Forex o petrolio: dove è meglio investire?

Il forex è salito alla ribalta da qualche tempo. Complice anche l’aumento della pressione pubblicitaria da parte dei broker forex, il mercato valutario sta diventando meta di un numero sempre crescente di investitori classici ma anche di molti “investitori della domenica”.

L’incredibile successo del commercio in valute, però, non deve far perdere di vista una piccola grande verità: esistono molti altri mercati profittevoli e accessibili, in grado di offrire opportunità di guadagno anche ai non esperti. La regola aurea, in questo caso, è sempre la stessa: studiare e formarsi. Il trading, nonostante la massa di denaro in ballo, è quanto di più lontano ci possa essere dal gioco d’azzardo.

Ma torniamo a noi. Quale può essere un’alternativa al forex? Tra le tante possibili, spicca senz’altro il petrolio. E’ uno degli asset più scambiati della Terra. Lo è per un semplice motivo: è l’asset più necessario della Terra, o come minimo tra i più necessari. Non è questa la sede per parlare di tutte le situazioni in cui il petrolio è essenziale, anche perché sono note e arcinote.

Quello del petrolio non è un mercato “liquido” come quello del forex (che è quello che conta la maggior liquidità al mondo) ma è comunque molto “ricco”. Ogni giorno, si scambia 10 milioni di barili, l’equivalente di 1050 miliardi.

Cosa differenzia il trading in valute dal trading in petrolio? Oltre alla più ovvio delle differenze (l’asset), ci sono tante differenze significative e in grado di porre in essere dinamiche interessanti. In primo luogo, il petrolio è una commodity, e in quanto tale è legata fortemente alle dinamiche dell’economia reale. Le materie prime rappresentano il fulcro per molte attività in generale, dunque tutto ciò che accade nel sistemo economico può potenzialmente scuoterlo. Questo effetto è presente anche nel forex, ma è gioco forza meno accentuato.

Questa differenza porta a un corollario piuttosto intuitivo. Il mercato del petrolio è leggibile o, come minimo, è più leggibile di quanto non lo sia quello delle valute. E’ più facile prevedere l’andamento, dunque è più facile evitare perdite o, addirittura, guadagnare. La leggibilità del mercato del petrolio è data anche da una caratteristica tipica delle commodities in generale e del petrolio in particolare. Il prezzo del petrolio è suscettibile agli eventi geopolitici e sociali. Si dà il caso, poi, che la maggior parte dei paesi produttori siano anche dei paesi fortemente instabili dal punto di vista socio-politico – è sufficiente pensare al Medio Oriente. Questo dà un lato dona maggiore imprevedibilità al mercato – dopotutto, chi può mai sapere quando scoppierà la prossima ribellione? – ma dall’altro, all’occhio di un conoscitore dei fatti internazionali, risulta tutto può semplice: l’esperto sa che all’evento A corrisponderà il trend x, che all’evento B corrisponderà il trend Y e via dicendo.

Il mercato del petrolio non è apprezzato solamente per la sua leggibilità, ma anche per la questione dei futures. Il petrolio è uno tra gli asset di riferimento per i futures. Questi sono dei contratti che impegnano i contraenti ad acquistare un determinato bene (in questo caso il petrolio) a una certa data a un certo prezzo. Il guadagno – o la perdita – si compone dalla differenza tra il prezzo d’acquisto e il prezzo reale dell’asset.

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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