Ferrovie dello Stato: ha inizio la privatizzazione

Questa mattina, Graziano Delrio ha annunciato che lo Stato ha dato il via ad una nuova privatizzazione. Dopo quella di Poste Italiane, è ora il turno di Ferrovie dello Stato. Al termine del Consiglio dei Ministri, il Ministro dei Trasporti ha affermato quanto segue «Viene avviata la procedura che tiene presente la complessità della gestione delle Fs e la necessità di aumentare gli obblighi di servizio pubblico». Rimangono però sul tavolo importanti nodi da sciogliere, innanzitutto quello che riguarda il perimetro delle attività che verranno messe sul mercato. Il governo, infatti, deve ancora decidere se attuare lo scorporo della rete dal gruppo (attualmente in capo ad Rfi all’interno del gruppo Ferrovie dello Stato): “Si valuterà l’indipendenza del gestore della rete“.

L’operazione

Graziano Delrio, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha esposto alcuni dati e fissato alcuni paletti: la proprietà della rete dovrà restare pubblica, il gestore dovrà restare indipendente, dovranno essere garantiti gli obblighi di servizio pubblico e la piena maggioranza dell’azionariato dello Stato. Ma leggiamo le parole del Ministro: «Nel processo parziale di privatizzazione di Fs si manterrà un’attenzione particolare all’azionariato diffuso e alla partecipazione dei dipendenti del gruppo Ferrovie dello Stato, gruppo che produrrà anche quest’anno ottimi risultati. L’alienazione di Ferrovie non potrà andare oltre il 40%. È un avvio di percorso che tiene presenti alcune questioni: l’infrastruttura ferroviaria dovrà rimanere pubblica, dovrà essere garantito l’accesso a tutti in maniera uguale. Il 40% potenzialmente alienabile andrà ad un azionariato diffuso e investitori istituzionali».
Il Ministro ha concluso dicendo che le modalità complete di vendita saranno decise nelle prossime settimane e ha aggiunto: “Per ora siamo soddisfatti di un avvio verso la direzione per garantire una maggiore efficienza, un avvio di percorso che riguarda essenzialmente i servizi a mercato “.

I numeri del gruppo Fs

Lo scorso anno, il gruppo Fs ha fatto registrare quasi 8,4 miliardi di ricavi operativi, ovvero 303 milioni di risultato netto dopo le varie voci di spesa. Nel primo semestre di quest’anno, i ricavi sono poco sotto i 4,2 miliardi di euro e l’utile è cresciuto del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2014 toccando quota 292 milioni di euro.

Le mosse del CdA Fs

Per giovedì prossimo, il Presidente Marcello Messori e l’ad Michele Mario Elia dovrebbero presentare le loro dimissioni al CdA. I due sembrano, infatti, essere divisi proprio sulla decisione più importante, la privatizzazione. In questo caso, il Tesoro potrebbe mantenere l’attuale CdA e sostituire solo le due cariche. Qualora invece nessuno dei due dirigenti si facesse da parte, potrebbero arrivare le dimissioni di altri consiglieri (almeno cinque su nove) e così cadrebbe l’intero CdA; in questa seconda eventualità, il Tesoro provvederebbe ad un complessivo ricambio dei vertici accelerando di fatto la privatizzazione.