Giappone, analisi per guidare i prossimi investimenti

Sebbene sul nostro sito concentriamo la prevalente attenzione su quanto accada in casa nostra – e, secondariamente, su quanto succeda oltre Atlantico – è bene non scordare che proprio l’economia e la finanza giapponese possono costituire non solamente un valido esempio parallelo di come gestire situazioni non certamente agevoli, quanto un ottimo bacino per orientare le proprie scelte di investimento. Ma come sta andando l’economia giapponese? E cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi?

Sostanzialmente, l’economia giapponese nella prima metà dell’anno ha registrato una volatilità piuttosto ampia in virtù del rialzo della CT (la tassa sui consumi, o consumption tax) dal 5% all’8%. Sterilizzando tale effetto, ne deriva che il secondo semestre 2014 e il primo semestre 2015, dovrebbero essere contraddistinti da ritmi di crescita sostanzialmente costanti, con variazioni positive, ma lievi, della domanda interna e dell’export (lo yen si accinge a intraprendere una strada di ulteriore deprezzamento). A margine di tutto, è pertanto possibile affermare che l’evoluzione dell’economia giapponese è condizionata fortemente dalle scelte di politica fiscale e tributaria: la crescita più probabile del Pil nipponico dovrebbe aggirarsi intorno all’1% sia per il 2014 che per il 2015.

Per quanto attiene l’inflazione, uno dei grandi spauracchi del Giappone (dove il termine “deflazione” non è certamente una novità), l’indice della variazione dei prezzi dovrebbe rimanere stabilmente in territorio positivo, ma difficilmente sarà in grado di raggiungere l’obiettivo stimato dalla Bank of Japan del 2% entro il 2015. L’offerta di lavoro permane in territorio di debolezza, ma dovrebbe rafforzarsi in seguito alle riforme strutturali che il governo sta approntando (riforme che, tuttavia, non sono corrispondenti a una certa applicazione, e sulle quali vige la massima aleatorietà).

Più sul medio termine, quindi, fino ad almeno il 2016 lo scenario giapponese sarà governato dalle decisioni di politica economica, le quali dovranno essere sufficientemente abili dal traghettare l’economia dell’arcipelago verso uno stadio “normale”. La previsione di crescita di inflazione dovrebbe essere condotta intorno all’1,5% se i piani di crescita della consumption tax rimarranno confermati, e se – come pare – verrà estesa al prossimo biennio la politica monetaria di stimolo quantitativo e qualitativo che la Bank of Japan ebbe modo di introdurre a inizio 2013, con probabile incremento dell’obiettivo per la base monetaria, da attuarsi mediante acquisti più ingenti di JGB a lungo termine.

Non ci resta quindi che rinnovare l’attenzione per quanto accadrà in Giappone nelle prossime settimane: vi terremo informati sulle principali novità. Continuate a seguirci!