Forex, orari e coppie: consigli per ottimizzare le attività

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Il Forex non è un gioco. Nonostante alcune dinamiche possano ricordare, nemmeno tanto alla lontana, il gioco d’azzardo, non si deve mai essere stanchi di ripetere che il Forex Exchange Market è un’attività in grado di regalare parecchie soddisfazione ma anche di prosciugare i risparmi e le risorse finanziarie. Occorre studiare, fare esperienza, comportarsi con prudenza e, soprattutto, seguire i consigli degli esperti dove possibile.

Un consiglio che i principianti dovrebbero tenere a mente è quello che riguarda le “intersezioni”. Il Forex non ha confini, è attivo 24 ore su 24 dal lunedì al venerdì. Gli scambi, però, risentono fortemente di quello che accade durante la giornata, tanto nell’economia reale quanto nelle piazze di Wall Street, Francoforte etc. Peccato che gli orari non coincidano a causa del fuso orario. E’ dunque necessario prendere in considerazione i periodi in cui gli orari si intersecano perché è proprio in questi intervalli di tempo che si registrano, solitamente, i picchi di volatilità e quindi le occasioni migliori per guadagnare. Ovviamente tutto dipende dalla coppia di valute che ci interessa. Le quattro coppie più “trafficate” hanno come protagonisti il dollaro, la sterlina, l’euro e lo yen giapponese.

La coppia EUR / USD (euro – dollaro) è quella che muove la massa più consistente di denaro. Non è però tra le più volatili. Il motivo di ciò va rintracciato nelle fisionomia delle due valute. Mentre il dollaro subisce le decisioni di politica monetaria aggressiva dalla Fed, e quindi è soggetto a valutazioni e svalutazioni di una certa entità, l’euro è assai più rigido perché fa capo alla Bce, che non può mettere in campo gli strumenti della omologa d’oltreoceano. Ad ogni modo, l’intervallo da tenere d’occhio è quello compreso dalle ore 14 alle ore 23 (italiane), perché corrisponde grosso modo all’apertura dei mercati negli Stati Uniti. Il picco di volatilità si registra alle ore 15, quando anche a New York sono “sul pezzo” già da un po’.

La coppia GBP / USD (sterlina – dollaro) è invece molto volatile. Questo perché entrambe le divise sono gestite da delle banche centrali che godono di ampi poteri di svalutazione e di rivalutazione. La volatilità è stata accentuata negli ultimi tempi, visto che tanto gli Stati Uniti quanto il Regno Unito hanno approntato misure espansive per far fronte alla crisi economica. La volatilità, secondo stime che prendono in considerazione gli ultimi due anni, è addirittura del 20% maggiore rispetto alla coppia EUR / USD. Ad ogni modo, l’intersezione da tenere d’occhio è identica a quella della coppia precedente, visto che il fuso orario di Londra è simile a quello di Bruxelles, Francoforte, Milano e così via. Il picco anche qui si registra intorno alle ore 16. Si rileva, inoltre, un certa tendenza alla lentezza durante i primi giorni della settimana.

La coppia USD / JPY (dollaro -yen giapponese) rappresenta un caso a parte. Di base, la volatilità dovrebbe essere molto accentuata, vista la natura “espansiva” tanto della Fed quanto della Bank of Japan – il Giappone in questo senso sta facendo scuola. E invece si registra un tasso di volatilità assai ristretto, addirittura inferiore all’EUR / USD. Il perché è presto detto: la Boj interviene quando la volatilità rischia di danneggiare gli interessi commerciali del paese nipponico. La volatilità, in breve, è della metà rispetto a quella di GBP / USD. Il picco è quindi assai contenuto. Qualche fibrillazione (siamo comunque sui 200 pip) si realizza quando si intersecano le piazze americane con quelle europee. Non vi è infatti intersecazione tra Stati Uniti e Giappone visto il fuso orario sfavorevole in questo senso.