Giorni “neri”: dal martedì al venerdì, ecco cosa è successo

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Spesso la cronaca finanziaria indica come “neri” i giorni in cui le performance borsistiche sono state particolarmente negative. Dal lunedì “nero” al venerdì “nero”, le forme di sintesi non mancano di certo: attenzione tuttavia a non abusare di questi termini, visto e considerato che negli Stati Uniti martedì e venerdì nero hanno due significati completamente diversi.

Il “martedì nero” per eccellenza è quello verificatosi il 29 ottobre 1929. All’epoca, l’indice Dow Jones della Borsa di New York perse più del 12% del suo valore (la perdita sarebbe stata molto più elevata se non fossero intervenuti degli aiuti esterni utili per poter supportare il valore delle azioni), a margine di una decrescita che aveva riguardato le settimane precedenti, e che avrebbe riguardato anche i giorni successivi, con una perdita in termini assoluti superiore ai 30 miliardi di dollari (che era pari a dieci volte il budget annuale del governo federale degli Stati Uniti, e molto oltre la somma spesa per l’intera Prima guerra mondiale). Così come il martedì, anche il termine “giovedì nero” è spesso indicato per poter contraddistinguere una giornata di Borsa piuttosto deludente. Per la cronaca, il 13 novembre la Borsa americana toccò il suo minimo storico, e gli indici ripreso gradualmente la risalita, alternando tuttavia fasi di rimbalzo a parentesi ancora drammatiche.

Il termine “venerdì nero” ha invece un significato completamente opposto e ben più specifico. Negli Stati Uniti il Black Friday è infatti il giorno successivo a quello del Ringraziamento. Considerato che quest’ultimo cade sempre il quarto giovedì di novembre, il giorno successivo non può che essere venerdì. Tradizionalmente, è in questo giorno che prende il via lo shopping natalizio e, per quanto non festivo, è una delle tappe commerciali fondamentali nel calendario americano: in questa occasione, infatti, le principali catene della grande distribuzione organizzata predispongono promozioni e sconti spesso irripetibili, contribuendo a un rinvigorimento del proprio fatturato.

Ma da cosa deriva il termine “nero” associato a questa giornata commercialmente così rilevante? Una spiegazione univoca non è possibile trovarla. Secondo alcuni, la motivazione consiste nel fatto che in alcune città americane (soprattutto a Philadelphia), il giorno sarebbe contraddistinto da un traffico stradale piuttosto critico e, pertanto, “nero” dal punto di vista della circolazione. Secondo altri, invece, il termine deriva dal fatto che qualche tempo fa i libri contabili si contraddistinguevano per il colore “nero“, che – in contrapposizione al rosso delle perdite – caratterizzava i guadagni.

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Classe 1982, laureato in economia, specializzato in marketing internazionale, collabora con alcuni dei principali network editoriali italiani. Appassionato di finanza, presta servizi di consulenza editoriale dal 2002.

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