Forex, come gestire i rischi (e vivere felici)

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Scrivi trading e leggi rischio. Se poi il trading è nel Forex, l’associazione tra i due termini è ancora più forte. Investire è rischioso. Investire in un mercato che è assai volatile, incredibilmente liquido e molto emotivo è ancora più rischioso. Per questo, e per altro ancora, gestire il rischio diventa un’esigenza indissolubile quando si frequenta il mercato delle valute. Ovviamente, non è una cosa facile. Tra il trader e il lucido calcolo delle probabilità, si intromette la paura di perdere denaro e di perderlo in fretta. Ecco qualche consiglio per razionalizzare la propria presenza sul Forex e vivere felici.

Il consiglio principale è quello di lavorare su se stessi ancora prima di iniziare a tradare. Cosa vuol dire lavorare su se stessi? Principalmente, un po’ marzullaniamente, farsi delle domande e darsi delle risposte. Le domande sono le seguenti.

Quanto voglio perdere?

E’ la domanda principale. Il rischio presuppone la possibilità di perdere denaro. Se proprio si deve perdere, meglio venire a patti con la cosa. Il modo giusto per farlo è fissare una cifra che ci si può permettere di gettare alle ortiche. Si tratta solo di effetto placebo, ovviamente, ma si avrà la sensazione che tutto ciò che arriva sia grasso che cola. Questa domanda, infine, ha la funzione di aiutare l’investitore a non farsi sfuggire la situazione di mano. E’ come delimitare un perimetro oltre il quale c’è l’incerto e quindi il pericolo.

Quanto voglio guadagnare?

Può sembrare una domanda strana, quasi ridicola, ma non lo è. Tutti sarebbero portati a dire “tanto, il più possibile”. Non è un modo plausibile di vedere la questione. Da questa risposta, infatti, procede la redazione della strategia. E’ una domanda propedeutica. Stabilire quanto si vuole guadagnare vuol dire iniziare a stabilire i propri obiettivi, e decidere gli obiettivi fornisce le basi per la redazione della strategia.

Quanto rischio posso correre?

A suo modo, questa domanda dipende dalla prima (“quanto posso perdere”). Il quesito in questione, però, non va posto propedeuticamente alla frequentazione del Forex, ma va posto in continuazione e in corso d’opera. Sostanzialmente, si tratta di dividere il tempo di trading e in periodi e decidere, per ogni periodo, quanto denaro si è disposti a lasciare per strada.

Quante volte posso ricaricare il conto?

Questa è una delle domande più importanti. Quando un trader si fa prendere la mano dalla frenesia smette di essere un investitore e diventa un giocatore d’azzardo. E’ in queste dinamiche che si nascondano le peggiori insidie. Il motivo? Semplice: il forex non è un gioco, la fortuna c’entra poco, o comunque c’entra come qualsiasi altra attività della vita. Per ridurre gli effetti negativi della “frenesia” è spesso sufficiente rispettare i propositi stabiliti a inizio trading, soprattutto quelli che riguardano la frequenza di ricarica.

Per riassumere, è lecito affermare che tutte questi consigli servono a restituire la giusta dimensione del fare Forex. Il buon investitore, infatti, non è paragonabile a uno scommettitore o a un giocatore d’azzardo. Piuttosto, è paragonabile a un giocatore di poker. Può sembrare una differenza irrisoria, ma non lo è. Il poker è uno sport e ha le sue precise regole.