Furto di Bitcoin a danno di utenti Coinbase tramite Visa: i precedenti e come evitarli

Quando parliamo di Exchange, rammentiamo sempre di non trattenere le criptovalute sui Wallet delle piattaforme, in quanto gli utenti rischiano di subire furti da parte di Hacker o di perdere comunque i propri criptoaveri a causa del fallimento delle società private che li gestiscono. Meglio custodirli in wallet off line, da scaricare sul proprio dispositivo, sottoforma di pennette o cartacei. Poi in seguito vedremo come.

Infatti, la seppur recente cronaca relativa alle criptovalute, ci ha già raccontato più volte di furti di monete digitali a danno degli Exchange. Spesso anche molto pesanti. L’ultimo caso è quello di Coincheck, Exchange giapponese tra i più importanti del Sol Levante, sul quale sono stati rubati somme ingenti della criptovaluta NEM. Superando così anche il record del furto subito dall’Exchange cinese Mt Gox nel 2014. Ovviamente ogni furto non è solo un danno per gli utenti degli Exchange, ma anche per il Bitcoin stesso e le criptovalute in generale. Che ad ogni ingente furto finisce per perdere quota in Borsa e credibilità. Per la gioia di Banche e governi, che non aspettano altro per screditare le monete digitali. Un po’ come fanno i partiti tradizionali ad ogni minimo passo falso del M5S.

In questi giorni, ad essere colpito è stato l’importante Exchange americano Coinbase. Sebbene il furto sia avvenuto tramite le carte Visa dei suoi utenti. Infatti è nata anche una polemica tra le due parti e un reciproco scambio di accuse. Ecco cosa è accaduto e gli altri precedenti furti.

Sommario

Coinbase avvisa su Twitter: “Prelievi non autorizzati su alcune carte Visa”

In data 16 febbraio, uno dei più importanti Exchange del Mondo, l’americano Coinbase, ha pubblicato una serie di messaggi sul proprio Twitter ammettendo che sono stati inavvertitamente effettuati degli addebiti multipli e non autorizzati nei confronti di alcuni utenti. Tuttavia, Il problema interesserebbe soltanto chi ha fatto acquisti di Bitcoin tramite il proprio conto Coinbase mediante carta di credito Visa. L’ammissione da parte di Coinbase è giunto solo dopo che vari utenti avevano denunciato ciò sul noto portale Reddit e su Twitter stesso.

L’Exchange americano che vanta quasi 12 milioni di clienti in tutto il Mondo (o comunque ben 31 Paesi), ha però rifiutato di dare il numero esatto di utenti coinvoltinella vicenda. Tuttavia, ha assicurato che “garantirà che ogni cliente interessato dal furto sarà rimborsato per intero per qualsiasi addebito errato”. Stando a quanto rilasciato in una intervista da Dan Romero, VP e GM di Coinbase, sul tech magazine Tech Crunch, “il problema è derivato da una recente decisione delle banche e delle società emittenti di carte di cambiare il Merchant Category Code (MCC) per gli acquisti di valuta digitale. Visa – ha spiegato – ha modificato l’MCC per gli acquisti di valuta digitale con un codice che consente alle grandi banche e agli emittenti di carte di addebitare ai consumatori commissioni aggiuntive”.

Dunque, ecco lo scaricabarili di cui parlavamo prima. Coinbase sembra stia dando tra le righe la colpa principale al circuito Visa. Che però, come vedremo, rispedisce l’accusa al mittente.

Visa respinge accuse di Coinbase

Visa non ci sta e afferma in una intervista all’autorevole quotidiano economico americano Financial Times che “non ha apportato alcuna modifica ai sistemi tale da comportare le doppie transazioni a cui si fa riferimento”. I responsabili Visa poi lanciano una frecciatina allo Stesso Exchange americano Coinbase, affermando che in realtà non risulta loro un altro problema del genere a danno di altri esercizi. Lasciando intendere che il problema si ascrivile al solo Coinbase.

Il caso però non è partito da poco. Sul sito Reddit le prime denunce risalgono a due settimane fa, ma nelle ultime ore lsono aumentate drasticamente, sia lì che su Twitter. Su Reddit si contano decine di post che denunciano addebiti non autorizzati sulla propria carta Visa. Tra i tanti, prendiamo il caso di un utente che racconta di aver acquistato Bitcoin, Ether e Litecoin per un totale di 300 dollari il 9 febbraio. Pochi giorni dopo, però, le transazioni sono state ripetute 5 volte per un totale di 1.500 dollari. E non certo effettuate dallo stesso. Transazioni che gli hanno consumato il conto corrente bancario.

Ecco perché diciamo che è meglio usare gli Exchange solo per fare cambi valuta, e spostare subito le proprie criptovalute su sistemi più sicuri. Come quelli che vedremo. Evitate poi di collegarci carte, facili prede degli Hacker. Non sono le criptovalute ad essere insicure, ma i sistemi che si usano per specularci. Un po’ come accade con i Broker. Un conto è affidarsi ai Broker che vantino regolare licenza CONSOB, massima autorità italiana di vigilanza sui mercati finanziari. Un conto è utilizzare piattaforme per il trading online che millantano facili e veloci guadagni con software automatici, senza spiegare come funzionano realmente. Per poi scoprire di aver perso pure i soldi messi inizialmente per iscriversi al sistema. E anche dopo aver denunciato il tutto, è difficile recuperare i soldi in quanto le società che gestiscono queste piattaforme hanno la propria sede nei Paradisi fiscali. E sono gestiti tramite scatole cinesi che si perdono in mille rivoli. Fate dunque attenzione ai Broker che usate per fare trading online sulle criptovalute e non solo.

Coinbase cos’è e come funziona

Coinbase storia

Ma cerchiamo di conoscere meglio il protagonista, suo malgrado, di questa vicenda: l’Exchange Coinbase. Si tratta di una piattaforma con sede a San Francisco, in California. È possibile commerciare sia Bitcoin (₿) che Ethereum (Ξ) e Litecoin (Ł) e numerosi altri asset digitali con valute fiat in tutto il mondo. Questo Exchange è stato fondato nel giugno 2012 da Brian Armstrong e Fred Ehrsame e già nel 2013 vantava più di 630.000 clienti, diventati nel 2017 quasi 12 milioni (11,5 nel momento in cui scriviamo). Distribuiti in ben 32 Paesi diversi.

Coinbase nel 2013 ha ricevuto 25 milioni di dollari versati da Andreessen Horowitz, una delle più famose società di investimento di capitale al mondo. Oggi questo Exchange è valutato più di 1.6 miliardi di dollari e insieme a Gdax, l’exchange più grande nel settore delle criptovalute, ha un volume di scambi che supera i 50 miliardi di dollari.

Nel maggio 2013 ha beneficiato di un finanziamento pari a 5 milioni di dollari da parte della società di capitale di rischio Union Square Ventures.

La storia di Coinbase è un crescendo di servizi appannaggio dei clienti: nel 2013 ha lanciato la possibilità di acquistare Bitcoin tramite conto corrente bancario. Mentre nel 2014 ha rilevato il blockchain explorer Blockr e l’azienda di web bookmarking Kippt. Nello stesso anno, la società ha stretto una partnership con le piattaforme Overstock, Dell, Expedia, Dish Network, Time Inc. Stripe, Braintree e PayPal. Cosicché esse usino il Bitcoin come valuta per le transazioni.

Un’ulteriore finanziamento ingente Coinbase lo beneficiò nel gennaio 2015, quando ricevette ben 75 milioni di dollari da parte di vari gruppi finanziari. Come Draper Fisher Jurvetson, The New York Stock Exchange, USAA. Nello stesso anno ha lanciato un Exchange per i trader: Coinbase Exchange.

Sempre nel 2015 Coinbase viene lanciato nel ricco mercato canadese, mentre nel 2016 arrivò secondo nella Top 100 most influence Blockchain organization di Richtopia. Nel 2016 Coinbase ottenne due importanti licenze da parte del Dipartimento dei Servizi Finanziari di New York (DFS per poter operare in Bitcoin, Ethereum e Litecoin nella Grande mela.

Verso la fine del 2017, Coinbase ha previsto l’acquisto immediato delle tre criprovalute tramite conto corrente bancario. Ma per la sola America. Infatti, prima chi acquistava in Bitcoin Ethereum o Litecoin doveva aspettare alcuni giorni prima di poterli ricevere in monete digitali.

Coinbase come funziona

Come funziona Coinbase? Innanzitutto, occorre specificare che questo Exchange è completamente gratuito, prevedendo solo una commissione su ogni transazione effettivamente avvenuta. La piattaforma è suddivisa in 3 parti:

  • area per i venditori
  • area per gli operatori finanziari
  • area dedicata agli sviluppatori

Per registrarsi è molto semplice. Basta andare nella Home page di Coinbase ed cliccare sul tasto registrati. È possibile anche inserire semplicemente l’indirizzo email all’interno della home page per iniziare.

Dopo aver inserito i propri dati, occorrerào “verificare” il proprio conto, inserendo tutti i vari documenti all’interno della piattaforma, quali:

  • Carta identità
  • Passaporto
  • Patente

Per quanto sia semplice registrarsi, comunque Coinbase segue l’utente in tutto il processo di registrazione.

Acquistare Bitcoin, Ethereum e Litecoin su Coinbase

Per ora sono solo tre le criptovalute previste su Coinbase. Sebbene, s tratta delle prime due per volume di transazioni e di un’altra criptovaluta che si attesta tra il quarto e il quinto posto: Litecoin. Il primo Fork del Bitcoin. Una volta verificato il proprio account, è possibile acquistare una delle tre monete digitali. Per fare ciò, occorrerà aggiungere un metodo di pagamento tra cui:

  • Carta di Credito
  • Conto Bancario

Per acquistare Bitcoin, Ethereum o Litecoin basterà recarsi all’interno del menu in alto e cliccare su Acquista/Vendi. Poi occorrerà inserire l’importo in euro che si desidera acquistare. Fatto ciò, basta cliccare sul pulsante blu “Acquista subito”. Il sito pone dei limiti per gli acquisti di criptovalute, che possono essere aumentati recandosi su “Increase limits”.

Coinbase dà anche la possibilità di vendere le criptovalute acquistare, così da ottenere un guadagno. Per poter vendere, basterà recarsi nel menu in alto Acquista/Vendi (Buy/Sell) e poi selezionare SELL. Dopo, basterà inserire l’importo da convertire da Bitcoin in Euro, cliccando sul pulsante azzurro “VENDI SUBITO BITCOIN”. Infine, ci toccherà confermare la transazione.

Dopo aver convertito i Bitcoin in Euro, occorrerà prelevare gli euro all’interno del proprio conto corrente bancario. Recandosi sul menu in alto e cliccando su Accounts, in basso sarà possibile trovare il portafoglio in euro e cliccare su Withdraw.

Al fine di prelevare, sarà importante prima aver inserito e verificato il proprio conto corrente bancario. Se non lo abbiamo fatto in precedenza, dobbiamo cliccare su “Verify your Bank Account”.

Giunti in questa fase, dovremo inserire i nostri dati del conto corrente bancario. I quali vanno verificati, dopodiché potremo finalmente prelevare direttamente dal nostro conto le somme convenute.

Come inviare e ricevere bitcoin, ethereum, litecoin tramite Coinbase

Ovviamente, come ogni Exchange serio che si rispetti, anche Coinbase prevede la possibilità di inviare e ricevere criptovalute. Peraltro in modo molto veloce. Sarà sufficiente pigiare all’interno del menu in alto su “Account” e cliccare sui bottoni “Send” e “Receive” accanto al Wallet Bitcoin.

Per inviare i Bitcoin basterà cliccare su Send (Invia) e dopo inserire l’indirizzo del Bitcoin dove si vogliono inviare i propri BTC, seguito dalla somma che si vuole inviare al destinatario. Nel caso in cui si voglia ricevere Bitcoin, basterò cliccare su Receive (Ricevi) e cliccare su Show Address. Così da venire a conoscenza dell’indirizzo dove ricevere i Bitcoin.

Coinbase costi

A fronte del fatto che Coinbase sia un Exchange serio ed affidabile, nonché sicuro, c’è però anche da dire che questa piattaforma faccia pagare questa sicurezza a caro prezzo. Infatti, le commissioni pagate per le varie operazioni sono abbastanza alte:

1. Commissioni per acquistare e vendere criptovalute: 1,49%

2. Commissioni per gli acquisti sulla carta di credito o di debito: 3,99%

3. Trasferimenti bancari: ricevuti sono gratis, inviati 0,15 centesimi

Coinbase opinioni e recensioni

Leggendo le recensioni riguardo Coinbase, occorre dire che non mancano diverse voci critiche. Infatti, in tanti si lamentano di vari disservizi e lentezze. c’è chi parla di lentezze nell’invio di bonifici, chi per l’identificazione dell’account, che vada offline ogni volta che c’è un drop dei prezzi, rendendo impossibile vendere/comprare, rimanendo offline per mezza giornata, fino a quando (stranamente) il mercato si stabilizza.

Quindi, non è certo un Exchange impeccabile. Il mercato ne offre comunque altri alternativi, che elenchiamo di seguito:

Se invece si vuole speculare sulle criptovalute, consigliamo dei Broker, che peraltro non aggravano sull’utente costi di commissione. Ma solo uno spread peraltro anche vantaggioso. Noi consigliamo questi:

BROKER
CARATTERISTICHEVANTAGGI 
24optionTrading CFD e opzioni su BitcoinRendimenti elevatiPROVA>>
plus500Trading bitcoinPiattaforma di qualitàPROVA>>
xmConti Zero spreadGuide e tutorialPROVA>>
etoroSocial tradingTrading Bitcoin, criptovalutePROVA>>

Precedenti furti di criptovalute

Come dicevamo, seppur recente e breve, la storia delle criptovalute ha fatto registrare già diversi furti per opera di Hacker. E quello subito dagli utenti Coinbase è solo l’ultimo. Ecco altri casi.

Ingente furto di XEM su Coincheck

Su uno dei più importanti Exchange in Giappone, Coincheck, lo scorso 26 gennaio si è verificata una violazione che ha portato al furto di oltre 523 milioni di token NEM. Gli XEM. Trattasi del furto di criptovalute più pesante della storia. Il furto è stato scoperto solo otto ore dopo essere avvenuto. L’Exchange Coincheck ha comunque rassicurato i suoi oltre 260mila clienti che sarà loro risarcito il 90% del capitale perso. Coincheck ha confermato che utilizzerà i propri asset per le liquidazioni, per un importo pari a 340 milioni di Euro. Il danno è ingente: in Yen si stima sia di circa 58 miliardi, poco più di 530 milioni di dollari. Ma non è escluso che nuove verifiche portino a scoprire che la somma sia pure superiore.

Si ipotizza che il furto sia potuto avvenire in quanto Coincheck non ha previsto una multi signature, ossia più chiavi legate ad un solo indirizzo. Pertanto, è bastato rubare una key per accedere alle monete digitali. I wallet multi signature prevedono invece l’approvazione da parte di più persone prima di autorizzare una transazione, cosa che avrebbe evitato questo ingente furto di capitali.

Comunque, l’indirizzo dove sono stati depositati i NEM rubati è noto al personale di Coincheck e agli investigatori. Basterà solo che il ladro o i ladri provino a convertire le somme in valuta Fiat e si potrà sgamarli. In realtà, riciclare questi XEM non sarà facile. Per le conversioni in monete FIAT, infatti, gli Exchange prevedono la doppia autenticazione tramite documenti di riconoscimento. E quindi ciò comporta che essi non possano mantenere la privacy. Almeno che non usino documenti falsi anch’essi rubati.

Ancora, rispetto a criptovalute più rinomate come Bitcoin, Ethereum, Ripple e Litecoin), NEM è prevista da molti meno Exchange. All’indomani del furto, sono circolate varie notizie non proprio fondate. L’agenzia Reuters ha riportato che il vicepresidente della NEM Foundation, Jeff McDonald, aveva affermato che l’hacker o gli hacker avevano iniziato a provare a spostare i token rubati in sei diversi scambi per venderli. Ma questa notizia è stata poi smentita dal promotore di NEM Europe Paul Rieger. Quest’ultimo ha precedentemente dichiarato a CoinDesk che il suo gruppo stava taggando account contenenti XEM rubato. La sua squadra ha anche aiutato a sviluppare un sistema per contrassegnare automaticamente qualsiasi XEM rubato, così come gli account su cui erano apparsi.

Mercoledì 31 gennaio, The Japan News ha riferito che il furto dell’XEM è stato trasferito su 20 account diversi nel corso di cinque giorni, con una serie di trasferimenti sia il 26 gennaio (venerdì) che il 30 gennaio (martedì). Il giornale ha inoltre affermato che il dipartimento di polizia metropolitano stava indagando su questi trasferimenti come un possibile tentativo di rallentare l’indagine sull’effettivo hack. Il Japan News ha inoltre affermato che nove diversi account hanno ricevuto almeno 11.000 yen.

Ma sembrano tutte notizie prive di fondamento. Fatto sta che il furto ha avuto pesanti ripercussioni sul prezzo delle criptovalute. Nel pomeriggio stesso di venerdì 26 gennaio, data dell’attacco Hacker, le contrattazioni del NEM sono state bloccate facendo crollare il valore della criptovaluta di circa il 20%. Ma gli effetti negativi si sono fatti sentire su tutte le criptovalute. CoinMarketCap ha di fatto registrato un crollo del valore di capitalizzazione delle criptovalute di circa il 10%. Nella mattinata di quel venerdì nero, Bitcoin era sceso a 10500 dollari, per poi risalire a 11500 nel pomeriggio. Invece NEM è affondato, con il suo prezzo praticamente dimezzato a fine giornata. Dal 27 gennaio è iniziato un crollo che ha portato la criptovaluta a valere 0,42 USD, salendo poi leggermente. Ma gli 1,17 USD del 20 gennaio sono ormai una chimera.

Lo stesso portale Coincheck risulta ancora chiuso e riporta da allora sulla propria Home un messaggio di scuse, affermando che per ora è impossibile registrarsi. Ha comunque annunciato che saranno portate avanti tutte le indagini del caso, che gli utenti saranno rimborsati e che il servizio sarà migliorato. Occorre poiì dire che a parte ovviamente NEM, le altre due criptovalute che hanno sofferto maggiormente in termini di valore di questo furto sono state Ripple e Stellar Lumens. L’unica criptovaluta che ha fatto registrare un segno + è stata la criptovaluta NEO.

Mt Gox, il record violato

Prima del furto di NEM su Coincheck, il record del più pesante attacco Hacker spettava all’Exchange cinese Mt Gox nel 2014. Fino ad allora il più importante Exchange di criptovalute, coprendo da solo il 70% del totale. Esso infatti dichiarò bancarotta portando sul conto 850mila bitcoin. Corrispondenti allora a 450 milioni di dollari. Ma oggi sarebbero miliardi.

MT GOX è stato fondato nel 2010 e nel marzo 2011 è stato ceduto a Mark Karpeles, ad oggi principale indiziato per la scomparsa dei bitcoin. Malgrado la sua importanza, l’Exchange non è mai stato implementato appannaggio della sicurezza, tanto che il furto è avvenuto un po’ alla volta.

Peraltro, già nel giugno 2011 Mt Gox aveva subito un furto di 8,75 milioni di dollari.

Il furto da web 1.0 di Coindash

Coindash è una criptovaluta stroncata sul nascere o quasi. Infatti, è stata lanciata una ICO per raccogliere fondi per il suo lancio, ma gli Hacker hanno ben pensato di creare una pagina uguale all’originale per far sì che i donatori ignari inviassero i loro soldi (in Ether) su quel sito anziché su quello originale. Con questo trucco da web 1.0 si sono portati via lo scorso luglio ben 7 milioni di Dollari. A quanto pare il progetto andrà ugualmente avanti, avendo i fondatori raccolto 43mila Ether. Come non bastasse che già le ICO di per sé siano un punto interrogativo, non a caso chiamate “white paper”. Cambiali in bianco pregne di tanti buoni propositi ma poi non è detto che siano mantenute.

Il caso DAO

Nel 2016 qualcosa di simile era successo alla moneta digitale DAO, basata di stesso su Ethereum, alla quale vennero sottratti circa 50 milioni di Dollari. Il progetto DAO fallì, mentre Ethereum fu costretto ad un hard fork.

Bitfinex, un altro Exchange americano derubato

Bitfinex, popolare in America quanto Coinbase, ha subito nel 2014 il furto di 120mila bitcoin, per un totale, stando alle quotazioni di allora, di 72 milioni di dollari. Eppure, Bitfinex ha ammesso per la prima volta la violazione della sicurezza solo 2 anni dopo: il 2 agosto 2016. Il bitcoin è stato prelevato dai portafogli separati degli utenti e Bitfinex ha rintracciato l’hack.

Bitfinex ha distribuito token BFX ai clienti per ricambiarli della loro perdita. Inoltre, sempre il 2 agosto 2016 Bitfinex ha offerto una ricompensa del 5% di recupero per le informazioni che hanno portato al recupero dei Bitcoin rubati. Il successivo settembre, l’Exchange ha riacquistato oltre l’1% dei token BFX per rimborsare i clienti delle loro perdite subite.

Flexicon costretta a chiudere battenti

Anche il Canada ha avuto le sue cryptograne. A pochi giorni dal clamoroso furto subito da Mt.Gox, se n’è consumato un altro su Flexicoin, una banca canadese. Costretta di fatto a chiudere battenti. La somma sottratta è stata di 896 bitcoin, circa 600mila dollari. Fortunatamente, Flexcoin aveva tenuto parte dei suoi bitcoin in dispositivi offline su richiesta di quegli utenti che hanno pagato una tassa di “stoccaggio” pari allo 0,5 per cento della somma versata. Dunque non tutto è andato perso.

2014, anno orribile

Si può comunque dire che il 2014 è stato un anno orribile per gli Exchange. Infatti, a parte i succitati furti a danno di Mt.Gox, Bitfinex e Flexicon, se ne annoverano altri seppur di minore entità. A danno degli Exchange Bitcoinc, Inputs.io e MyBitcoin. Con perdite di migliaia di Bitcoin a testa. Il fatto che da allora i furti siano comunque una eccezione e non la regola, fa capire che gli Exchange hanno preso le dovute contromisure. Sebbene gli Hacker siano sempre pronti ad aggiornarsi con nuovi cyberchiavistelli.

Come difendersi da attacchi Hacker?

A fronte di tutti questi furti, la domanda sorge spontanea: come difendersi dagli attacchi Hacker? Come accennato in precedenza, la cosa migliore è quella di affidarsi a Wallet esterni agli Exchange. A penne o a Wallet cartacei. Ecco un elenco dei migliori:

Wallet migliori per Android

Dato che gli smartphone Android sono i più diffusi (il 94% del mercato della telefonia mobile), partiamo proprio dai Wallet previsti per essi:

a) Coinbase

L’Exchange recensito in precedenza offre anche una ottima app per Android.

b) Bitcoin Wallet

Trattasi di una delle applicazioni più sicure e leggere disponibili. Permette di effettuare pagamenti tramite codici QR, NFC, Bluetooth o URL Bitcoin. Si tratta di un portafoglio completamente P2P, con il quale non è necessario iscriversi ad alcuna pagina web. Se si desidera regolare le commissioni, si può scegliere tra le diverse priorità: economica, normale e alta.

c) Blockchain

Trattasi di una app molto sicura e veloce che può essere definita come un portafoglio ibrido. Considerando il fatto che i portafogli vengono criptati in un cloud, ma la decriptazione avviene nel proprio browser.

Come avviene per altre app, è possibile effettuare un Backup o una copia di sicurezza ogni qualvolta si vuole. Nonché ricevere denaro sul proprio indirizzo o pagare per i propri acquisti immediatamente. Con la possibilità di convertire i Bitcoin con un tetto di 20 valute diverse per volta.

d) Mycelium

Molto facile da utilizzare per ricevere ed inviare pagamenti. Anche il backup è molto semplice.

e) Breadwallet

Il più grande wallet per iPhone di recente lanciato anche su Android. Offre il controllo delle password degli utilizzatori, un’interfaccia facile da utilizzare e supporto per la chiave d’accesso.

f) Airbitz

Utilizzabile sia su iPhone che su Android. La sua funzione di login informale semplifica al massimo l’utilizzo per quanti usano Bitcoin per la prima volta. Il wallet crea anche backup automatici.

g) GreenBits

Versione Android nativa di GreenAddress. E’ un portafoglio “multi-signature” che supporta anche i portafogli hardware come TREZOR e Ledger.

h) Spectrocoin

Uno dei più usati wallet Bitcoin. Offre una carta Visa da usare per spendere comodamente la criptovaluta per fare acquisti. Una volta richiesta la carta prepagata di Spectrocoin al costo di soli 8 euro verrà spedita a casa in circa 3-4 settimane. Consente altresì le transazioni in Dash, Ethereum, Bankera e Nem. I costi dei servizi dipendono da quello che si fa.

Migliori Wallet per iPhone

Ecco invece i Wallet per iPhone, AppleWatch e iPad:

a) Breadwallet

Un wallet leggero, indipendente, facile da usare, open source e che utilizza SPV per verificare l’accuratezza delle transazioni. Compatibile altresì con l’identificazione delle impronte digitali (Touch ID). Si tratta di un wallet ideale per lo shopping.

b) Airbitz

Fatta un po’ di pratica, si noteranno poche differenze rispetto alle altre applicazioni bancarie online tradizionali proprio per la sua semplicità e rapidità per svolgere le varie funzioni. Protegge dagli attacchi di phishing. Tutte le informazioni vengono inviate criptate ed utilizza altresì soluzioni di autenticazione a due fattori 2FA che assicurano che solo il proprietario possa gestirla.

Wallet per Pc

Ecco invece i migliori Wallet per Pc con sistemi operativi Mac OS X, Windows e Linux:

a) Bitcoin Core

E’ il wallet creato da Satoshi Nakamoto stesso, ideatore del Bitcoin. Un altro punto a suo favore è il fatto di essere un nodo completo della sua rete Bitcoin indirizzato attraverso Tor, che fornisce una maggiore privacy. Tuttavia, vale la pena sottolineare che occupi molto spazio sul Pc e di rallentarlo.

b) Armory

Molto sicuro ma anche molto complicato da usare. Infatti è consigliato per chi vuole detenere Bitcoin per tempi prolungati e per chi abbia dimestichezza.

c) Electrum

Ideato a Novembre 2011, le sue funzioni principali sono:

  • supporto per portafogli hardware (come TREZOR, Ledger Nano e KeepKey)
  • archiviazione sicura dei Bitcoin utilizzando un computer offline.

d) Exodus

Trattasi di un software che può essere installato sul proprio computer (supporta Mac, Linux e Windows) e supporta al momento 18 tipologie di criptovalute. Le principali per volume di transazioni e altre dalle ottime prospettive future.

Wallet online

Ci sono anche Wallet che si utilizzano solo web-based, come Coinbase, Bitcoin Wallet. Blockchain e Xapo. Avendo già parlato dei primi tre, per quanto concerne Xapo, basta dire che funziona come un vero e proprio conto corrente, grazie al quale è possibile accedere al proprio saldo per i propri acquisti quotidiani. Usarlo è dunque molto facile. Tramite Xapo, è possibile acquistare facilmente i bitcoin per inviare in maniera immediata denaro a familiari o amici ed effettuare transazioni con la Xapo Card da poco lanciata.

Wallet per tutti i sistemi operativi

Ci sono poi Wallet online per tutti i sistemi operativi, come:

a) Copay

Wallet open source, con multi firma HD che proviene dalla mano di BitPay. Permette l’accesso condiviso a più utenti o la gestione di più portafogli senza mettere a rischio la loro sicurezza ed è completamente tradotto in italiano. Si può usare con iOS, Android, Windows Phone, Chrome, Mac O SX, Windows o Linux.

b) GreenAddress

Wallet multi signature (dunque molto sicuro) di Bitcoin disponibile sul web, per desktop, Android e iOS. GreenAddress è compatibile con i portafogli hardware come TREZOR, Ledger Nano e HW.1.

Wallet Hardware o fisici

Esiste poi la possibilità di trasferire le criptovalute su Hardware fisici:

a) Trezor

Trezor consente di conservare le chiavi private e realizzare tutti i tipi di transazioni offline. Può essere utilizzato su Windows, OS X o Linux, ed è compatibile con vari portafogli, tra cui: MultiBit HD, Electrum o il succitato Copay.

b) Ledger Nano S.

Essendo per la maggior parte del tempo offline non corre il rischio di essere attaccata da hacker o virus. Presenta un display Oled, due pulsanti e un coperchio ruotabile. Esteticamente si presenta come una chiavetta Usb.

c) Keepkey

Tra i vantaggi: wallet hardware Bitcoin più sicuro e ricco di funzionalità. Può essere utilizzato da ogni tipo di Pc. Ha lo schermo digitale e un corpo in metallo. Tra gli svantaggi: il costo più alto della media di mercato. Il fatto che sia nuovo e quindi abbia bisogno di maggiore fiducia e sponsorizzazione.

d) Ledger HW.1

Ledger HW.1 è una soluzione economica: solo 17 euro. Tuttavia, il motivo è presto detto: manca un display.

Portafoglio di carta

Infine, c’è la possibilità di usare un Wallet cartaceo. Una volta generato e stampato il portafoglio di carta, otterremo l’ndirizzo Bitcoin e la chiave privata associata su un foglio espressa su due codici QR.

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