Dalla Francia alla Russia: che fine farà la nuova Alitalia?

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Ancora tiepida la pista francese, Alitalia è in volo verso la Russia, dove Aeroflot è in attesa di fornire il proprio responso circa l’atteggiamento da seguire nei confronti della compagnia nazionale. Contemporaneamente, il vertice aziendale non disdegna di lanciare un’occhiata di intesa ad Abu Dhabi, dove qualche partner potenziale potrebbe presto affacciarsi.

Ma andiamo con ordine, e cerchiamo di capire cosa potrebbe accadere in casa Alitalia. Quel che sembra certo, finora, è che la strada che poteva portare a una ricapitalizzazione per mano (anche) di Air France Klm sembra essersi smarrita, visto e considerato che le condizioni imposte non sembrano trovare il gradimento da parte dei transalpini, non desiderosi di far la loro parte per l’operazione di ripatrimonializzazione da 300 milioni di euro.

Ne consegue che il ministro Maurizio Lupi & co. si sono frettolosamente dovuti indirizzare verso altri lidi, attualmente orientati verso Mosca. Secondo quanto riferiscono all’agenzia di stampa Agi alcune fonti molto vicine ai vertici societari e al governo, Alitalia sarebbe in rotta verso la Russia per comprendere quale sia il responso dello studio del dossier da parte del vettore Aeroflot.

Al fine di non lasciarsi sfuggiare nessun partner internazionale “forte“, Alitalia sta inoltre sondando alternative di ulteriore interesse. I tempi d’altronde stringono, e i conti di periodo approvati dal consiglio di amministrazione lo scorso giovedì 31 ottobre suggeriscono una significativa celerità nella risoluzione di una situazione che si sta trasformando in esplosiva. Le banche e i principali soci della compagnia potranno garantire circa 240 dei 300 milioni utili per il rafforzamento del capitale, ma l’impressione è che tra 6 – 8 mesi il problema di liquidità e di stabilità finanziaria dell’azienda possa ricrearsi in maniera perfino più grave.

Di qui, la necessità di compensare la parziale uscita di Air France – Klm dal capitale sociale di Alitalia (la quota dovrebbe passare dal 25% al 10%). In proposito alla strategia che adotterà il vettore francese, secondo quanto affermato dal Wall Street Journal è probabile che i vertici di Air France – Klm non adotteranno un piano opportunista (astenersi dal sottoscrivere l’aumento di capitale, aspettando che Alitalia vada in bancarotta e quindi rilevando ciò che rimane a prezzi più bassi). Secondo fonti dello stesso quotidiano americano, un portavoce della compagnia avrebbe infatti affermato che tale ipotesi sia “stupida”, e che le resistenze del vettore francese sull’operazione di ricapitalizzazione sono fondamentalmente legate al mancato rispetto delle condizioni proposte da Parigi in merito al piano di ristrutturazione.