Altra giornata positiva per il Tesoro italiano

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Nuova giornata positiva per il Tesoro italiano, che dopo le buone notizie riscontrate ieri sul fronte dello spread e dei rendimenti, può oggi incassare con soddisfazione la fiducia dei mercati finanziari attraverso la propria asta Btp, con il collocamento che si è chiuso ai nuovi minimi storici sia per quanto concerne la scadenza a 10 anni (rendimento pari al 3,01%) che per quanto attiene la scadenza a 5 anni (rendimento pari all’1,62%). Sul mercato sono inoltre andati 1,75 miliardi di Ccteu con un rendimento che è risultato essere in crescita all’1,38%. Per quanto attiene il rapporto tra la domanda e l’offerta, il Tesoro fa sapere di esser riuscito facilmente a collocare l’ammontare massimo, con 2,75 miliardi di Btp a cinque anni e 3 miliardi di Btp a 10 anni. La domanda è stata pari a 1,38 volte l’offerta per quelli a 5 anni e a 1,32 volte l’offerta per quelli a 10 anni.

Sul fronte dello spread, oggi non si è assistito a ulteriori decrementi degni di nota. Il differenziale tra i rendimenti italiani e quelli tedeschi è comunque stabile intorno a 160 punti base.

In ambito macro, segnaliamo le brutte statistiche provenienti dagli Stati Uniti, dove il Pil è stato dato in contrazione di un punto percentuale nel corso del primo trimestre, con revisione peggiorativa rispetto allo – 0,5% messo in conto dai principali analisti e al dato iniziale che addirittura prevedeva uno sviluppo di 0,1 punti percentuali. La delusione è enorme, soprattutto se si tiene conto che l’economia a stelle e strisce proveniva da un trimestre (quello precedente) che aveva fatto registrare un + 2,6%. In ogni caso, il passo indietro del primo trimestre non sembra aver demoralizzato i più ottimisti, che ritengono che nel corso del secondo trimestre il dato tornerà a correre. In ottica occupazionale, i sussidi per la disoccupazione calano più delle aspettative, con le richieste in flessione di 300 mila unità.

All’interno dell’Eurozona, in Spagna il primo trimestre si è chiuso con un Pil in aumento dello 0,4 per cento rispetto al trimestre precedente.