Come funziona la Borsa in parole semplici

la borsa italiana
borsa valori e azioni

La borsa non è solo un accessorio che utilizzano le donne. Esiste infatti anche la Borsa valori, dove avviene la compravendita di titoli azionari e la speculazione finanziaria da parte dei broker. Molti paesi hanno una propria Borsa valori, in Italia ad esempio abbiamo quella di Milano. Poi ci sono gli indici, come il Nikkei e il Nasdaq. Come funziona la Borsa? E cosa significano quelle ed altre sigle? Cerchiamo di spiegarlo di seguito in parole semplici.

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Cosa significa Borsa valori

Come accennato nell’incipit, per Borsa valori si intende un mercato finanziario nel quale dal lunedì al venerdì, e da una certa a una certa ora, avviene la compravendita di titoli azionari. Questi ultimi altro non sono che il valore di una società quotata appunto in Borsa (definita Società per azioni), il quale viene suddiviso in piccole e grandi quote acquistabili ma anche rivendibili.

La Borsa valori è sottoposta a regole ben precise, al fine di garantire la trasparenza sulla compravendita e la regolamentazione delle operazioni tra i broker. Esistono poi degli appositi enti preposti al controllo al fine che tutto si svolga regolarmente. In Italia abbiamo la CONSOB – acronimo di Commissione Nazionale per le Società e la Borsa – che si occupa della tutela di tutti i soggetti che ivi operano, sia delle società che degli azionisti.

In Italia, come detto, la Borsa ha sede a Milano e viene anche denominata Piazza Affari. Proprio come avviene per altre borse internazionali prestigiose: si pensi alla londinese London Exchange o alla newyorkese Wall Street. In ogni Paese c’è una borsa e le sue società quotate.

Cos’è la Consob e di cosa si occupa

Giusto un breve accenno sulla Consob. Trattasi di un’autorità amministrativa di tipo indipendente, dotata di personalità giuridica, il cui scopo è quello di tutelare gli investitori. Ma anche garantire l’efficienza, la trasparenza e lo sviluppo del mercato mobiliare italiano. Prima della sua nascita, era il Ministero del Tesoro ad occuparsi della vigilanza sul mercato borsistico e mobiliare in genere. Tuttavia, ci si rese conto che occorreva un ente indipendente e tecnicamente specializzato, per vigilare sulla Borsa italiana. Dunque, nel 1974 fu istituita la Consob tramite legge, nelle vesti di organo di vigilanza sulle società quotate in borsa e sui fondi mobiliari. Con una successiva legge, la n. 77 del 1983, invece, la Consob acquisiva pieno controllo su tutte le operazioni riguardanti il risparmio pubblico. Tre anni dopo, ancora, tramite legge n. 281 si aumentava la sua autonomia e indipendenza. Negli anni ’90 vi furono ulteriori poteri conferiti: nel 1991 riguardo alle Sim e per contrastare il fenomeno dell’insider trading. Con questo termine si intende la compravendita di titoli (che siano essi azioni, obbligazioni oderivati) di una determinata società da parte di soggetti che, per la loro posizione all’interno della stessa o per la loro attività professionale, sono venuti in possesso di informazioni esclusive e ignote a terzi. Definite per legge “privilegiate”. In virtù di ciò, tali soggetti si posizionano in maniera privilegiata in confronto di altri investitori. In gergo si parla di asimmetria informativa e l’insider trading viene considerato un reato.

Ultima legge in ordine di tempo che ha riformato la Consob è la n. 58 del 1998 (che ha istituito il Testo Unico dell’intermediazione finanziaria), mediante la quale la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa esercita un maggiore controllo su tutto il mercato mobiliare. La Consob è stata duramente accusata anche con l’esplosione dello scandalo Mps, frutto delle ingenti perdite sui derivati “Santorini” ed “Alexandria”, nonché dell’acquisto a prezzi decisamente fuori mercato della Banca Antonveneta. In particolare, la Banca Monte dei Paschi di Siena, per ovviare alle perdite sui derivati, ha sottoscritto contratti usurai con la Deutsche Bank e la Nomura, una banca del Giappone. Mediante i quali la banca senese avrebbe dovuto versare oltre 4 miliardi di euro in favore dei due istituti di credito, tedesco e giapponese. L’accusa alla Consob deriva dal fatto che essa era in grado di tracciare questi movimenti tempo prima.

Breve storia di Piazza Affari

Piazza Affari è stata istituita nel 1808 per volere del napoleonico viceré del Regno d’Italia Eugenio di Beauharnais, con sede iniziale presso il Palazzo del Monte di Pietà. Per poi venire trasferita presso il Palazzo dei Giureconsulti, in cui vi rimase per quasi un secolo. Con il passaggio di mano agli austriaci, essi vi cambiarono le funzioni. La prima società privata in assoluto a quotarsi in Borsa a Milano fu la LVCI nel 1858, società proprio austriaca che si occupava della gestione delle ferrovie nel Regno Lombardo-Veneto.

Con l’Unità d’Italia vennero via via quotate società italiane, sebbene un vero boom si ebbe tra fine ‘800 e inizio ‘900, quando le società passarono dall’essere 23 nel 1895 a 160 nel 1913. Quando anche in Italia, seppur in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, giunse la Rivoluzione industriale. Con il costante aumento di società quotate, la vecchia sede non bastava più e si optò nel 1928 per il trasferimento nell’attuale Palazzo Mezzanotte, in Piazza Affari, inaugurato nel 1932.

Dal dopoguerra in poi Piazza Affari diventa sempre più l’epicentro del mercato azionario italiano, mentre le altre borse italiane sorte negli anni mantennero un ruolo secondario. Inoltre, si adegua alla modernità delle altre borse internazionali e nel 1978 nasce Monte Titoli, con lo scopo di avere un deposito unico degli strumenti finanziari di diritto italiano. Mentre cinque anni dopo furono quotati anche in Italia i primi fondi comuni di investimento di diritto italiano. A seguito delle riforme degli anni ’90, anche sotto i dettami della neonata Unione europea, il 7 febbraio 1997 nacque la società privata Borsa Italiana S.p.A., con sede a Milano. Con lo scopo di inglobare tutte le borse valori locali presenti in Italia. Divenne operativa dal 2 gennaio 1998.

Come funziona la Borsa

In Borsa avvengono sia acquisti che vendite di titoli azionari. In passato, le compravendite avvenivano in sede o per via telefonica. O affidandosi ad una banca che fungeva da intermediaria tra le parti. Con la diffusione di internet, le trattative possono essere svolte comodamente da remoto, e tramite un Pc, un tablet o perfino uno smartphone. Il tutto, grazie alle piattaforme di trading online, le quali offrono una miriade di servizi: un conto virtuale per acquisire dimestichezza senza rischiare soldi veri; assistenza via telefonica, via chat o via mail; infografici sull’andamento del mercato passato e presente; ecc.

Come funziona più precisamente una Borsa e senza scadere in tecnicismi? Se ad esempio decido di acquistare i titoli di Apple, poiché stanno andando molto bene, posso rivolgermi alla mia banca che mi metterà a disposizione degli appositi consulenti finanziari. Oppure, se ho dimestichezza, posso utilizzare le succitate piattaforme per il trading online. Potrò rivenderle se il loro valore è aumentato rispetto a quando le abbiamo acquistate, oppure scommettere che il loro valore cali.

Naturalmente, per quanto si possa essere esperti, parliamo di investimenti. E quindi di un rischio. La Borsa è volubile, sebbene ci siano beni meno volatili di altri. E’ possibile investire su una miriade di beni: dalle materie prime ai titoli azionari di chi le lavora o le vende, fino ai titoli di società informatiche, sportive, istituti di credito stessi, ecc. Bisogna studiare bene prima di investire su un bene, anche perché alcuni sono sensibili anche ad altri fattori esterni. Come l’instabilità politica, le condizioni climatiche, gli scioperi dei lavoratori. Si pensi a materie prime come caffè o cacao. Infine, esistono più tipi di contratti di compravendita: abbiamo i Futures, gli EFT, I BFD. Ognuno offre garanzie diverse e rischi diversi, quindi prima di stipularli bisogna capire bene quali sono le proprie potenzialità economiche, i propri obiettivi, la volatilità del bene a cui sono collegati.

La Borsa, in conclusione, è un’istituzione preposta alla contrattazione di strumenti finanziari o beni. Che però devono essere sottoposti a regolamentazione ed autorizzazione. Gli ordini di compravendita sono inviati dagli investitori mediante contrattazione ed inseriti in terminali o attraverso i sistemi telematici. Sarà poi il sistema telematico a comunicare alle parti interessate i prezzi di acquisto e vendita.

Come cambia il prezzo delle azioni in Borsa

Vediamo ora qual è il meccanismo che soggiace ai prezzi delle azioni. Il prezzo delle azioni, trattandosi di beni scambiati su libero mercato, è legato, come tutti i prezzi di beni e servizi, alla legge della domanda e dell’offerta. Cosa significa ciò? Che più sono le persone che vogliono vendere un’azione e più il prezzo si riduce se ci sono pochi compratori (offerta supera domanda, quindi per vendere il surplus di azioni ai venditori conviene abbassare i prezzi). Se invece il numero dei compratori è superiore a quello dei venditori, il prezzo del titolo azionario è destinato a salire (domanda supera offerta, quindi i venditori speculeranno sul prezzo data la sua scarsità).

A parte questo ragionamento semplicistico, i titoli azionari di un’azienda sono appetibili quanto più essa si rinnova e fa profitti. Pensiamo ad un’azienda come Samsung o Huawei, che propongono sempre nuovi prodotti e investono molto sul rinnovarsi. Di contro, pensiamo ad una società come Monte Paschi di Siena, Banca sostanzialmente fallita.

In genere, le società quotate in Borsa condividono solo una parte del proprio capitale. Altre invece decidono di collocarne la maggioranza. Il prezzo dei titoli azionari ovviamente aumenta se la società vanta utili e fatturato. Altrimenti, il valore del prezzo diminuirà.

Cosa sono gli indici di Borsa

per Indice di Borsa o Indice azionario ci si riferisce ad una serie di indicatori dai quali si possono scaturire informazioni sull’andamento della Borsa. Un indice di Borsa incorpora diversi titoli azionari (si parla di paniere di titoli), le cui quotazioni in media poi formano un valore. Quando la Borsa è attiva, gli Indici possono salire o scendere. Nel primo caso, vuol dire che le azioni al loro interno stanno andando bene e quindi il loro valore aumenta. Se invece scendono, vuol dire che i titoli azionari in essi compresi non stanno andando bene. Indice pertanto sarà positivo o negativo a seconda se i titoli del suo paniere vanno mediamente bene o male. Di conseguenza, il suo prezzo salirà o scenderà.

A Piazza Affari, Borsa valori di Milano, abbiamo l’indice FTSE Mib, che misura l’andamento dei principali titoli azionari quotati sulla borsa italiana. Negli Stati Uniti, invece, abbiamo il Down Jones Average (^DJI) che misura l’andamento complessivo delle 30 migliori Blue-chip americane. Infine il Nasdaq Composite (^IXIC) che quota i titoli informatici di circa cinquemila aziende quotate in Borsa.

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