Forex, Germania penalizza l’Europa in attesa del FOMC

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In attesa del Fomc, che domani confermerà le proprie decisioni sulla prosecuzione del tapering, la stretta graduale all’acquisto di bond (che per il momento ha ridotto di 10 miliardi al mese il sostegno straordinario della Banca centrale Usa all’economia), la giornata è stata contraddistinta dalle notizie provenienti dalla Germania.

L’indice Zew, che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi, ha infatti mancato le aspettative e nel mese di giugno è calato a 29,8 punti. Si tratta del sesto mese consecutivo in calo, per il livello più basso dal dicembre 2012, e contro attese degli analisti pari a un rialzo verso quota 35 punti. Se a ciò ci si aggiunge l’effetto negativo derivante dalla pressione della crisi energetica (tra Iraq da una parte, e Ucraina dall’altra) diventa facile cercare di interpretare il calo dell’indice Stoxx 600, calato oggi dell’1,2 per cento e lontano – lontanissimo – dai massimi a sei anni che furono toccati lo scorso 10 giugno.

Contemporaneamente, a Francoforte si riunisce il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea dal quale – almeno questa volta – non ci si attendono grandi novità di rilievo dopo le ultime decisioni storiche sul taglio dei tassi e le nuove iniezioni di liquidità. Negli stessi frangenti, a Roma si chiudeva la missione italiana del Fondo Monetario Internazionale, con prevedibili richiestse: fare di più sul debito pubblico.

Tra gli altri dati macro di oggi spiccano anche quelli sulle immatricolazioni europee, forniti dall’Acea, con un livello che a maggio è cresciuto del 4,3 per cento all’interno dell’Unione Europea, per un rialzo del 6,6 per cento da inizio anno. L’Italia è comunque in netta controtendenza, visto e considerato che perde il 3,8 per cento a livello di mercato e il 2,9 per cento a livello di Fiat Chrysler. A proposito di Italia, positivo è l’andamento della bilancia commerciale, che amplia il surplus di aprile a 3,5 miliardi di euro. In Gran Bretagna, ancora, inflazione di maggio in calo dello 0,1 per cento su base mensile e in rialzo dell’1,5 per cento su base annua. Negli Stati Uniti pubblicati i dati sui prezzi al consumo, in rialzo dello 0,4 per cento a maggio.