e nel 2002 a professore ordinario, insegna presso la Libera Università Maria Santissima Assunta, l’Università Roma Tre e l’Università di Sassari. È professore ordinario presso l’Università di Firenze e presso l’Università Luiss.

Il 18 settembre 2013 viene eletto dalla Camera dei deputati componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa e successivamente ne diventa vicepresidente.

Si è visto subito al centro di polemiche per aver inserito nel suo Curriculum alcuni corsi di perfezionamento conseguiti presso la New York University, che invece qualcuno ha pesato come master. Ma anche per aver difeso la famiglia di una bambina che ha voluto tentare il metodo Stamina.

Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio (M5S)

Classe 1986, il 21 marzo 2013, con 173 voti è eletto vicepresidente della Camera dei deputati, il più giovane della storia della Repubblica a ricoprire tale carica. Dal 7 maggio fa parte anche della XIV Commissione, che si occupa delle politiche dell’Unione europea. Nel 2017 vince le primarie come leader del M5S e candidato Premier alle politiche con 30.936 voti, pari a circa l’82% dei votanti.

Alle elezioni politiche italiane del 2018 ottiene 95.219 voti (63,41%) al collegio uninominale di Acerra, venendo così eletto per la seconda volta alla Camera.

Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno Matteo Salvini (Lega)

Senatore ed eurodeputato, dal dicembre 2013 è segretario federale della Lega Nord, partito al quale si è iscritto nel 1990. Nel 1993 viene eletto consigliere comunale nella sua città, Milano, carica che ha mantenuto fino al 2012.

Salvini ha ricoperto vari ruoli all’interno del partito, fino a essere eletto segretario federale nel dicembre 2013 in seguito alle primarie del partito. Venendo poi confermato in tale ruolo nel 2017. Nelle elezioni del 2018 il suo partito è il più votato all’interno della prima coalizione in Italia, con il 17% delle preferenze. Superando per la prima volta Forza Italia, fermatati al 14%.

Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta Riccardo Fraccaro (M5S)

Nato a Montebelluna, in provincia di Treviso, nel 1981, si è laureato in diritto internazionale dell’ambiente nel 2011, lavorando poi come dipendente di una società elettrica. Nel 2010 ha iniziato a militare nei Cinque Stelle, venendovi eletto alle elezioni politiche nel 2013, alla Camera dei deputati.

Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno (Lega)

Nata a Palermo 52 anni fa, è avvocato in celebri procedimenti, come quello a carico di Andreotti, Doni e Conte, oltre ad aver fondato un’associazione contro gli abusi con Michelle Hunziker. Già parlamentare con An, poi passò a Futuro e Libertà di Fini. Nel 2013 si presentò con Lista civica, mentre nel 2018 è stata eletta al Senato come indipendente della Lega.

Affari Regionali e Autonomie Erika Stefani (Lega)

Nata a Valdagno (Vicenza) nel 1971 , è un avvocato. Iscritta alla Lega nel 2009 si presenta alle elezioni comunali del suo paese di residenza Trissino (Vicenza): viene eletta vicesindaca e assessora all’Urbanistica e all’edilizia privata. Nel 2013 viene eletta senatrice alle politiche, successo replicato il 4 marzo 2018.

Ministro per il Sud Barbara Lezzi (M5S)

Nata a Lecce nel 1972, lavora come impiegata per un’azienda dalla sua città dal 1992, dopo essersi diplomata all’istituto tecnico per periti aziendali e corrispondenti in lingue estere. Nel 2013 viene eletta senatrice per i Cinque Stelle.

Ministro per la famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana (Lega)

Nato a Verona nel 1980, è laureato in scienze politiche a a Padova e in storia della civiltà cristiana a Roma: iscritto inizialmente alla Liga Veneta, diventa vicesegretario dei Giovani Padani nel 2002, diventando poi vicesegretario della Lega Nord. Dal 29 marzo è uno dei quattro vicepresidenti della Camera.

Ministro affari esteri Enzo Moavero Milanesi

Già ministro per gli Affari Ue nei governi Monti e Letta. Nato a Roma 63 anni fa, è stato anche giudice di primo grado presso la Corte di giustizia dell’Unione europea in Lussemburgo e collaboratore della Commissione europea. Può essere considerato un tecnico.

Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5S)

Nato a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, nel 1976. Vive però a Firenze, dove si è laureato in Giurisprudenza e dove esercita la professione di avvocato civilista. Eletto alla camera dei Deputanti nel 2013 con i Cinque Stelle, nell’ultima tornata elettorale è stato rieletto alla Camera.

Ministro per l’Ambiente, Sergio Costa (M5S)

Nato a Napoli nel 1959, laurea in Scienze Agrarie con un master in Diritto dell’Ambiente, Costa entra nel Corpo Forestale diventando Comandante Regionale della Campania. Attualmente è il generale di Brigata dei Carabinieri. Ha contribuito ha scoprire in provincia di Caserta, la più grande discarica di rifiuti pericolosi in Europa.

Ministro della Difesa Elisabetta Trenta (M5S)

Nata a Roma nel 1967, docente universitaria ed esperta di sicurezza e intelligence, capitano della riserva selezionata dell’esercito , compirà 51 anni il prossimo 4 giugno e milita nei Cinque Stelle del 2013

Ministro dell’Economia Giovanni Tria

Dopo il diktat di Mattarella su Savona, per il dicastero dell’Economia c’è Giovanni Tria, presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione e professore ordinario di economia politica all’università di Tor Vergata. Il Presidente della Repubblica ha dato il nulla osta.

Ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio (Lega)

È nato a Pavia nel 1971. Inizia a militare con la Lega a inizio degli anni Novanta, a soli 19 anni. Laureato in Scienze politiche, nella sua città ha fatto le sue prime esperienze politiche, come consigliere comunale, vicesindaco e assumendo ruoli di crescente responsabilità all’interno della Lega. In Parlamento entra per la prima volta nel 2013: senatore del Carroccio. Nella vita civile, è direttore commerciale di un tour operator.

Ministro Infrastrutture Danilo Toninelli (M5S)

Capogruppo dei Cinque Stelle al Senato, è nato a Soresina, in provincia di Cremona, nel 1974: prime esperienze alle regionali lombarde del 2010, dove non viene eletto, riesce ad approdare alla Camera dei Deputati nel 2013.

Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (Lega)

Marco Bussetti, 56 anni, è l’attuale responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia ed è un dirigente scolastico: si è laureato in Scienze e tecniche delle attività motorie all’Università Cattolica di Milano.

Ministro dei Beni Culturali e Turismo Alberto Bonisoli (M5S)

Nato nel 1961, mantovano, dal 2007 risiede a Castelletto sopra Ticino (Novara). È un esperto nel settore dell’alta formazione e del design, attualmente direttore della Naba, di Milano. Dal 2013 guida la Piattaforma Sistema Formativo Moda. Tra le varie collaborazioni accademiche c’è quella con la Bocconi, dove ha insegnato a lungo Innovation Management.

Ministro della Salute Giulia Grillo (M5S)

Nata a Catania il 30 maggio del 1974, Giulia Grillo è una grillina della prima ora, si candidò senza successo alle regionali del 13-14 aprile 2008 in Sicilia con la lista «Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente». Eletta alle politiche del 2013, diventa successivamente capogruppo alla Camera del Movimento, rimanendo in carica fino al 30 dicembre 2016.

Ministro delle Politiche comunitarie Paolo Savona

Il nome su cui si era arenato il primo tentativo di un governo 5 Stelle-Lega viene dirottato agli Affari Europei. Nato a Cagliari, ha 81 anni e ha insegnato in diverse università. Inizia la sua carriera presso il Servizio Studi della Banca d’Italia, di cui diventa direttore . Nel 1976 diventa Direttore Generale di Confindustria che lascerà nel 1980, per dedicarsi esclusivamente alla carriera accademica.

Savona era stato respinto nelle vesti di Ministro dell’economia da Mattarella per aver paragonato l’attuale Germania a quella nazista, per una sorta di continuum di quello stesso disegno. Aveva anche parlato di un Piano B in caso di uscita dall’Euro e di una Unione europea guidata dalla Germania circondata da pavidi. Certo, questo Ministero ha comunque a che fare con Bruxelles, ma non direttamente come invece accade per quello all’Economia.

Sottosegretario Presidente del Consiglio Giancarlo Giorgetti (Lega)

Nato a Cazzago Brabbia, in provincia di Varese, nel 1966, laureato alla milanese Bocconi, commercialista professionista, è parlamentare per la Lega fin dal 1996, mentre è stato presidente della Commissione Bilancio in due riprese, dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2013. Il suo nome era stato dato tra i papabili al posto di Savona come Ministro dell’economia. Anzi, lo aveva auspicato tra le righe lo stesso Mattarella per uscire dall’empasse. Ma Salvini ne aveva fatto una questione di principio, e pare che lo stesso Giorgetti non se la sarebbe sentita di fare il moderato a Bruxelles.

Governo Conte, non mancano già due polemiche

Ad ogni Governo neonato, non possono non seguire subito delle polemiche.

Una riguarda il nome di Tria al Ministero dell’Economia. Sul ruolo dell’Italia in Europa, per esempio, dove ci sarebbe una consonanza «anti-tedesca» con Paolo Savona (docente indicato in precedenza per il ministero dell’Economia che ora «trasloca» agli Affari Europei ) almeno stando a un articolo su Formiche.net alla fine del 2016. Lo spunto era il commento di Savona e Giorgio La Malfa pubblicato sul Corriere il 27 dicembre 2016 per replicare all’intervista di Federico Fubini all’economista tedesco Clemens Fuest (uscita pochi giorni prima) che sosteneva l’ineluttabilità dell’uscita dell’Italia dall’euro. Secondo Savona e La Malfa a uscire dall’eurozona doveva essere la Germania per il suo surplus della bilancia commerciale non compatibile con il regime di cambi fissi.

«Un’analisi economica seria, non si tratta di una battuta di politici anti-euro, ma di due eminenti economisti con i quali peraltro concordo in pieno», scriveva Tria. Insomma, se un po’ più moderato di Savona, ma comunque le idee su questa Germania non sono molto dissimili.

Ma c’è anche un altro intervento di Tria che fa discutere. Tria dà un giudizio favorevole alla flat tax, ma il problema è come intende finanziariarla. Ossia, con l’aumento dell’Iva. Proprio quella misura che Salvini vorrebbe scongiurare. Sulla Flat Tax diceva Tria «La scommessa, secondo i sostenitori della riforma, è che essa porti ad effetti benefici sulla crescita e quindi generi quel gettito fiscale aggiuntivo che dovrebbe compensare, almeno in parte, anche il costo iniziale della riduzione delle aliquote. Sarebbe preferibile, tuttavia, contare meno sulle scommesse e far partire la riforma con un livello di aliquota, o di aliquote, che consenta in via transitoria di minimizzare la perdita di gettito, per poi ridurle una volta assicurati gli effetti sulla crescita. Inoltre, non si vede perché non si debba far scattare le clausole di salvaguardia di aumento dell’Iva per finanziare parte consistente dell’operazione».

Infine, la sua idea sul reddito di cittadinanza oscilla tra aperture e scetticismo: Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, diceva che “non sappiamo ancora cosa sarà questo reddito di cittadinanza e, quindi, le risorse richieste e l’ampiezza del pubblico dei beneficiari. Esso sembra oscillare tra una indennità di disoccupazione un poco rafforzata, (e tale da avvicinarla a sistemi già presenti in altri paesi europei, come ad esempio in Francia, certamente più generosa dell’Italia con chi perde il lavoro) e magari estesa a chi è in cerca di primo impiego, e un provvedimento, improbabile, tale da configurare una società in cui una parte della popolazione produce e l’altra consuma”.

Ma c’è un altro Ministero che sta facendo discutere: quello della famiglia e della disabilità affidato al leghista Fontana. In un’intervista a Vita diceva: “La politica deve occuparsi della famiglia, non possiamo perdere altro tempo. I figli sono l’investimento del futuro. Ogni anno è come se perdessimo una città delle dimensioni di Padova, il calo demografico è paragonabile a quello provocato fra il 1918 e il 1920 dalla febbre Spagnola”.

La sua posizione sulla difesa della vita e della famiglia finirà direttamente nelle priorità del suo ministero: “Se non si rispetta la vita dal concepimento alla fine naturale si arriva ad aberrazioni come quelle di cui siamo stati e siamo testimoni. E’ tipico delle dittature: il nazismo omologava per razza, il comunismo per classe sociale e oggi si tenta di omologare per interessi economici o per concezioni di vita. L’anziano non autosufficiente? ‘Un peso per la sanità, dunque un peso per lo Stato… che muoia’ dicono”.

Dunque, una bella stoccata alle coppie di fatto e alle famiglie “moderne”.

Poi, sempre a Vita, l’impegno per anziani e disabili: “Sappiamo quanti anziani ci sono che hanno bisogno di aiuto, sappiamo quanti disabili hanno problemi con le barriere architettoniche, sappiamo quanti problemi ci sono all’interno delle famiglie causati ad esempio dalla ludopatia”. E ancora “in Europa stiamo cercando di intercettare i fondi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche”.

Infine, non manca qualche perplessità riguardo all’incarico in un Ministero così delicato come le Infrastrutture a Toninelli del M5S ritenuto senza esperienza. Interessante invece l’istituzione di un Ministero per il sud, che dovrebbe spegnere le insinuazioni di un possibile scarso interesse del governo verso le tematiche del Mezzogiorno data la presenza della Lega. E del Sud visto come illuso serbatoio di voti drenato dalla promessa del Reddito di cittadinanza.

Governo Conte, Salvini accantona i suoi alleati

Dunque, Matteo Salvini per ora mette da parte i suoi alleati. Si cucca il tanto agognato Ministero degli interni, in modo da poter mettere le mani finalmente su temi a lui e alla Lega molto cari: immigrazione, legittima difesa, maggiori poteri alle forze dell’ordine. Inevitabilmente, ha relegato al ruolo di opposizione Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Forza Italia non ha neanche avuto le minime garanzie su un tema molto sentito come la Giustizia. Infatti, come visto, ci è finito uno del Movimento cinque stelle. E salvo accordi sotto-banco, difficilmente faranno sconti su certe questioni. Per quanto concerne la Meloni, invece, inizialmente si era parlato di un ingresso nel governo con la leader romana o un suo compagno di partito al Ministero della Difesa. Ma non se n’è fatto più nulla.

La Meloni ha comunque precisato: “Non abbiamo mai chiesto poltrone in cambio dell’entrata nel governo. Ci asterremo sul voto di fiducia perchè manteniamo le nostre perplessità su questo esecutivo ma non vogliamo ostacolarne la nascita”.

Poi ha aggiunto: “Mi pare di capire che Matteo Salvini abbia parlato di un eventuale ingresso di FdI nel futuro governo per rafforzare il campo del centrodestra, mi pare anche che abbia ricevuto un ’niet’ da parte di M5s. Mi dispiace, non mi fa ben sperare per il futuro del governo”.

Dunque, il centrodestra per ora va diviso in parlamento, mentre a livello locale unito sta vincendo ovunque. Trainato da una Lega col vento in poppa, sebbene possa finire logorata da una esperienza di governo coi Cinquestelle.

Governo Conte, Pd all’opposizione dopo una clamorosa chance di governo

Sono invece svaniti i sogni di gloria del Pd, che benché fosse finito terzo sul podio con la propria coalizione, poteva finire di nuovo clamorosamente al governo. Infatti, Carlo Cottarelli viene considerato persona vicina al Pd, un tecnico gradito a Mattarella (anch’egli del Pd) e all’Ue. Sebbene il partito guidato attualmente dall’ex Ministro all’agricoltura Martina aveva prima parlato di un appoggio, per poi fare retromarcia e parlare di una astensione.

Ma chi è Carlo Cottarelli? Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena, ha conseguito il master in Economia presso la London School of Economics. Ha lavorato nel Servizio Studi della Banca d’Italia (1981-1987), Dipartimento monetario e settore finanziario, e dell’Eni (1987-1988). Dal settembre 1988 lavora per il Fondo monetario internazionale (FMI) nell’ambito del quale ha fatto parte di diversi dipartimenti. Nel Fondo Monetario Internazionale ha ricoperto molti ruoli. Ha scritto diversi saggi sulle politiche e istituzioni fiscali e monetarie, libri sull’inflazione, politica monetaria e tassi di conversione.

Nel novembre 2013 è stato nominato dal Governo Letta commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica (spending review). L’attività del commissario straordinario riguarda le spese delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici, nonché della società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche che non emettono strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati.

Il 1º novembre 2014, su nomina del Governo Renzi, è diventato direttore esecutivo nel Board del Fondo Monetario Internazionale. Per questo motivo il 30 ottobre del 2014 ha lasciato l’incarico di commissario alla revisione della spesa.

Dal 30 ottobre 2017 è direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano.

Governo Conte, un comandante dei carabinieri Ministro dell’ambiente

Tra i nomi dei Ministeri a guida tecnica, spicca quello di Sergio Costa, il nuovo ministro dell’Ambiente fortemente voluto fortemente da Luigi Di Maio. Il comandante della Regione Campania dei Carabinieri forestali, classe 1959, laurea in Scienze Agrarie, master in Diritto dell’Ambiente.

Il nome di Costa è legato a doppio filo con l’inchiesta sulla Terra dei fuochi, che dai primi anni Duemila ha permesso di far luce su una serie di attività illecite legate allo smaltimento di rifiuti tossici, nell’area tra le province di Caserta e Napoli. Il generale è stato anche uno dei sostenitori della Legge 68 sugli ecoreati.

Lo stesso comandante ha sottolineato in più occasioni il ruolo centrale della forestale nel contrasto alle ecomafie e al clan dei Casalesi, reso possibile dall’alta specializzazione del corpo. Per questo motivo nel 2015, quando entrò in vigore la riforma della pubblica amministrazione voluta dall’allora ministro Marianna Madia, Costa fu molto critico nei confronti della scelta di accorpare la forestale alle altre Armi per “razionalizzare” le forze di polizia.

“Siamo l’unica forza di polizia specializzata nei settori di ambiente e natura – spiegò in un’intervista – e questo deriva dal fatto che veniamo preparati sin da giovani. Una peculiarità che perderemmo se finissimo nella polizia o nei carabinieri”. Nonostante l’opposizione sua e di tanti altri colleghi, il corpo forestale fu comunque accorpato ai Carabinieri: “Il giorno dell’annuncio, personaggi vicini alle ecomafie operanti tra Napoli e Caserta hanno acquistato dolci e spumante per festeggiare la notizia. È un segnale, no?”, raccontò Costa.

Il suo è un caso unico nella storia: mai un alto ufficiale in servizio era sceso in campo senza lasciare il suo ruolo o passare dal voto. E non basterà il periodo di aspettativa, concesso a tutti i militari impegnati in politica, a cancellare il fastidio suscitato nell’Arma dall’incarico affidato a Costa. Da ministro, adesso, il generale dovrà per prima cosa regolarizzare il suo rapporto con l’Arma.

L’articolo 1483 del Codice dell’ordinamento militare impone a tutti i militari in servizio “di mantenersi fuori in ogni circostanza dalle competizioni politiche”. Possono essere iscritti ai partiti, ma non avere incarichi interni. Per questo motivo Costa, sull’esempio di altri suoi colleghi, dopo l’annuncio di marzo da parte di Di Maio si mise in licenza temporanea in attesa dell’esito delle elezioni.

Con lui come Ministro dell’ambiente, il neonato governo giallo-verde vuole lanciare un chiaro segnale: l’ambiente e la difesa del bistrattato territorio italiano saranno una priorità.

Governo Conte, giuramento venerdì primo giugno alle 16

Il Governo Conte giurerà venerdì primo giugno alle ore 16. Ricapitolando, ecco il peso che avranno i due partiti nella formazione dell’esecutivo:

Movimento 5 stelle: 7 Ministeri, il Presidente del consiglio, il vice presidente del consiglio

Lega: 6 Ministeri e la vice presidenza del consiglio

Tecnici: 6

Poi ci saranno da assegnare Vice Ministri e Sottosegretari. In genere distribuiti per accontentare qualche scontento rimasto fuori e portare un riequilibrio tra le forze alleate.

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