Freccia in su per il trading online in Italia

Dopo anni complicati, anche per la volatilità dei mercati, il trading online italiano torna a far registrare segnali positivi di crescita.

Negli ultimi anni si è molto parlato del trading online, ovvero delle possibilità di negoziare in via telematica titoli finanziari di vario genere. Una delle ultime novità si chiama “opzioni binarie”, che consente di investire sui cambiamenti di prezzo di un qualsiasi asset in un determinato lasso di tempo, che può andare da meno di un minuto a ore. Per maggiori informazioni e consigli pratici, basta visitare il forum di http://www.opzionibinarie60.com. I prossimi mesi, stando a quanto prevedono gli esperti, potrebbero essere quelli di un ulteriore “boom” grazie agli scenari che si sono creati.

Occhio alla Borsa. È una delle “lezioni base” sull’andamento del trading generale e sulla capacità di valutare la situazione dei mercati. Quando si verificano periodi lunghi di rialzo si origina come effetto un circolo virtuoso: gli operativi aumentano gli scambi, che generano maggiori ordini e fatturati per i broker online e le società di servizi, che dunque tornano a investire e offrire di più ai trader. Al contrario, in situazioni di ribasso o mercati laterali la maggioranza degli operatori si ferma, e quindi il settore si contrae o consolida. Ovviamente non vanno dimenticati gli impatti delle vicende internazionali, come la crisi greca che ha causato una grande volatilità o la decisione della Banca Centrale Svizzera di eliminare il tetto minimo di fluttuazione dal rapporto franco-euro, ma negli ultimi due anni di contrattazione sia l’indice made in USA S&P500 che il nostro FTSE Mib hanno avuto picchi verso l’alto, aprendo dunque la strada a maggiori movimenti.

I numeri. Andiamo quindi a dare un’occhiata ai numeri del trading online, rivelati nel corso dell’ultimo ITForum di Rimini grazie a un sondaggio tra i partecipanti. Innanzitutto, circa il 66 per cento dei trader risulta attivo da almeno sette anni; il 65 per cento si definisce soddisfatto del proprio broker (parere negativo solo per un 13 per cento), e addirittura il 75 per cento – ovvero, tre persone su quattro – dichiara di aver generato guadagni con le operazioni effettuate nell’ultimo anno.

La profilazione. Ma chi è il trader? Sempre dall’evento romagnolo arriva anche il tentativo di raggiungere un profilo medio del “negoziatore online” italiano. Si tratta in prevalenza di un uomo di età tra i 35 e 54 anni, alto livello di scolarità e con esperienze passate e dunque già buona conoscenza dei mercati. La maggioranza degli intervistati, ben l’83 per cento, ha effettuato almeno un’operazione online nei 3 mesi precedenti il sondaggio, e il 18 per cento viaggia a oltre 200 operazioni al trimestre, dedicando almeno un paio di ore al giorno a questa attività. Il tempo infatti è un altro fattore importante: oltre la metà del campione analizzato, infatti, è composta da lavoratori autonomi, liberi professionisti, commercianti o pensionati, e quasi il 5 per cento tra tutti guadagna e vive solo di trading.