Forex, tutta la verità sui robot

In questo periodo sta salendo alla ribalta uno strumento che, solo fino a qualche anno fa, era visto solo come una stravaganteria: i robot. Ovviamente non parliamo degli androidi a cui la fantascienza ci ha abituato, ma di semplici – si fa per dire – software che aiutano i trader nelle loro attività di investimento.

Proprio come qualsiasi macchina dotata di intelligenza artificiale, però, sostituiscono l’uomo. Fanno meglio di lui? Per quanto riguarda il forex, è difficile sostenere una opinione di questo tenore. Di certo, in alcuni casi specifici, lo sollevano di alcune incombenze fastidiose e ovviano ad alcuni limiti della natura umana.

I forex robot disponibili sono molto pochi, per altro spinti debolmente dalle campagne pubblicitarie che, di contro nel trading, sono sempre più capillari e aggressive. Questo particolare ne sta compromettendo l’ascesa, comunque rilevante.

A cosa servono, nello specifico, i forex robot? In quali situazioni si rivelano veramente utili? Per prima cosa, è necessario non cedere alla tentazione di considerare questi strumenti come un qualcosa in grado di produrre guadagni al posto del trader. Il ruolo di quest’ultimo è in ogni caso essenziale. Il funzionamento dei robot infatti non può assolutamente prescindere dalla “mano umana”. I forex robot, infatti, tradano in automatico ma solo sulla scorta delle istruzioni impostate da chi utilizza il software. La IA non fa altro che riconoscere certi segnali e “procedere” secondo la volontà “settata” dal trader in carne e ossa, che così può dedicarsi a ben altre attività. Nulla di futuristico o fantascientifico, quindi.

Ciononostante, dietro i robot c’è un lavoro di programmazione certosino. Non a caso i due principali esponenti della categoria, Samurai e Sakura, sono giapponesi, leader mondali nella creazione di intelligenze artificiali. Prima di avventurarci in una recensione di Samurai e Sakura, è necessario elencare dettagliatamente i pro e i contro dello strumento in questione.

Robot per il forex: pro e contro

Il vantaggio più grande che un robot per il forex offre è la possibilità di realizzare alcune tecniche, o per meglio dire alcuni approcci, che altrimenti risulterebbe arduo seguire. Il primo caso in cui il robot si rivela utile è quello dello scalping.

Per scalping si intende l’apertura e la chiusura frenetica di ordini allo scopo di realizzare guadagni sicuri, di piccola entità ed estremamente frequenti. E’ la tecnica delle “formichine”. I buoni scalper sono soprattutto scalper veloci. La velocità, però, impone un grande dispendio di energie mentali. Qui subentra il robot: il software non si stanca, può realizzare un numero infinito (o quasi) di operazioni in un tempo molto breve.

Il robot si rivela molto utile, inoltre, quando la strategia del trader si basa sull’attività “notturna”. Il forex è aperto 24 ore su 24, ma nessuno può stare sveglio e tradare per tutto questo tempo. Il software, in questa prospettiva, sostituisce l’investitore quando questi è stanco e vuole dormire o, semplicemente, vuole dedicarsi ad altre attività. Alla fine, i “pro” si riducono a questi due elementi. Possono sembrare pochi, ma sono in grado di segnare la differenza tra un guadagno cospicuo e una perdita.

Di contro, gli svantaggi legati all’utilizzo dei robot sono numericamente più significativi. Innanzitutto, si registra la possibilità di errori di connessione. I Robot funzionano online, se non c’è internet non c’è il robot. La distorsione più grande, però, deriva dal limite tecnologico. Qualsiasi computer, qualsiasi intelligenza non potrà mai avere le capacità interpretative tipiche dell’uomo. E’ una barriera che oggi appare insormontabile e che caratterizza, ovviamente, anche i robot per il forex. Questa si concretizza, nello specifico caso dei forex robot, nell’incapacità di riconoscere quando un segnale falso. Semplicemente, se il software viene istruito a reagire con una certa azione a uno specifico azione, obbedirà sempre. Non è difficile immaginare quanti danni possa creare questa (seppur obbligata) distorsione: in caso di eccessiva volatilità, le commissioni rischiano di “mangiarsi” il capitale

Un altro difetto è la poca accessibilità di cui sono affetti. Impostarli non è affatto un gioco da ragazzi. Certo, la parola “difficoltà” è pane quotidiano per i denti di un trader, ma la sensazione è che la cosa – in media, dal momento che ci sono differenza tra robot e robot – potesse essere gestita un po’ meglio.

Samurai e Sakura

Samurai e Sakura sono i due robot per il forex più utilizzati. Sono di origine giapponese, una delle potenze in quanto a creazione di software basati sull’intelligenza artificiale (anche se qui c’entra poco). Sono molto simili tra di loro, anche perché, per adesso, la tecnologia dei robot per il forex, e in generale per il trading, è ancora a uno stadio primordiale.

Esistono però alcune differenze che riguardano il lato promozionale. Da questo punto di vista, samurai batte sakura. Quest’ultimo, infatti, “costa”. Per la precisione, circa 100 dollari. Il primo, invece, è gratis. C’è un “ma”. Samurai è compatibile solo con la piattaforma di trading MetaTrader 4. Non si tratta, in verità di un sacrificio così grande da compiere: MetaTrader è tra le piattaforme migliori in circolazione, sebbene non sia di facile utilizzo (ma nessun principiante si sognerebbe di avventurarsi con software di questo tipo).

Entrambi, ad ogni modo, offrono, almeno sulla carta, alcune capacità interpretative. Il principio è quelle sulle case history: i robot immagazzinano in memoria alcune “sezione di trading” tra le più cicliche, e reagiscono in base ai modelli che ne derivano. Niente di complicato, ma è senz’altro utile.

L’interfaccia, infine, è sufficiente comprensibile, a come specificato appena sopra, molto ostica per i principianti.