Auto blu: diventa reato utilizzarle a scopo privato

Rischio di reclusione fino a tre anni per chi utilizza le auto blu per raggiungere da casa il posto di lavoro.

La proposta di modifiche alla Legge riguardante le auto blu, promossa dal Partito Democratico e discussa in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, ha già ottenuto parere favorevole con oltre 300 voti favorevoli passando ora al Senato, con l’intento di introdurre una nuova regolamentazione che mira a disciplinare ulteriormente il loro utilizzo, argomento molto discusso già da tempo.

auto blu
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Dopo l’evidente taglio del numero di auto blu in circolazione voluto dal Governo, alla luce delle nuove disposizioni si inaspriscono le regole per chi le utilizza a scopi privati.

Nuovo emendamento auto blu: cosa prevede il regolamento

Con 214 voti favorevoli e nessuno contrario, la Camera ha dato via libera all’articolo 1 del provvedimento riguardante la suddetta Proposta, che introduce addirittura il peculato d’uso per l’utilizzo delle auto blu nel tragitto da casa all’ufficio.

Nello specifico l’articolo recita che lo spostamento con le autovetture di sevizio messe a disposizione del personale appartenente alle pubbliche amministrazioni ed alle Autorità Indipendenti (incluse oggi anche Banca d’Italia, Ivass e Consob), è consentito soltanto per compiere spostamenti riguardanti motivi di servizio, vietando categoricamente il percorso che intercorre fra l’abitazione e l’ufficio in relazione al normale orario lavorativo.

Finalmente un ulteriore giro di vite che mira una volte per tutte a disciplinare l’uso sconsiderato delle auto blu, un privilegio che agli italiani costa ogni anno ben 400 milioni di euro, arrivando a punire penalmente ogni forma di abuso di tale servizio.

Altra novità della proposta del Testo di Legge riguarda la proroga del divieto di acquisto e di affitto di altre autovetture da parte delle amministrazioni pubbliche fino al 31 dicembre 2017.

Pene e sanzioni sull’uso delle auto blu: i rischi per i trasgressori

Chiunque si serve delle auto messe a disposizione dell’amministrazione per raggiungere l’ufficio dalla propria abitazione, dunque, secondo il Codice Penale commette reato di peculato d’uso, punibile con la reclusione da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 6 anni.

Sanzioni pecunarie pesanti, infine, anche per i dirigenti delle amministrazioni pubbliche che non prendono parte al censimento delle auto di servizio previsto ogni anno; per i trasgressori l’ammenda va dai 500 ai 10 mila euro.

Mentre per le amministrazioni pubbliche e le Autorità indipendenti la nuova Legge viene applicata con effetto immediato, gli Organi Costituzionali dovranno inserire tali disposizioni nei regolamenti interni; le Regioni, invece, sono tenute ad adeguare il proprio ordinamento a tali vincoli.