George Soros: chi è, patrimonio e come si è arricchito

Chi è George Soros? Qual è il patrimonio di George Soros? Come si è arricchito George Soros? Cosa fa George Soros? Porsi queste domande è più che legittimo. Stiamo parlando di una persona che si dichiara e di fatti, è contro i Governi nazionalisti, ed è stato accusato di aver finanziato e guidato tutti i colpi di Stato avvenuti nell’ultimo quarto di secolo. Viene altresì considerato uno dei maggiori fautori del crollo dell’Unione Sovietica e di aver messo “in ginocchio” interi sistemi economici a causa delle sue “spericolate” speculazioni finanziarie.

Ma a parte questo connotato anti-sistemista, George Soros è altresì rinomato per essere uno dei 30 uomini più ricchi del Mondo. Ripercorriamone dunque la biografia, comprendendo come si sia arricchito e quale sia il suo patrimonio.

George Soros chi è

Chi è George Soros? George Soros è nato a Budapest il 12 agosto 1930 ed è un imprenditore e attivista ungherese naturalizzato statunitense. E’ il Presidente del Soros Fund, dell’Open Society Foundations e fondatore e consigliere del Quantum Group. Sostiene il Partito Democratico americano (la sua fronda liberal) e foraggia i gruppi che si battono per i diritti umanitari. E’ molto interessato alla Filosofia, in particolar modo a Karl Popper. Del quale ha avuto l’onore di esserne alunno.

Originario di una famiglia ebraica, nato nell’Ungheria oppressa dal nazismo, Soros emigra in Inghilterra nel 1947. Laureandosi alla London School of Economics con un master proprio in filosofia. Trova lavoro in varie banche commerciali londinesi, prima di avviare il suo primo hedge fund, il Double Eagle, nel 1969. Gli utili percepiti li reinveste nel Soros Fund Management, il suo secondo hedge fund. E’ stato consulente della Double Eagle, ribattezzata Quantum Fund. Passando da 12 milioni di dollari di attività in gestione alla sua fondazione fino a 25 miliardi di dollari nel 2011. Quindi buona parte del patrimonio netto complessivo di cui vanta.

Soros è passato alla storia anche per essere stato l’uomo che ha sbancato la Banca d’Inghilterra per una speculazione di maggior successo durante il mercoledì nero (16 settembre del 1992). In quella occasione, vendette sterline a pronti contro termine per 10 miliardi di dollari, costringendo così la Bank of England a svalutare la sterlina e guadagnare così in un colpo solo 1,1 miliardi di dollari.

La sua passione e il suo studi filosofici, portarono ad applicare i suoi assunti anche al mercato finanziario. Soros ritiene di aver chiarito fenomeni quali le bolle speculative, l’andamento dei titoli di mercato e le discrepanze di valore utilizzate in borsa.

George Soros sostiene, anche economicamente, le cause progressiste e liberali americane. Foraggiando le loro iniziative tramite la fondazione Open Society Foundations. Dal 1979 al 2011, risulta che abbia donato più di 11 miliardi di dollari. Dati aggiornati al 2017, dicono che le sue donazioni al fine di combattere la povertà, in favore della trasparenza e per elargire borse di studio e università in tutto il mondo, ammontino a 12 miliardi di dollari. George Soros ha altresì svolto un ruolo significativo nel sostenere il passaggio dal comunismo al capitalismo nell’Europa dell’est tra la fine degli anni ’80 ed inizio anni ’90. E ha finanziato massicciamente la creazione della Central European University nella sua città natale Budapest. Il suo attivismo liberal in difesa dell’ordine democratico lo ha reso un acerrimo nemico dei nazionalisti.

George Soros Patrimonio

Qual è il patrimonio di George Soros? A maggio 2017, il suo patrimonio netto risulta essere di 25,2 miliardi di dollari. Il che lo piazza tra le 30 persone più ricche del Mondo secondo Forbes Magazine. Tuttavia, dopo che ha donato una fetta della propria ricchezza in beneficenza, a fine 2017 è risultato scendere al 195° posto nella classifica stilata da Bloomberg. Con un patrimonio netto di 8 miliardi.

La vittoria di Donald Trump non gli ha portato bene: George Soros ha perso quasi 1 miliardo di dollari nelle settimane dopo l’elezione del Tycoon a presidente degli Stati Uniti nel 2016.

George Soros storia

Quali sono le origini di George Soros? George Soros nasce come detto a Budapest, capitale dell’Ungheria, col nome di György Schwartz in una famiglia benestante di origine ebraica. Il padre Theodoro Schwartz faceva di fatti l’avvocato, l’editore, l’investitore ed era ex ufficiale dell’Imperial regio Esercito. Cosa che gli costò la prigionia in Russia durante la prima guerra mondiale. Era anche esperantista. La madre Elizabeth proveniva invece da una famiglia abbiente, proprietaria di un negozio di tessuti in seta. Gli Schwartz non erano ebrei praticanti, anzi sembravano pure sentire disagio per le loro origini. Addirittura, George Soros ha definito la sua famiglia d’origine anti-semita. Ma fu proprio l’antisemitismo crescente nel Regno d’Ungheria, dovuta alla crescente ideologia nazista, che costrinse la famiglia Schwartz a cambiare il proprio cognome in Soros. Parola palindroma che in ungherese significa “successore”, mentre in esperanto “crescerà”.

Nel marzo del 1944, quando Soros ha 13 anni, la Germania nazista occupa l’Ungheria. La sua famiglia riuscì ad acquistare documenti che attestavano che fossero cristiani, consentendo così loro di sopravvivere alla guerra. Sempre nel 1944, all’età di 14 anni, George Soros si presentava come figlioccio di un ungherese cristiano, il signor Tivadar, funzionario del ministero dell’Agricoltura del governo collaborazionista ungherese, che aveva lui stesso una moglie ebrea nascosta. In un’occasione, piuttosto che lasciare solo il ragazzino, il funzionario lo portò con sè mentre faceva l’inventario di una ricca famiglia ebraica. Così facendo, Tivadar non solo salvò la sua famiglia ma anche molti altri ebrei ungheresi. Nel 1945 Soros sopravvisse al tremendo assedio di Budapest, in cui le forze sovietiche e tedesche combatterono ferocemente casa per casa attraversando la città.

Caduto il Nazismo, l’Ungheria passa ad un altro regime: quello sovietico. Nel 1947 Soros riesce ad emigrare in Inghilterra iscrivendosi alla London School of Economics. Qui fu allievo del filosofo Karl Popper, ma contemporaneamente lavorava come facchino ferroviario e come cameriere. Nel 1951 si laureò in Filosofia e nel 1954 prese anche il Master.

Nel 1960 sposò Annaliese Witschak, con cui ha avuto 3 figli: Robert, Andrea e Jonathan. I due però si separeranno e nel 1983 sposò Susan Weber dalla cui unione nacquero Alexander e Gregory. Nel 2008 si sposa per la terza volta con Tamiko Bolton, molto più giovane di lui (aveva 37 anni) con la quale si sposa nel 2013.

George Soros come si è arricchito

Come si è arricchito George Soros? Dopo la laurea Soros non riesce a trovare lavoro, arrivando a fare il commesso viaggiatore per un grossista di souvenir turistici per le località balneari della costa del Galles. Definì questa fase della sua vita come “punto più basso”. Fece tanti lavoretti inviando però al contempo domande di assunzione presso le banche commerciali di Londra, ricevendo solo una o due risposte.

Ad assumerlo di fatti fu la Singer & Friedlander nel 1954 . Ma Soros ammette che forse lo fecero in quanto il direttore responsabile era ungherese come lui. Iniziò come impiegato e poi nel reparto arbitraggio. Fu però un collega, Robert Mayer, a suggerirgli di presentare domanda di assunzione presso la brokerage house di suo padre: la F.M. Mayer di New York. Società che lo assunse nel 1956. Qui si specializzòi nei mercati europei e diventò popolare tra gli investitori per la sua conoscenza della Comunità europea del carbone e dell’acciaio.

Nel 1959 Soros si trasferisce alla Wertheim & Co assumendo il ruolo di analista di titoli europei. Riuscì a mettere da parte 500mila dollari in cinque anni e tornò poi in Inghilterra per continuare a studiare filosofia. Durante questo periodo, Soros sviluppa l’applicazione della teoria della riflessività di Popper ai mercati finanziari, secondo cui i valori di mercato sono spesso guidati dalle idee fallibili dei partecipanti. Quindi, non solo dai fondamentali economici della situazione. Pertanto, in base a cicli di feedback riflessivi, le idee influenzano gli eventi e gli eventi che influenzano le idee. Soros ha inoltre sostenuto che ciò porta a mercati con dinamiche pro-cicliche “virtuose o viziose” di crescita e crollo, in contrasto con le previsioni di equilibrio delle dottrine economiche neoclassiche standard.

Tra il 1963 e il 1973 assume il ruolo di vice-presidente alla Arnhold and S. Bleichroeder. Tuttavia, questa esperienza non lo entusiasma più di tanto anche perché l’introduzione della tassa di equalizzazione degli interessi rese gli affari di intermediazione con l’Europa poco remunerativi. Tra il 1963 e il 1966 approfondisce ancora i suoi studi in Filosofia. Nel 1966 avvia un fondo con 100mila dollari del denaro della società per sperimentare le sue strategie commerciali, al fine di affermarsi come investitore con lo scopo di trarre profitto dalle sue teorie filosofico-economiche.

Nel 1969, assieme con Jim Rogers, crea il fondo di copertura (hedge fund) Double Eagle, con sede a Curaçao, nelle Antille Olandesi. Investendo 4 milioni di dollari di capitale degli investitori, compresi suoi 250mila dollari. Nel 1973, il fondo aveva raccolto 12 milioni di dollari costituendo le fondamenta di quello che sarà il fondo Soros. I due soci hanno incassato ritorni sulla loro quota di capitale iniziale investito, e il 20% di profitti annui.

Nel 1970 Soros fonda la Soros Fund Management diventandone presidente. Al fondo hanno partecipato vari personaggi di spicco dell’epoca, e anche due suoi figli.

Nel 1973 fu costretto a dimettersi dalla gestione del fondo Double Eagle per conflitto d’interessi. Tale fondo fu in seguito rinominato Quantum Fund, con riferimento alla teoria della meccanica quantistica. A quel tempo il valore del fondo era salito a 12 milioni di dollari, solo una piccola parte dei quali erano di proprietà di Soros. Quest’ultimo, insieme al socio Jim Rogers, ampliarono la loro partecipazione reinvestendo i propri introiti. Nel 1981 il fondo era arrivato ad un ammontare pari a 400 milioni di dollari, sebbene una perdita del 22% nello stesso anno e sostanziali rimborsi richiesti da parte degli investitori, lo fecero arrivare alla metà.

A causa delle nuove leggi sulla divulgazione della Securities and Exchange Commission, George Soros nel luglio 2011 ha annunciato di aver restituito tutti i fondi di investitori esterni e reinvestito fondi dal suo patrimonio personale. Il Quantum Fund gli fruttava più del 20% di ritorno di compensi per anno.

Nel 2013 il fondo ha realizzato 5,5 miliardi di dollari, rendendolo ancora una volta l’hedge fund di maggior successo nella storia. In quell’anno, l’ammontare da 1973 del fondo era arrivato a 40 miliardi di dollari.

George Soros riteneva che la posizione del Regno Unito per quanto concerne i tassi di cambio era sfavorevole. In quanto tale tasso, nel meccanismo europeo dei tassi di cambio, risultava essere troppo alto. Pure l’inflazione era troppo elevata (il triplo rispetto a quello del tasso tedesco) e i tassi di interesse britannici finivano per danneggiare i prezzi degli asset. Comunque, il fondo creato da George Soros aveva accumulato un valore totale di 10 miliardi di dollari. Almeno fino a quando, il 16 settembre 1992, decise di mettere tutto in vendita allo scoperto. Approfittando della riluttanza del governo britannico sia ad aumentare i tassi di interesse a livelli paragonabili a quelli di altri paesi del Sistema monetario europeo sia a lasciare fluttuante il tasso di cambio della moneta.

Per fronteggiare questa mossa speculativa, il Regno Unito dovette abbandonare il Sistema monetario europeo, svalutando di fatti la sterlina. Il guadagno che George Soros ha incassato risulta essere oltre 1 miliardo di dollari, al punto di essere soprannominato “l’uomo che sbancò la Banca d’Inghilterra”. Il Tesoro britannico, in effetti, subì una perdita pari a 3,4 miliardi di sterline.

Sempre nel famigerato 16 settembre 1992, dopo l’annuncio che la Bundesbank avrebbe smesso di appoggiare il cambio fisso della lira italiana al marco tedesco, George Soros con altri speculatori, vendette lire allo scoperto, costringendo la Banca d’Italia a svalutare per compensare l’ormai insostenibile sopravvalutazione della moneta. La conseguenza di ciò fu che la lira registrò perdite pari al 30% del proprio valore e dovette uscire dal Sistema monetario europeo.

Dunque, in un solo giorno, George Soros fu capace di sbancare due banche centrali europee: la banca d’Inghilterra e la nostra Banca d’Italia.

George Soros e la condanna per insider trading sulla Société Générale

Correva l’anno 1988, quando a George Soros venne richiesto di partecipare a un cambiamento di gestione di una banca francese. Se in principio rifiutò di partecipare all’offerta, di seguito acquistò una quota relativamente piccola di azioni dell’istituto finanziario. Quattordici anni dopo, nel 2002, una corte francese lo condannò per insider trading e lo multò di 2 milioni di dollari. Soros negò ogni responsabilità, sostenendo invece che la notizia del cambiamento di gestione era invece pubblica. Dopo vari ricorsi, è stato condannato da un tribunale francese nel 2006 a pagare una penale di 2,3 milioni di dollari.

Ma come andarono le cose? Nel 1988 George Soros venne contattato dal finanziere francese Georges Pébereau, che gli chiese di partecipare alla riunione di un gruppo di investitori al fine di acquistare un gran numero di azioni della Société Générale. Quest’ultima era la principale banca francese in via di privatizzazione per volere del nuovo governo di centro-destra guidato da Jacques Chirac. Che avvicendava quelli socialista a guida di Francois Mitterand. Soros decise di non partecipare alla cordata, decidendo di andare avanti da solo con la sua strategia di accumulazione di azioni in quattro società francesi: Société Générale, Suez, Paribas e Compagnie Générale d’Électricité. L’anno seguente, la Commission des Opérations de Bourse (COB), che si occupa di vigilare la regolamentazione delle borse francesi, condusse un’indagine per capire se l’operazione di Soros in Société Générale dovesse essere considerata un caso di insider trading. In realtà, George Soros effettivamente non aveva ricevuto alcuna informazione di vantaggio dalla Société Générale. Ne’ aveva ealcuna conoscenza interna all’organizzazione. Era solo a conoscenza che un gruppo di investitori stava progettando un tentativo di acquisizione.

Inizialmente, le prime inchieste non hanno trovato alcuna responsabilità a Soros e di fatto non sono state formulate accuse. Tuttavia, come visto, il caso fu riaperto qualche anno dopo fino alla condanna definitiva del 14 giugno 2006, con una ammenda di 940.000 euro. Soros si è sempre professato innocente. Nel dicembre 2006 ha fatto anche appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo per vari motivi, anche per il fatto che il processo sia stato mosso dopo ben 14 anni. Il tribunale ha dichiarato ammissibile il ricorso, respingendolo poi nei meriti nell’ottobre 2011 con una decisione per 4 contro 3, confermando l’accusa di insider trading nei suoi confronti.

George Soros teorie

Quali sono le teorie formulate da George Soros? Abbiamo detto che uno dei suoi grandi meriti è di aver applicato la Filosofia ai mercati finanziari. Le sue opere si concentrano principalmente sul concetto di riflessività, secondo cui i pregiudizi degli individui entrano nelle transazioni di mercato, potenzialmente modificando i fondamenti dell’economia. Soros sostiene che principi diversi si applichino nei mercati a seconda che siano “vicino all’equilibrio” o “lontano dallo stato di equilibrio”. Ritiene che, quando i mercati sono in crescita o crollano repentinamente, si caratterizzano per squilibri piuttosto che da equilibri. Mentre la teoria economica convenzionale del mercato (la cosiddetta ipotesi di mercato efficace) non si applica in queste situazioni.

George Soros ha diffuso i concetti di “disequilibrio dinamico”, “disequilibrio statico” e condizioni “vicino all’equilibrio”. Il suo concetto di riflessività, che a suo dire ha fatto la sua fortuna, si basa su 3 fondamenti principali:

  • La riflessività si osserva meglio in condizioni particolari in cui il pregiudizio degli investitori cresce e si diffonde in tutta l’arena di investimento. Ci sono fattori che in particolare consentono il verificarsi di ciò, come la leva finanziaria e le abitudini degli speculatori trend-following (conosciuto anche come comportamento del gregge)
  • La riflessività risulta essere intermittente giacché è più probabile che si possa verificare in precise condizioni. Vale a dire, il carattere del processo di equilibrio è meglio considerato in termini di probabilità
  • L’osservazione degli investitori e la loro partecipazione ai mercati dei capitali possono talvolta influenzare le valutazioni e le condizioni o i risultati fondamentali

Volendo applicare al mondo reale le sue teorie, possiamo dire che un esempio di riflessività nei mercati finanziari moderni è quello del debito e del patrimonio netto dei mercati immobiliari. I finanziatori hanno iniziato ad avere più soldi a disposizione negli anni ’90 per comprare case. Più persone hanno acquistato case avendo a disposizione maggiore quantità di denaro, aumentando di fatto i prezzi delle abitazioni (nella più classica teoria economica, che vuole che più aumenta la domanda di un bene, più ne aumenta il prezzo). I finanziatori, esaminando i loro bilanci, non solo hanno visto che avevano fatto più prestiti, ma che i prestiti a sostegno dei prestiti – il valore delle case – erano pure aumentati. Proprio in virtù del fatto che più soldi stavano inseguendo la stessa quantità di alloggi.

Si è così innescato un meccanismo tramite il quale hanno finito per prestare ancora più soldi, giacché i loro bilanci apparivano buoni e i prezzi sono saliti pertanto ancora di più. Il fenomeno si è ulteriormente ingigantito a causa delle politiche pubbliche. Infatti, in America i prestiti finalizzati all’acquisto di case sono stati garantiti dal governo federale. Del resto, tanti governi vedevano nella proprietà della casa un risultato positivo, un indicatore di stabilità e benessere. Innescando sovvenzioni per chi acquistava la prima casa e altre forme di sussidio finanziario. Si pensi all’esenzione delle tasse sulla prima casa (cosa che fece anche il Governo Berlusconi nel 2008 abolendo l’Ici, ma di fatto privando così i Comuni di un importante fonte di entrata). E ciò ha ulteriormente sollecitato gli acquisti di case, portando ad ulteriori aumenti dei prezzi e ulteriore rilassamento degli standard di prestito.

Il suo concetto di riflessività applicato all’economia cerca di spiegare perché i mercati che si muovono da uno stato di equilibrio ad un altro tendono a non andare a segno. Le sue teorie sono state inizialmente snobbate dagli economisti. Come del resto succede per tutte le novità, in tutti i campi. Tuttavia, sono state rivalutate dopo il collasso finanziario del 2008, finendo anche sul prestigioso Journal of Economic Methodology.

La sua teoria della riflessività fornisce di fatti una spiegazione alle teorie di economia della complessità, sviluppate presso il Santa Fe Institute. Sebbene, George Soros non abbia pubblicato le sue opinioni nel momento in cui la disciplina venne originariamente sviluppata negli anni ’80.

La sua teoria della riflessività è stata anche accostata alla politica. Egli ritiene che mentre le più grandi minacce alla “società aperta” in passato venivano da ideologie criminali come comunismo e fascismo (proprio come teorizzato dal suo mentore e insegnante Karl Popper), oggi la più grande minaccia perviene dal fondamentalismo dei mercati finanziari.

George Soros ritiene che il dominio contemporaneo della politica mondiale e del commercio mondiale da parte degli Stati Uniti è anch’esso un fenomeno di tipo riflessivo, visto che il successo della coercizione militare e finanziaria si auto-alimenta. E incoraggiare applicazioni sempre più intense delle stesse politiche fino al punto in cui finiranno per essere insostenibili.

George Soros ritiene ancora che il contemporaneo sistema di speculazione finanziaria pregiudica il sano sviluppo economico in molti paesi in via di sviluppo. E suggerisce che molti dei problemi mondiali derivino dai fallimenti dello stesso fondamentalismo dei mercati. E forse ciò lo spinge a finanziare e sostenere ogni attività che porti una maggiore democratizzazione dei sistemi politici mondiali. Soros distingue l’essere un semplice partecipante al mercato dal lavorare per cambiare le regole del mercato stesso. Lui ha dimostrato di appartenere al secondo gruppo.

George Soros previsioni

George Soros ha anche avanzato delle previsioni. Nel libro The New Paradigm for Financial Markets (pubblicato a maggio 2008) descrive una “super-bolla” che si è sviluppato nei precedenti 25 anni ed è pronta ad esplodere. Insomma, ha predetto la crisi finanziaria del 2008. Il terzo libro nel quale risce a predire un crac finanziario. Gli altri due libri visionari sono “L’Alchimia delle finanze” (pubblicato nel 1987) e “La crisi del capitalismo globale” (pubblicato nel 1998).

Nel mese di febbraio 2009, George Soros ha affermato che il sistema finanziario mondiale era di fatto disintegrato, aggiungendo che non c’era prospettiva di una risoluzione a breve termine della crisi.

Nel gennaio 2016, in un forum economico tenutosi in quel di Sri Lanka, Soros ha previsto una nuova crisi finanziaria simile a quella del 2008 dovuta allo stato dei mercati monetari, dei mercati globali delle merci, nonché al crollo dello yuan cinese. Ha ammesso in quella occasione che quando guarda ai mercati finanziari, vede una sfida molto simile a quella del 2008.

George Soros attività filantropiche

Quali sono le attività filantropiche di George Soros? In tal senso, è stato attivo fin dagli anni ’70, quando ha iniziato a fornire fondi per aiutare gli studenti neri a frequentare l’Università di Città del Capo nel Sud Africa dell’apartheid. Ma anche finanziando movimenti e dissidenti nella parte est comunista d’Europa.

Questi sforzi, soprattutto nell’Europa centrale e orientale, si verificano principalmente tramite la Open Society Foundations (inizialmente denominata Open Society Institute o OSI) e le Fondazioni nazionali di Soros. Nel 2003, PBS ha stimato che esse abbiano elargito un totale di 4 miliardi di dollari. L’OSI, invece, asserisce che egli abbia speso circa 500 milioni di dollari l’anno negli ultimi anni.

La rivista Time nel 2007 ha citato due progetti: 100 milioni di dollari verso le infrastrutture Internet per le università regionali russe e 50 milioni di dollari per la Millennium Promise con lo scopo di eliminare la povertà estrema in Africa. Stimando che egli abbia elargito altresì 742 milioni di dollari ai progetti negli Stati Uniti, per un totale di oltre 7 miliardi di dollari.

Ancora, si stima che nel 2006 abbia impegnato 50 milioni di dollari alla Millennium Promise, guidata dall’economista Jeffrey Sachs per fornire aiuti educativi, agricoli e medici in favore dei villaggi in Africa.

Altri progetti riguardano sostegni a scienziati e università sempre nell’Europa centrale e orientale, aiutando altresì i civili durante l’assedio di Sarajevo e finanziando la Transparency International. Soros haelargito 420 milioni di euro alla Central European University (CEU). Anche il vincitore del Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus e la sua banca di microfinanza Grameen Bank hanno ricevuto il sostegno dall’OSI.

Secondo il National Review Online, l’Open Society Institute ha elargito nel 2002 20mila dollari al Comitato di Difesa di Lynne Stewart, l’avvocato che ha difeso in tribunali imputati controversi, poveri e spesso impopolari, condannato a sua volta a 2 anni di carcere con l’accusa di aver “fornito sostegno materiale per una cospirazione terroristica”

La Open Society Foundations è attiva in oltre 60 paesi del mondo, investendo circa 600 milioni di dollari l’anno.

Critiche a George Soros

Dato il suo potere finanziario, George Soros subisce ovviamente anche pesanti critiche. Per molti, infatti, il magnate ungherese eserciterebbe infatti un’irregolare influenza sui mercati valutari a causa del suo Quantum Fund. Esso, come altri Hedge fund di rilevante importanza, ha la propria sede sociale in un paradiso fiscale. Come detto a Curaçao, nelle Antille Olandesi.

Nel 1997, nel corso della pesante crisi finanziaria che colpì i mercati asiatici, il primo ministro della Malesia, Mahathir bin Mpesaohamad, lo accusò di utilizzare la ricchezza sotto il suo controllo per punire la decisione dell’ASEAN di accogliere il Myanmar come stato membro. Mahathir fece anche riferimento alle origini ebraiche di Soros, con dichiarazioni antisemite.

George Soros si è difeso ricordando come già ad inizio 1997 era già chiaro al Soros Fund Management che la discrepanza tra il conto commerciale e il conto capitale stava diventando insostenibile. E così loro decisero di vendere allo scoperto il baht thailandese e il ringgit malese in quel periodo con scadenze che andavano dai 6 mesi ad un anno. E ritiene che l’accusa di aver provocato egli la crisi sia infondata, dato che il suo fondo non vendeva la moneta durante o diversi mesi prima della crisi. Ed essi erano acquirenti quando le valute cominciarono a diminuire. Loro stavano acquistando ringgit per realizzare i profitti sulla loro precedente speculazione.

Ma a quanto pare questa giustificazione non convinse molto, dato che un paio di anni dopo l’economista Paul Krugman ha ritenuto lo stesso Soros come fautore della crisi finanziaria asiatica. Ritenendo che gente come lui faccia del proprio meglio per innescare tale crisi per divertimento e profitto. Definendo tali personaggi col termine dispreggiativo ‘Soroi’.

Soros, per rispondere alle tante accuse di essere personalmente responsabile di molteplici disastri finanziari, ha risposto ironicamente: “Nella veste di operatore di mercato non mi si richiede di preoccuparmi delle conseguenze delle mie operazioni finanziarie”. Un modo implicito per riconoscere il suo ruolo pesante nelle crisi finanziarie partite negli anni ‘90 in Thailandia o Gran Bretagna. O la sua mano speculatrice nella caduta dei regimi comunisti dell’Est Europa.

Quanto a quest’ultimo punto, secondo diverse testate internazionali, dall’inizio degli anni ‘80 avrebbe finanziato con milioni di dollari le organizzazioni democratiche dell’ex blocco sovietico, così da minare le basi di una già fragile Urss e favorire l’ascesa dei movimenti anticomunisti. Ed ecco che ha elargito fondi a Solidarność, in Polonia, finanziato in funzione anticomunista anche dal Vaticano, e a Charta 77 in Cecoslovacchia. I finanziamenti sono continuati anche dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, negli anni 2000. Non a caso, George Soros viene considerato nemico dal Presidente russo Vladimir Putin, che ha fatto dichiarare come “indesiderate” alcune ong da lui finanziate e a lui direttamente collegate. O con cui avrebbe collaborato, tra cui anche la Ong che si batte per i diritti umani Amnesty International. Soros viene anche accusato, come riportò il New York Times nel 2004, di aver finanziato i movimenti anticomunisti durante la Rivoluzione delle Rose del 2003, in Georgia, e la successiva presidenza di Mikheil Saak’ashvili.

Non mancano attribuite a George Soros anche teorie complottiste, che lo porrebbero alla stregua della famiglia Rothschild. Il che li mette insieme nel cosiddetto complotto giudaico. Tra le accuse rivoltegli, i finanziamenti a gruppi dissidenti come le Femen e le Pussy Riot in Russia, la rivoluzione arancione in Ucraina, la primavera araba, il movimento verde in Iran. Secondo i complottisti, a Soros in realtà non interesserebbe il risvolto democratico nei rispettivi paesi, quanto la possibilità di speculare dalle conseguenti crisi politiche delle sue azioni.

Sul portale Reddit, nella sezione Conspiracy, si dice tanto male di lui. C’è chi scrive che sia «un burattino miliardario della famiglia Rothschild che destabilizza intere nazioni finanziando programmi destinati alla “giustizia sociale” e corrompendo politici». O chi lo definisce addirittura “cugino del diavolo” perché « inanzia ogni causa spregevole a cui puoi pensare e lo fa in nome del denaro e dell’influenza globale».

George Soros combattuto dalla sua stessa Ungheria

Ma è la sua stessa terra d’origine, l’Ungheria, a fargli la guerra. D’altronde è guidata da Viktor Orbán, apertamente nazionalista. Lo scorso settembre, il parlamento ungherese è arrivato perfino ad approvare la cosiddetta “Legge Soros”, con tanto di campagna contro il miliardario. Si paventa all’orizzonte la chiusura dell’università da lui finanziata. Progetto nel quale si collocano anche le leggi restrittive nei confronti dei media, nel 2011, e i piani per estromettere proprio le ong di Soros, considerate le responsabili del flusso di immigrati arrivati nel Paese nel 2015.

Ma diffidenza nei confronti di Soros a parte, nella sua Università ci si occupa di diritti umani, di diseguaglianze, di diritto costituzionale, che è critica del nazionalismo. Ѐ un posto dove si offrono generose borse di studio a studenti di origine rom, che così possono accedere a un’istruzione che non potrebbero altrimenti permettersi, o dove si offrono gratuitamente corsi per i rifugiati arrivati in Ungheria. Paradossalmente, lo stesso Premier Orbán beneficò di una borsa di studio a Oxford nel 1989. e sempre Orban militava nell’anticomunista e liberale Alleanza dei Giovani Democratici, embrione del futuro suo partito Fidesz, anch’essa finanziata da George Soros. Ma ora che al potere c’è proprio Orban, Soros è visto come una minaccia da scalzare.

Soros Vs Trump

George Soros come detto è molto vicino agli ambienti democratici, e viene considerato un nemico dei repubblicani. Strano a dirsi, essendo lui plurimiliardario. Ma si sa, il confine che separa Partito democratico e quello Repubblicano è molto sottile. Avrebbe remato contro George Bush e ora lo farebbe contro Donald Trump. Secondo personaggi ultracomplottisti come Alex Jones, capo del sito InfoWars, al momento è in corso uno scontro tra l’americanità genuina rappresentata da Donald Trump e un’oscura cabala di miliardari internazionali capeggiati da Soros e intenzionati a prendere il potere negli Stati Uniti. Il Daily Beast ha calcolato che, secondo InfoWars, soltanto nel 2017 Soros è già riuscito a portare sotto il suo controllo 183 organizzazioni e 12 individui diversi. Soros è accusato di condurre la sua campagna con mezzi scorretti. Ci sarebbe lui dietro le migliaia di manifestanti che hanno protestato negli ultimi mesi contro Trump. Ovviamente pagandoli. Ma non ci sono prove a riguardo, come per tutte le altre accuse cospirazioniste rivoltegli.

Soros punta all’Italia?

Da alcuni mesi circola l’idea che George Soros starebbe puntando anche al nostro Paese. Motivo? Dove c’è incertezza politica ed economica, dove c’è instabilità, lui è pronto a specularci. E chi meglio dell’Italia, Paese dalle tante ricchezze perennemente mal sfruttate, che vive di altrettanta perenne instabilità politica? Negli ultimi 5 anni ha cambiato 4 governi: Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. A ciò si sommano le condizioni economiche del Paese e il conflittuale rapporto con l’Unione europea sul tema del debito pubblico e del rispetto dei parametri. Senza trascurare il fatto che la vulnerabilità del sistema industriale nazionale ha permesso a tanti gruppi di portata globale di fare acquisizioni a prezzi a volte vantaggiosi. Non dimentichiamoci poi la crisi di tanti istituti bancari, come la storica Mps, le locali banche popolari venete, gli esuberi di Unicredit. Ovviamente, Soros non sta operando in prima persona in questa analisi del sistema-Paese. Ma ha dato l’incarico di farlo a Shanin Vallée, da maggio 2015 senior economist per il Soros Fund e in precedenza consigliere economico del ministero dell’Economia francese. Dal giugno del 2012 è poi advisor economico dell’ex presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Vallée, che sta studiando per un Ph. D. all’Istituto europeo della London School of Economics. Nel suo curriculum Vallée conta pure il fatto di essere ricercatore per Bruegel, il comitato di analisi delle politiche economiche nato a Bruxelles nel 2005 e presieduto all’inizio dall’ex premier italiano Mario Monti.

Shanin Vallée si troverebbe a Roma, pronto a completare il suo articolato report sul mercato italiano. Sarà meritevole di speculazioni da parte del magnate ungherese?

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