Frodi alimentari, cibo contaminato e scaduto: come difendersi?

Con tutti gli episodi di frodi alimentari che vengono periodicamente a galla, dai cibi contaminati alle etichette contraffatte fino ai prodotti scaduti immessi nel mercato, la sicurezza alimentare oggi appare una chimera, ed è difficile avere garanzie di genuinità su ciò che mettiamo nel piatto o nel bicchiere. Oltre a sollecitare maggiori e più severi controlli, soprattutto preventivi, per diminuire i rischi possiamo adottare alcuni accorgimenti che ci consentono di difenderci e, in alcuni casi, anche di risparmiare: scopriamo come.

Frodi alimentari e cibi contraffatti: chi ci mangia?

Il business agroalimentare muove miliardi di euro e coinvolge migliaia di operatori. Il desiderio di massimizzare i profitti può indurre alcuni produttori o intermediari a compiere azioni illecite per abbattere i costi di produzione, incuranti delle conseguenze sulla salute dei consumatori.
Le contraffazioni riguardano principalmente le caratteristiche degli ingredienti utilizzati, di qualità scadente e di provenienza non controllata, o la loro stessa natura, con la sostituzione di un ingrediente per un altro. Dietro l’agropirateria agiscono spesso vere e proprie reti di criminalità organizzata: secondo l’ultimo dossier annuale Eurispes-Coldiretti, il volume d’affari complessivo delle mafie in ambito alimentare supera i 16 miliardi di euro l’anno.

Parola d’ordine per la sicurezza alimentare: tracciabilità

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La fondamentale partita della sicurezza alimentare si gioca tutta intorno alla tracciabilità, ossia alla possibilità di ricostruire la storia di un prodotto in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. Le regole del commercio internazionale sono piuttosto blande, e i pirati dell’agroalimentare hanno facile gioco ad aggirarle per inquinare la filiera. In Europa, i Regolamenti emanati nel 2004 assegnano la responsabilità della filiera direttamente ai produttori, con l’obbligo di registrare ogni passaggio e i risultati delle analisi di controllo effettuate.

Contro le frodi, accorciare la filiera alimentare

Minori sono i passaggi della filiera di produzione degli alimenti, più basso è il livello di rischio di frodi alimentari per i consumatori. Per questo è meglio orientare le scelte di consumo su prodotti freschi, preferibilmente provenienti dal territorio circostante, da acquistare nei mercati rionali o direttamente dal produttore. Per quanto riguarda le carni, ad esempio, in ogni mattatoio italiano è prevista la presenza di un veterinario con veci di ispettore pubblico, e in ogni provincia è attivo un laboratorio di zooprofilassi per eseguire tutti i controlli necessari. Il consumo “a km zero”, inoltre, consente di diminuire il conto della spesa abbattendo i costi di intermediazione e di distribuzione, oltre ad avere effetti positivi sulla salvaguardia delle biodiversità locali e sull’ambiente.

Uniti contro le frodi alimentari: i gruppi d’acquisto

Può capitare che i prodotti alimentari “a km zero”, soprattutto se biologici, costino di più rispetto ai prodotti similari che si trovano sui banchi dei supermercati, a causa dei più alti costi di produzione e di controllo. Per risparmiare senza fare venire meno la qualità e la sicurezza, puoi coinvolgere nella spesa familiari e amici, per aumentare la quantità complessiva degli acquisti ed ottenere così prezzi migliori direttamente alla fonte.

Contro le contraffazioni alimentari, attenzione all’etichetta

Etichette trasparenti e sicurezza alimentare. Credits: Bazar del Bizzarro, flickrPer il consumatore, l’unico strumento a tutela della sicurezza alimentare rimane spesso l’etichetta, che deve consentire di conoscere l’esatta composizione del prodotto, la scadenza, il lotto di provenienza, l’eventuale presenza di sostanze allergeniche (frutta secca, lievito, ecc.). Sono esentate dall’indicazione degli ingredienti soltanto la frutta, la verdura fresca e quegli alimenti con un ingrediente univoco. L’etichetta deve essere invece molto specifica per le carni bovine, per le quali deve essere possibile risalire con precisione al paese di nascita e allo stabilimento di macellazione dell’animale. Dal 2014, tali vincoli di etichettatura sono estesi al pollame e alle carni suine, ovine e caprine.

La sorpresa nel piatto

Alcuni recenti scandali di frodi alimentari hanno avuto avvio con il rinvenimento di carne di cavallo, non riportata in etichetta, in cibi preparati da diversi marchi ad elevata diffusione commerciale: lasagne, polpette, sughi, vari tipi di pasta ripiena. La carne equina è commestibile e ricca di proteine e ferro ma, a differenza della carne bovina, esistono ancora molte lacune nelle norme che ne controllano la filiera, con la conseguenza che la storia del cavallo rimane sempre incerta. La ragione per cui l’industria alimentare la inserisce nelle preparazioni alimentari al posto di quella bovina è molto semplice: può costare anche l’80% in meno.

Credits incooldj flickrIl cavallo globale

In teoria, almeno in Europa le filiere dei cavalli sportivi e quelli destinati all’alimentazione dovrebbero essere ben distinte, per impedire la presenza di farmaci. In realtà, le reti globali dell’industria alimentare riescono spesso a far perdere le tracce della filiera. Con la conseguenza che, facilmente, le carni vengono acquistate in mercati con costi di produzione molto bassi e con procedure di controllo qualitativo pressoché inesistenti, facendo il giro del pianeta prima di finire nei nostri piatti. Se non si conosce la provenienza, quali garanzie si possono avere? Nel dubbio, per chi ama la carne di cavallo è bene rivolgersi alla macelleria di fiducia.

Massima sicurezza alimentare: questo piatto l’ho fatto io

Per avere garanzie di genuinità e di risparmio, evita l’acquisto di cibi già pronti e cimentati tra fornelli e padelle, preparando in casa i tuoi piatti preferiti a partire da ingredienti di tua scelta. Quella scaloppina ai funghi già confezionata che hai visto al supermercato di certo puoi farla anche tu, selezionando un taglio di carne adatto e funghi porcini controllati: il costo sarà comunque di gran lunga inferiore al prodotto industriale, e con la sicurezza di ciò che mangi. Manca la fantasia? Fatti ispirare dai tanti siti e libri di cucina e dalle numerosi trasmissioni televisive a carattere gastronomico.

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Cibi buoni e ben conservati

La buona abitudine di preparare in casa gli alimenti può combinarsi con i tanti impegni che riempiono le nostre giornate. Il segreto è cucinare in un’unica volta, magari nei ritagli di tempo o nel week end, più dosi dei tuoi piatti e costruirsi una riserva alimentare di qualità. Un velo d’olio in cima al tuo sugo impedirà che si degradi e potrai tenerlo in frigo per diversi giorni. Con il congelamento il beneficio del fai da te si allunga nel tempo, conservando i cibi allo stato fresco anche per mesi.
Link: Agromafie. Rapporto sui Crimini Agroalimentari in Italia, di Eurispes-Coldiretti