GBP/USD: il cambio balla sulle note di Brexit e dei dialoghi Cina-USA

Il cambio tra sterlina inglese e dollaro americano sta vivendo un momento molto particolare. Sia l’economia del Regno Unito che quella statunitense stanno infatti attraversando degli scossoni non da poco: da una parte Theresa May sembra essere più lontana che mai dalla conclusione dei negoziati sulla Brexit. Dall’altra parte Donald Trump ha nuovamente puntato il dito contro la Cina, riaprendo una possibile guerra dei dazi e rendendo necessario rinegoziare gli accordi presi fino a questo momento.

Brexit da una parte, ed i dialoghi tra Cina e Stati Uniti dall’altra, sono i due fattori macroeconomici più importanti che muovono in questo momento il cambio GBP/USD. Per questo vogliamo concentrarci sull’analisi dello scenario attuale e sulle prospettive che il rapporto tra le due valute ha in questo momento.

Nuovi fallimenti nell’addio all’Europa

Il Regno Unito, dal suo canto, ha molto a cui pensare. L’addio sancito con referendum all’Unione Europea non sta infatti dando i risultati sperati: prima di tutto, non sta dando risultati nell’addio all’UE vero e proprio. Il dialogo interno continua a vedere i partiti contrapposti, con la premier inglese che comunque rimane ferma sull’idea di non voler portare nuovamente la nazione al voto. Questo l’ha costretta a dare l’annuncio ufficiale: il Regno Unito parteciperà alle prossime elezioni europee.

L’annuncio ha destabilizzato tanto l’opinione pubblica quanto i mercati. Il referendum su Brexit si è tenuto nel 2016, ma in tre anni i passi in avanti sono stati pressoché nulli. Malgrado si tratti costantemente dell’argomento più caldo dell’agenda politica britannica, non si riesce a trovare un accordo interno.

Questa situazione si riflette anche all’esterno, con l’Unione Europea che non fa alcun passo in avanti verso la nazione uscente. I dialoghi fino a questo momento sono tutti falliti, ed è prevista una data di scadenza ferrea per la questione: a fine ottobre, infatti, l’Unione sancirà unilateralmente l’abbandono del Regno Unito senza un accordo tra le due parti. Un no-deal sarebbe davvero preoccupante per l’economia inglese.

Al momento non sembrano esserci grandi prospettive da questo punto di vista. Theresa May si dice comunque determinata a risolvere la situazione entro il 2 luglio prossimo, data in cui si insedierà il nuovo Parlamento Europeo. Nel frattempo, la vicinanza delle elezioni sta dando ulteriore spinta alla distanza tra le differenti posizioni presenti nell’emiciclo britannico riguardo al tema.

Scintille importanti tra Cina e Stati Uniti

Dall’altra parte dell’Atlantico la Casa Bianca continua ad essere ai ferri corti con Pechino. Il Presidente USA Donald Trump ha accusato la Cina di violare quotidianamente l’accordo bilaterale raggiunto nel corso del tempo con il dialogo tra le parti. I cinesi non starebbero rispettando la proprietà intellettuale, forzando anche le aziende americane che vogliono lavorare sul territorio a condividere i loro progressi tecnologici. Queste minacce alla salute delle imprese statunitensi hanno portato il Presidente Trump ad annunciare nuovi dazi per 200 miliardi di dollari, portando dal 10% al 25% l’aliquota sui beni già oggetto delle misure precedenti.

Adesso ovviamente ci si aspetta una contromisura da parte di Xi Jinping, il Premier cinese che ha già risposto in passato, colpo su colpo, ai dazi doganali imposti dagli Stati Uniti. Probabilmente, come in passato, verranno prese misure pari a quelle americane in modo da bilanciare i due lati dell’equazione. Nel frattempo è previsto che il Vice Presidente cinese faccia visita a Washington nelle prossime settimane per accordare delle nuove misure commerciali. Di certo questo pugno di ferro lascia incerti i mercati, con il dollaro americano che in questi giorni ha faticato contro le principali valute.

Uno scenario interessante

Il cambio tra dollaro e sterlina non può fare a meno di essere condizionato da questi eventi. Sicuramente qualsiasi aggiornamento da entrambi i fronti avrà un impatto notevole sull’andamento del loro rapporto di forza. Attualmente il valore del cambio da tre mesi a questa parte indica un sostanziale bilanciamento dell’andamento economico.

Nell’ultima settimana si è sicuramente assistito ad una ripresa del dollaro, che ha fatto segnare guadagni quotidiani ai danni della sterlina; in questo, però, non gioca un ruolo importante solo la macroeconomia. L’analisi tecnica del grafico rivela infatti che questa correzione si trova allineata con l’oscillazione del cambio tra 1,27 ed 1,32 sterline per dollaro americano, fascia in cui il cambio persiste ormai da mesi.

Per avere maggiori indicazioni su quali saranno i risvolti dovremo attendere dapprima le prossime settimane, quando da Washington giungeranno aggiornamenti sulle negoziazioni con la Cina. Allo stesso tempo il 2 luglio è ormai segnata come data di riferimento per Brexit. Nel frattempo possiamo soltanto basarci sui segnali del calendario economico per capire quanto le due economie stiano scontando gli effetti dei loro complicati rapporti con la politica estera.

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