La Francia contro la Ue: “Sia lei a pagare i nostri disoccupati”

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L’Italia non è la sola “pecora nera” dell’Europa. A dire il vero, a parte la Germania e pochi altri, sono molti i paesi in estrema sofferenza dal punto di vista economico. Sulla Grecia si sono spesi fiumi di parole, e comunque rappresenta un caso a parte viste le vessazioni subite dalla Troika, ma c’è anche la Spagna da considerare e, soprattutto, la Francia, seconda economia dall’Eurozona. I problemi francesi sono simili ai nostri; in primo luogo la disoccupazione, che ha raggiunto livelli allarmanti anche al di là della Alpi.

Se l’Italia è sotto scacco dell’Unione Europea a causa di un deficit superiore al 3%, limite non più consentito dai trattati, alla Francia va addirittura peggio. Nel 2013 il Governo di François Hollande ha messo in cantiere un rapporto deficit/Pil del 4,1%. Per il 2014, invece, le stime parlando di un 3,6%. La faccenda Prodotto Interno Lordo non offre margini di ottimismo maggiori. Per quest’anno si parla di stagnazione (+0,1%), mentre la crescita rischia di non raggiungere il punto percentuale nemmeno l’anno prossimo.

In questo panorama complesso, la Francia, a differenza dell’Italia che preferisce ancora una volta omaggiare i carnefici finanziari con una sfila di “obbedisco”, ha deciso di sbattere il pugno sul tavolo. Lo ha fatto con il suo uomo più autorevole, vista la natura della questione, il Ministro dell’Economia Pierre Moscovici. La prima azione “ribelle” si è sostanziata con l’avvertimento di Moscovici a Draghi: il braccio destro di Hollande ha dichiarato senza mezzi termini che la Francia non riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio. L’ha posta come semplice constatazione, senza prodigarsi in salamelecchi e promettere salassi al presidente della Bce. In secondo luogo, ha avanzato una proposta molto audace. Probabilmente si tratta di una provocazione, ma una provocazione comunque funzionale al posizionamento anti-austerity che la Francia intende effettuare.

La proposta riguarda i disoccupati francesi. I senza lavoro d’oltralpe rappresentano l’11% della forza lavoro, e hanno raggiunto quota 3,2 milioni di persone. La sofferenza occupazionale sta già causando dei problemi ad Hollande, oltre che alla bistrattata popolazione francese, visto che il presidente aveva promesso un’inversione di rotta durante la sua campagna elettorale.

Ad ogni modo, la proposta di Moscovici è che sia l’Unione Europea a pagare i sussidi di disoccupazione ai francesi. Ciò vuol dire che, secondo il ministro, la responsabilità di una disoccupazione così alta è dell’Ue e non della Francia. Il riferimento è all’imposizione delle misure di austerity e all’obbligo di mantenere alcuni parametri, come il rapporto deficit/pil entro un certo limite, del tutto arbitrario per giunta.

La proposta di Moscovici difficilmente verrà accolta. Nei fatti, i paesi membri “ricchi” dovrebbero accollarsi i costi dei paesi membri “poveri”. Il pensiero vola alla Germania. Il paese della Merkel non è mai stata disposta nemmeno a negoziare una condivisione dei problemi, a tal punto da rifiutare persino lo strumento euro-bond.

L’unico risultato alla portata di Moscovici è quello di incoraggiare i membri dell’Eurozona che vorrebbero protestare ma che peccano in coraggio. Come l’Italia.