Le funzioni di uno Stato moderno

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Quanto prima la politica dovrà incominciare la discussione sulle riforme istituzionali. Ma sembra opportuno, prima di entrare nel dettaglio di tali riforme, conoscere quali siano le funzioni che uno Stato moderno debba possedere affinché possa strategicamente avviare quel processo di rinnovamento democratico tale da modificare le vecchie tendenze, ancora in atto, dei collegamenti amicali, parentali o subordinati al processo di patenti di idoneità ideologica.

Tutti sistemi chiusi alla società civile, che soffocano ogni libera espressione di individualità responsabilizzata e che compromettono seriamente ogni processo di ripresa di sviluppo sociale.

Quali allora le funzioni di uno Stato moderno? Penso che uno Stato moderno debba perseguire l’obbiettivo del benessere per la sua Comunità attraverso la crescita del livello di vita che legittima quello della società delle sue istituzioni. Per far si che si possa perseguire tale obbiettivo lo Stato deve sapersi organizzare come sistema capace di porre attenzione a tutte quelle esigenze o sollecitazioni che provengono dall’intera comunità del Paese. Deve porsi degli obiettivi specifici , delle strutture adeguate che diano risultati immediati ed efficaci, ai fini degli interessi generali del Paese.

Schematicamente, si possono prevedere cinque funzioni per uno Stato che vuole essere in linea con i nuovi tempi imposti dal processo di globalizzazione planetaria. Esse sono:

1 – le funzioni di promozione e gestione;

2 – le funzioni di rimozione;

3 – le funzioni di organizzazione;

4 – le funzioni di affidamento;

5 – le funzioni di controllo.

Le funzioni di promozione e gestione

Con la funzione di promozione e di gestione lo Stato mette in atto le azioni necessarie per rendere effettiva la convivenza civile nel paese, la produzione della ricchezza e la sua distribuzione. Per far questo deve aver avviato i processi che sono destinati a creare le strutture giuridiche ed economiche dell’intero sistema (macro unità) in conformità delle aspettative dei singoli individui raggruppati per famiglia e per comunità (micro unità).

Le funzioni di rimozione

Con la funzione di rimozione lo Stato mette in atto le azioni necessarie per rimuovere gli ostacoli che non rendono possibile la convivenza civile, la produzione della ricchezza e la sua distribuzione. L’azione di rimozione dovrebbe normalmente assumere carattere di straordinarietà dovendosi giustificare solo nei casi di imponderabilità di fattori che abbiano inciso negativamente sulla funzionalità del sistema (scollegamento settoriale, compromissione di obbiettivi, conflittualità di interessi ecc…)

La funzione di organizzazione

La funzione di organizzazione è resa necessaria allorquando lo Stato prende atto che determinati servizi o produzioni debbano essere forniti alla collettività. Ritiene altresì che l’organizzazione di tali servizi o produzioni assumendo un certo grado di importanza e di complessità debbano essere avviati inizialmente dallo Stato in quanto l’area privata non ha ritenuto di attivarsi autonomamente.

Tale funzione non deve essere trattenuta nell’area pubblica più di quanto sia necessario altrimenti si ricade nell’errore di estendere l’apparato pubblico oltre il limite del sostenibile con le conseguenze del ritorno all’inefficienza. L’errore degli ultimi decenni è stato proprio quello di prolungare la funzione di gestione con il sistema della burocrazia che mal si concilia a lungo andare con le esigenze del mercato il quale produceva aspettative di rinnovamento mai soddisfatte.

La funzione di affidamento

La funzione di affidamento è quella che rende operativo il passaggio dall’area pubblica all’area privata di tutte quelle attività che lo Stato dopo averle organizzate deve, in accordo con il sistema mercato, procedere al relativo trasferimento.

La funzione di controllo

La funzione di controllo è quella di vigilare che il grande sistema del paese stia funzionando in modo che possa garantire il benessere attraverso la crescita del livello di vita dell’intera popolazione e delle sue istituzioni. La funzione di controllo deve essere organizzata in modo che siano soddisfatti i seguenti ordini di fattori: Amministrazione della gestione in base alla normativa stabilita dalla legge. Componente collegato ad altri sistemi Unità che deve conseguire i risultanti aderenti alle aspettative degli utilizzatori.

La funzione di controllo deve avere la capacità di attivare tutte quelle azioni tempestive di osservazioni e soluzioni procedurali ogni qual volta si manifestano tendenze o risultati non in accordo con gli obbiettivi prefissati o che siano in contrapposizione con gli interessi generali del Paese.

Le crisi che investono le istituzioni nelle forme di Stato attuale deriva dal fatto che il sistema oggi vigente controlla, con le dovute difficoltà, solo il primo ordine di fattori disattendendo i controlli profondi che attengono al collegamento dei sistemi, alle sue interazioni ed alle aderenze di aspettative tra l’universo reale e teorico. Manca la capacità di organizzare i sistemi complessi considerato che la nostra economia si trova nel livello di transizione, di attesa per accedere a quella della gestione scientifica, del razionale operativo. Tutto ciò ci fa scivolare verso posizioni di retroguardia dove incombe il peso della “produttività trascurata” a dirla come si è espresso Paolo Savona. A nulla valgono le intese programmatiche per determinare indirizzi specifici di minor stato sociale, se non vengono attivati consistenti supporti organizzativi nella gestione delle funzioni.

Un altro autorevole economista americano del M.I.T. di Cambridge (Massachusetts) il prof. Lester Carl Thurow dichiarò: “In una epoca di industrie ad alto contenuto di energie intellettuali umane il successo economico di un Paese richiede capacità nuove e molto più vaste di quelle che servivano in passato. Tali capacità devono essere integrate all’interno di una organizzazione che sappia conseguire i propri obbiettivi. Ma senza tali capacità nessuna organizzazione può ottenere un successo economico”.