Giornata positiva per la Borsa italiana

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Con un incremento del listino principale superiore ai 2 punti percentuali, e la soglia dei 22 mila punti del FTSE MIB che si sta finalmente avvicinando, la giornata del 29 aprile si è conclusa con un andamento certamente positivo per la Borsa milanese e per la maggior parte delle piazze finanziarie europee, che al di là del peso negativo della crisi ucraina sta esercitando su mezzo mondo, ha potuto beneficiare delle notizie provenienti dalla voce di Janet Yellen, a capo della Fed (che si sta per apprestare al taglio dei programmi di acquisto dei bond, per un chiaro segnale di miglioramento delle condizioni fondamentali dell’economia USA) e delle scelte di Mario Draghi, a capo della Bce, che sembra frenare sulle politiche di quantitative easing che erano state paventate qualche giorno fa.

Ad ogni modo, per quanto concerne i soli confini italiani, emerge un restringimento ulteriore dello spread tra i Btp e i Bund tedeschi, ora intorno a quota 160 punti, con i titoli di Stato decennali italiani che rendono il 3,11% sul mercato secondario (cioè, su quello non legato alle nuove emissioni). In particolare, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha affermato di aver collocato i 6,5 miliardi di euro complessivi di Btp a cinque e a dieci anni che erano stati offerti in asta in giornata, con tassi di interesse che hanno sfiorato i minimi recenti, pari all’1,84% e al 3,22%. In maniera ancora più dettagliata, il Mef fa sapere che per il titolo a 5 anni sarebbero arrivate delle richieste per 4,5 miliardi di euro (con assegnazione per 3,5 miliardi di euro), mentre sulla scadenza più lunga sarebbero arrivate richieste per 3 miliardi di euro, con un rapporto di copertura pari a 1,3. Sono inoltre stati collocati anche 2,28 miliardi di euro di Ccteu a 5 anni, con un rendimento pari all’1,32%.

Con un piccolo balzo oceanico, ricordiamo ancora come gli investitori siano in attesa dell’esito della due giorni di incontri del Fomc, ovvero l’organismo che decide la politica monetaria della Federal Reserve, l’istituto banchiere federale statunitense. I banichieri centrali americani stanno pensando come portare a termine il più grande programma di stimoli all’economia che gli States abbiano mai programmato, con riduzioni già sensibili nel corso del mese di marzo (55 miliardi di dollari di acquisti di bond, contro i picchi di 85 miliardi di euro toccati precedentemente). Secondo le stime, entro il 30 aprile verrà deliberato un nuovo taglio a quota 45 miliardi…